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Michele, è proprio perchè di certezze ce n'erano poche (o forse nessuna) che la Commissione Grandi Rischi ha agito in modo non corretto dal punto di vista tecnico-scientifico, deontologico e tanto meno dal punto di vista della comunicazione (e permettimi, se vuoi avere la libertà di esprimere una tua opinione tecnica senza che questa possa implicare conseguenze o innescare comportamenti a rischio, allora scegli di non partecipare ad una tale commissione, ti fai intervistare da un giornale a titolo privato etc etc). Se rivesti un ruolo istituzionale, ne devi accettare anche le esponsabilità, altrimenti lasci stare.....

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in questo sono d'accordo, io non avrei firmato. ma sia la convocazione (fuori sede) che le motivazioni della stessa sono un poco farocche. ma da qui a condannare a 6 ann e 6 milioni ce ne passa....


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Ma non bastava dire, oltre che non ci sono strumenti per fare previsioni,
Che voi cari signori vivete in uno dei posti più sismici d'Italia, le probabilità di un evento sismico sono elevate ( e lo erano già da diversi decenni)?
(tralasciando il fatto che proprio gli eventi distruttivi del 400 e del 700 furono preceduti da lunghi sciami)


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Sto ascoltando su abruzzo 24 ore la requisitoria del PM Picuti.
Devo ammettere che è stato veramente bravo....ha fatto quello che un PM bravo deve fare....la difesa a mio avviso è stata debole.
Non viene fatto accenno agli aspetti psicologici delle vittime e per vittime intendo i parenti che più di tutti hanno voluto questo processo....altrimenti le responsabilità, le vere responsabilità, le grandi responsabilità si cercavano altrove.
Quando il PM ritiene grave che la Commissione G.R. non sia partita dalla storia sismica aquilana e quindi che tale elemento era importantissimo ai fini delle protezione civile presente, quale il delegato da Bertolaso, l'assessore regionale e il suo dirigente e il sindaco dell'aquila...è facile obiettare che se uno del posto dotato di autorità nel campo della protezione civile non conosce la storia sismica della propria zona è qualcosa di più grave che non avergliela raccontata in sede di riunione.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Depositata la sentenza sulla CGR a L'Aquila.
Sono oltre 900 pagine, scaricabili qui:
https://www.dropbox.com/s/4e6bzasow1ogqhb/SENTENZA%20GRANDI%20RISCHI%20-%20completa.pdf?m
Ho inizato a leggerla ed ho postato i primi commenti a questo link:
http://tersiscio.blogspot.it/2013/01/alcune-considerazioni-sulla-sentenza.html


Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html
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Grazie


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Professor Mucciarelli spero che riesca a finir di leggere la sentenza e non limitarsi a ciò che meglio sorregge la sua tesi.Alla commissione non viene imputata la mancata mitigazione del rischio, ma di non aver valutato adeguatamente, operando con eccessiva superficialità, il rischio sismico, determinato da quei fattori che lei richiama nella sua pagina, rilasciando in ultimo comunicati dalle conseguenze appunto nefaste.
Paradossalmente quella commissione, a mio modo di vedere, è stata la prima ad aver tradito quelle conoscenze, valori e tecnicismi.La scienza in questo caso si è proprio suicidata, o meglio forse è stata assassinata da chi in quel momento la stava rappresentando. Altrettanto paradossalmente sarebbe bastato starsi zitti e per assurdo qualcheduno di quelle 28 vittime forse si sarebbe salvato.Questo dice a mio avviso la sentenza. Perchè quindi quella commissione??e perchè quella commissione si espresse con quei toni pur sapendo che l'area Aquilana presentava rischi elevati assai noti dovuti sia alla pericolosità, sia all'esposizione che alla vulnerabilità??

Adesso lei si deve mettere nei panni di chi ha perso un proprio famigliare o amico (e non solo nei panni della commissione), ripeto paradossalmene "forse" anche per quelle comunicazioni rassicuranti di quella commissione.
Ancora paradossalmente, si sono salvate per assurdo quelle persone che magari seguendo il proprio istinto e non quelle comunicatzioni derivanti da una così autorevole commissione tecnico-scintifica, decisero di restare comunque fuori casa.Mentre chi ha tenuto magari in considerazione quelle rassicuranti parole e quindi fidandosi della scienza....


Essendo di Teramo ho vissuto abbastaza da vicino tutte le vicissitudini sia prima, sia dopo il terremoto e porto sempre come esempio della nefasta opera comunicatrice di quella commissione quanto a me accaduto personalmente.


Il giorno prima della scossa di terremoto incontrai un mio amico, universitaro a suo tempo nella città di L'Aquila, ma residente a Teramo.

