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L'allineamento dei terremoti è chiaro in questa carta. E' approssimativamente un piano inclinato verso E tangente ai 2 anticicloni (blu-rosa [in profondità sono più stretti]), con la zona superiore dei terremoti superficiali (verde-giallo-rosso) che raccorda e copia meglio i limiti circolari degli anticicloni e la zona profonda più rettilinea.

Si vede chiaramente che il flusso ha sfondato più a S (dall'inclinazione dei piani blu-rosa) e si intuisce che santiago è messa malino....

La differente densità e compattezza degli anticicloni mura ad est ed ammassa la litosfera/astenosfera. La parte più fluida di mantello riesce comunque a passare aldilà in direzione (guarda caso) NE. Trascina da sotto l'Africa che allontana leggermente ed apre l'Atlantico meridionale.

Il ramo principale che aggira da S il sudamerica lambisce l'Africa ad E e la apre generando tutto il rift ad E fino all'Arabia oltre ad alimentare l'oceano indiano.

Chi comanda sono sempre loro 3: i cicloni euroasiatici.

Il ramo N che evita il sudamerica passando dai Caraibi sale anche lui ma è molto meno potente a causa forse dell'anticiclone che sfiora a N e prende contromano.

Inoltre la rotazione del pianeta, più accentuata a S (l'emisfero S è più veloce a causa dell'inclinazione dell'asse [già discusso]) favorisce il ramo S del flusso dato che la media dei flussi è W-E e S-N.

Il polo S dei flussi coincide esattamente con quello magnetico (guarda caso) e si trova tra Australia e antartide.

Todeschini, dove sei.....

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http://accelnet.gein.noa.gr/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=218

Oggi balla tutto..... scosse interminabili di una, due, tre ore.

Fatevi un giro per le stazioni.

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se osservi le stesse carte per il Giappone e le Marianne noterai una distribuzione dei terremoti simile, ma con un aumento della profondità verso West.

Quindi i piani di subduzione esistono???


Paolo
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Ci credo.... con il "tiro" che ha il Tibet!!!
Le Marianne però sono un altro fatto. Sono il frutto di una depressione ad Est. Sono verticali e denotano una de-pressione identica da ambo i lati del mantello. Sennò chi ce le tiene dritte in quel modo? Chi ha l'energia di tenere 2 domini di mantello equidistanti per 11000m?

Le subduzioni intese nel senso classico ti ho già detto che non mi convincono ad iniziare dallo slab-pull. Se pieghi un materiale, da una parte si distende e dall'altra si comprime. La litosfera oceanica non può reggere. Infatti collassa quasi tutta dove piega per inabissare.

Se le intendi come una zona dove il flusso trascina con sè detriti superficiali di litosfera fratturata allora sono d'accordo. Ma se nominando "subduzione" devo portarmi dietro e fare riferimento a tutto il modello classico, allora non la nomino più.

La subduzione per me è come quando impasti il cealcestruzzo. Quando è pronto, invece di murare ci butti sopra un'altra spolverata di polvere pura di cemento e la ricopri con la pala rivoltando l'impasto da sotto. La spolverata fatica a legare e rimane la "frattura" nel mezzo tra 2 domini.

In sudamerica però la maggior parte di litosfera resta appiccicata alle cordigliere. Il sintomo è il distacco che avviene quando cessa la compressione da W. Vengono via a strisce.... lunghe centinaia di km. Per me vengono via come si sono ammassate. Tipo a fisarmonica.

In profondità è la pressione che spacca. E' il flusso che erode e rompe blocchi precedentemente ammassati. L'estremo sud sta praticamente "a sbalzo" su una lineaa di flusso potente. Già ha fatto il terremoto più potente della storia, ma credo non dovrebbe avere problemi a ripetersi. Anche a breve....

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http://accelnet.gein.noa.gr/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=218

Oggi balla tutto..... scosse interminabili di una, due, tre ore.

Fatevi un giro per le stazioni.


...e mi sembra acceleri di nuovo il Pollino.

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http://accelnet.gein.noa.gr/plots/KOMA.html

Qui oggi ha fatto e sta facendo, 12h di btontolio interminabile. Quale struttura può dare un simile risultato?

anche qui:

http://accelnet.gein.noa.gr/plots/LARA.html
http://accelnet.gein.noa.gr/plots/SOFA.html
http://accelnet.gein.noa.gr/plots/ARTB.html

12h ininterrotte.

Qualche esperto di tracciati può commentare?
Grazie smile

Per me queste sono conferme dell'attività INCESSANTE del vortice.

