Allora non so se può rispondere qualcun'altro all'infuori di Mucciarelli.... comunque se sono dati accelerometrici, immagino saranno una misura di accelerazioni. Lì sono continue ed immagino dipendano da come scorrono le spire del vortice. Ogni cosa che tende a bloccarle viene sbriciolata producendo accelerazioni. L'Egeo è una delle zone più produttive del pianeta. Io una risposta me la sono data ed è in accordo con l'unico modello possibile di celle convettive del pianeta.

Ora salto all'iran:



Il centro del vortice è segnato: è il cerchietto rosso. E' il ciclone di mezzo del sistema alpino-himalayano.
A S ed a N ci sono 2 spruzzi di litosfera sollevata. Uno punta a NW, aggira l'Arabia e finisce nell'Egeo. L'altro punta a SE e resta sul bordo quadrante E dove incontra l'estrusione del Tibet più a N. Lo spruzzo ad E è più debole, forse a causa del fatto che ad Est il ciclone riesce ad aspirare di più. Ad W dove potrebbe già essere "pieno" sputa di più.

Questa girandola è un altro segno evidentissimo.

Il ciclone "mola" l'Arabia che sembra non scalfirlo minimamente. La litosfera araba viene sollevata e spedita ad W dove finisce di nuovo nel ciclone egeo.

Per me non c'è altra spiegazione.

Io non so altrimenti che "modulo" ti puoi inventare per sparare litosfera in 2 direzioni opposte in quel modo.

EDIT: alcune considerazioni sui dati accelerometrici:
I Greci hanno un sito "pulito" molto fruibile. Immagino la sensibilità dei dati accelerometrici possa essere regolata e quindi mi sembra strano che l'hanno lasciata alta per farsi appestare i tracciati dal rumore di fondo. Quindi credo che lì, il borbottio sia proprio continuo, per questo deduco che l'energia si notevole e questo è in accordo con il gran numero di eventi e la gran quantità di energia liberata CONTINUAMENTE.