Per la verità erano un paio di mesi che quando lo incontravo, dicutevamo in merito alla situazione di quella sequenza sismica che giorno dopo giorno diventava sempre più frequente ed intensa.E mi riferiva che tutti gli aquilani temevano che prima o poi ci sarebbe stata una scossa forte, tanto che da mesi oramai in tantissimi dormivano fuori casa.A Teramo sino a circa il 15 di Marzo le scosse non si erano avvertite mai ma a fine Marzo l'intensià delle stesse erano aumentate, tanto che si erano iniziate ad avvertire anche a Teramo.

Ricordo come se fosse oggi (sono quelle cose che rimangono impresse) che il 5 Aprile, quindi il giorno precedente a quello della scossa principale, passammo il pomeriggio per le strade del paese in cui abito.Appena mi riferì che quella sera sarebbe dovuto risalire a L'Aquila, lo sconsigliai vivamente di risalire (come d'altronde avrebbe fatto chiunque) proprio perchè la sequenza si era ulteriormente intensificata, e comunque gli consigliai di rimanere il meno possibile all'interno dei fabbricati qualora fosse tornato a L'Aquila.

Mi fece presente che sarebbe stata l'ultima sera che avrebbe passato a L'Aquila in quanto avrebbe dovuto incontrare il giorno seguente un professore per preparare la tesi che avrebbe dovuto esporre il mese dopo.
E poi aggiunse le seguenti parole che mi colsero di totale sorpresa ma che mi lasciarono molto perplesso in quanto derivavano non da un politico, non dal Sig. Giuliani ma da una commissione scientificamente così autorevole: "E poi anche la Commissione Grandi Rischi ha detto che non c'è pericolo".Questo fu il messaggio che venne n qualche maniera trasferito ai cittadini aqulani.


Riporto quale fu la conclusione del verbale di quella commissione nonostante comuqnue emergesse dallo stesso verbale che non tutti erano completamente d'accordo su questa presa di posizione:

"non c’è nessun motivo per cui si possa dire che una sequenza di scosse di bassa magnitudo possa essere considerata precursore di un forte evento".....adesso mi chiedo e lo chiedo a lei: questa è scienza???
Se questa è scienza penso che questa scienza difficilmente avrà un grande futuro.

Ultima modifica di georghit; 20/01/2013 18:26.
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qualcuno ha voglia di fare una sintesi delle motivazioni della sentenza. Prima c'erano tantissime persone adesso nessuno dice nulla ?

"Dal verbale CGR e dagli interrogatori emerge che erano chiari i problemi di vulnerabilità ed esposizione all'Aquila. Quindi su cosa si poteva intervenire, se i terremoti non sono prevedibili"

Ma cosa hanno dichiarato nei verbali e alla protezione civile ufficiali i membri della CGR ?

Leggo e riporto

È il punto fondamentale dell'accusa: Billi contesta agli esperti il fatto che, sapendo di non poter prevedere, non erano in diritto di rassicurare la popolazione e incoraggiarla a rimanere nelle proprie abitazioni. Per sottolinearlo, il giudice ricorda la frase emblematica con cui l'assessore alla Protezione Civile regionale Daniela Stati ringraziava gli scienziati per non aver allarmato la cittadinanza: “Grazie per queste vostre affermazioni che mi permettono di andare a rassicurare la popolazione attraverso i media che incontreremo in conferenza stampa”. E infatti, si legge ancora nel documento, “le affermazioni emerse nel corso della riunione della commissione sui temi della prevedibilità dei terremoti, dei precursori sismici, dell'evoluzione dello sciame in corso, della normalità del fenomeno, dello scarico di energia indotto dallo sciame sismico quale situazione favorevole, che costituiscono il corpo principale del capo di imputazione, hanno un'indubbia valenza rassicurante”.


Comunicato sulla sentenza del processo a L'Aquila
22.10 Press release on the conviction at the L'Aquila trial, English version

L' INGV esprime tutto il suo rammarico e la sua preoccupazione per la sentenza di primo grado del processo a L'Aquila, che condanna i componenti della Commissione Grandi Rischi, il vice capo dipartimento della Protezione Civile, il direttore dell'Ufficio Rischio Sismico della Protezione Civile e il direttore pro tempore del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV.
Il nostro pensiero va ancora una volta alle vittime del terremoto e ai loro parenti: sappiamo che nessuna sentenza potrà mai ricompensare gli affetti perduti.

Ma è importante considerare che la sentenza costituisce un precedente, in grado di condizionare in modo determinante il rapporto tra esperti scientifici e decisori, non solo nel nostro Paese.

La sentenza di condanna di L’Aquila rischia, infatti, di compromettere il diritto/dovere degli scienziati di partecipare al dialogo pubblico tramite la comunicazione dei risultati delle proprie ricerche al di fuori delle sedi scientifiche, nel timore di subire una condanna penale. Quale scienziato vorrà esprimere la propria opinione sapendo di poter finire in carcere?