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per l'interpretazione dei grafici, rivolgiti a un sismologo (c'è un sismologo in sala???).

Sono grafici accelerometrici non di ampiezze d'onda...


Paolo
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Allora non so se può rispondere qualcun'altro all'infuori di Mucciarelli.... comunque se sono dati accelerometrici, immagino saranno una misura di accelerazioni. Lì sono continue ed immagino dipendano da come scorrono le spire del vortice. Ogni cosa che tende a bloccarle viene sbriciolata producendo accelerazioni. L'Egeo è una delle zone più produttive del pianeta. Io una risposta me la sono data ed è in accordo con l'unico modello possibile di celle convettive del pianeta.

Ora salto all'iran:



Il centro del vortice è segnato: è il cerchietto rosso. E' il ciclone di mezzo del sistema alpino-himalayano.
A S ed a N ci sono 2 spruzzi di litosfera sollevata. Uno punta a NW, aggira l'Arabia e finisce nell'Egeo. L'altro punta a SE e resta sul bordo quadrante E dove incontra l'estrusione del Tibet più a N. Lo spruzzo ad E è più debole, forse a causa del fatto che ad Est il ciclone riesce ad aspirare di più. Ad W dove potrebbe già essere "pieno" sputa di più.

Questa girandola è un altro segno evidentissimo.

Il ciclone "mola" l'Arabia che sembra non scalfirlo minimamente. La litosfera araba viene sollevata e spedita ad W dove finisce di nuovo nel ciclone egeo.

Per me non c'è altra spiegazione.

Io non so altrimenti che "modulo" ti puoi inventare per sparare litosfera in 2 direzioni opposte in quel modo.

EDIT: alcune considerazioni sui dati accelerometrici:
I Greci hanno un sito "pulito" molto fruibile. Immagino la sensibilità dei dati accelerometrici possa essere regolata e quindi mi sembra strano che l'hanno lasciata alta per farsi appestare i tracciati dal rumore di fondo. Quindi credo che lì, il borbottio sia proprio continuo, per questo deduco che l'energia si notevole e questo è in accordo con il gran numero di eventi e la gran quantità di energia liberata CONTINUAMENTE.

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La soddisfazione più grande è vedere tutto "legato" urra

Tensioni superficiali litosferiche, presunti flussi astenosferici e campo magnetico.



Gli anticicloni murano ad Est. Il flusso rallenta ed ammassa superficialmente litosfera e crea il Sudamerica. L'astenosfera passa di lato e sotto tra i 2 vortici.

La parte ordinata del flusso, quella cioè nel mantello inferiore, (che qualcuno scambia per solido, ma sicuramente non è solido, bensì ordinato come potrebbe essere un solido, ma fluisce) è quella che genera il campo magnetico riportato in figura. Dato che il campo magnetico si crea per strofinio, in corrispondenza della turbolenza ad Est dei cicloni il campo magnetico terrestre evidenzia un bel minimo locale perfettamente coerente con le eventuali linee di flusso che lo avrebbero dovuto generare. I flussi, ordinati dalla pressione come dei veri e propri fasci, strisciando tra loro generano il campo magnetico. L'effetto magnus solleva le nuvole di potenziale. Il minimo è perfettamente coerente con i flussi. E' sbaffato ad E e pende leggermente a S verso il ramo più potente che aggira l'ostacolo.

Il campo magnetico è perfettamente coerente con l'ipotesi che vuole l'emisfero S più compresso: a S è più potente e più concentrato.

Quindi deduco che il campo magnetico terrestre è figlio dello strofinio indotto dai flussi a loro volta ordinati dalla pressione che risiedono nel mantello inferiore. Altro che solido... Quello è un fascio di spire!

L'immagine riporta le linee equipotenziali a livello del suolo. Mi piacerebbe vedere le stesse linee a 2000km più in alto ed ancora ad altri 2000km più in alto.

Le linee equipotenziali praticamente sezionano le nuvole equipotenziali. La vista a vari livelli dovrebbe aiutare a ricostruire tutte le nuvole a sfoglia di cipolla cencentriche.

Dovrebbe essere l'ennesimo spettacolo....
salute

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Originariamente inviato da: Pierlo

Per me queste sono conferme dell'attività INCESSANTE del vortice.


Bravo.
Per tutti quelli che hanno studiato sismologia, invece, sono aumenti del rumore sismico di fondo dovuti ad avverse condizioni meteomarine.


Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html
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