L’Italia è uno dei Paesi maggiormente sismici al mondo, dove ogni giorno avvengono decine di terremoti, la maggior parte dei quali non sono percepiti dalla popolazione. Questa attività sismica è monitorata dall’INGV 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno. Sulla base dei dati storici e dei risultati della ricerca che INGV svolge, l’Istituto ha contribuito a elaborare una mappa di pericolosità sismica dell’Italia, tra le più avanzate del mondo, che è un importante strumento di conoscenza e prevenzione in materia di terremoti.
Secondo quanto affermato dalla letteratura scientifica internazionale, allo stato attuale è impossibile prevedere in maniera deterministica un terremoto. Di conseguenza, chiedere all’INGV di indicare come, quando e dove colpirà il prossimo terremoto non solo è inutile, ma è anche dannoso perché alimenta in modo ingiustificato le aspettative delle popolazioni interessate da una eventuale sequenza sismica in atto.
L’unica efficace opera di mitigazione del rischio sismico è quella legata alla prevenzione, all’informazione e all’educazione della popolazione in cui istituzioni scientifiche, Protezione Civile e
amministrazioni locali devono svolgere, in modo coordinato, ognuna il proprio ruolo. Per questo motivo INGV collabora con il Dipartimento di Protezione Civile e la Commissione Grandi Rischi (l’organismo di consulenza della Protezione Civile) svolgendo la sua attività tecnico-scientifica in materia di informazione, educazione, previsione e prevenzione delle varie situazioni di rischio.
Questo è quanto successo anche nel caso del tragico terremoto dell’Aquila, ed è quanto succede quotidianamente in tutte le situazioni che presentano profili di rischio.
Ma l’opera di prevenzione deve passare necessariamente attraverso la riduzione della vulnerabilità degli edifici.
Da oggi sarà molto difficile comparire in pubblico a parlare dell'attività sismica in atto in Italia, con la possibilità che i ricercatori possano essere denunciati per qualche omissione o per
procurato allarme.

Siamo particolarmente colpiti dalla sentenza de L’Aquila, perché rischia di minare uno dei cardini della ricerca scientifica: quello della libertà d’indagine, di discussione aperta e trasparente e di condivisione dei risultati, fattori imprescindibili del progresso scientifico. Condannare la scienza significa lasciare il campo libero a predicatori che millantano di sapere prevedere i terremoti, rinunciando di fatto al contributo di autorevoli scienziati. Sebbene sia un colpo molto duro, INGV continuerà il suo lavoro di ricerca con il massimo impegno e rafforzerà la sua presenza nella società per un'opera di corretta informazione ed educazione.

Prof. Stefano Gresta (Presidente Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)

http://oggiscienza.wordpress.com/2013/01...gli-scienziati/

http://processoaquila.wordpress.com/

Ultima modifica di geofabiuz; 20/01/2013 22:17.
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Cito dalla comunicazione dell'INGV:

Quote:
Secondo quanto affermato dalla letteratura scientifica internazionale, allo stato attuale è impossibile prevedere in maniera deterministica un terremoto. Di conseguenza, chiedere all’INGV di indicare come, quando e dove colpirà il prossimo terremoto non solo è inutile, ma è anche dannoso perché alimenta in modo ingiustificato le aspettative delle popolazioni interessate da una eventuale sequenza sismica in atto.


Ieri sera la trasmissione 'presa diretta' ha parlato della sentenza. Non ancora mi cimento personalmente nella lettura del ponderoso tomo, ma ili presentatore ha letto due stralci e ricordo benissimo le seguenti parole (non sono testuali, il senso è quello): Agli imputati non veniva chiesto di esprimere un parere deterministico sull'evento, su data e ora, sul valore della magnitudo e l'ubicazione esatta...

Le citate obiezioni dell'INGV ribadiscono la prospettiva errata con la quale affrontare la condanna, il processo è sulla gestione e sulla comunicazione del rischio, non sulal determinazioen dell'indeterminabile e questo il giudice lo ha chiarito benissimo.

Il parere del giudice Billi costituisce un precedente legislativo unico nel mondo che sarà attentamente valutato da molti organi amministrativi governativi, come è stato confermato dai giapponesi stessi intervistati a L'Aquila.

Il giudice lo sapeva benissimo e non mi aspetterei grandi incoerenze logiche nella sua deposizione.



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Dopo avere scritto il precedente post chiarisco che non ancora leggo il blog di Marco Mucciarelli (lo farò in giornata) e ripeto che non ancora leggo la deposizione del giudice, lo farò con calma.

Un altro argomento di interesse sollevato nella trasmissione 'presa diretta' è stato quello delle amministrazioni che avrebbero presuntivamente ignorato il rapporto Barberi. Una ex funzionaria della PC Abruzzo ha asserito di avere personalmente distribuito nell'ente i rapporti e dopo di ciò non è stato fatto assolutamente niente. La stessa funzionaria si chiede se adesso non siano da indagare le eventuali responsabilità degli amministratori.

Gli stessi dubbi sulle responsabilità degli amministratori sono state sollevate ripetutamente da alex64, non escludo ceh dopo la trasmissione la procura dell'Aquila inizi ad indagare...


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