Cito dalla comunicazione dell'INGV:

Quote:
Secondo quanto affermato dalla letteratura scientifica internazionale, allo stato attuale è impossibile prevedere in maniera deterministica un terremoto. Di conseguenza, chiedere all’INGV di indicare come, quando e dove colpirà il prossimo terremoto non solo è inutile, ma è anche dannoso perché alimenta in modo ingiustificato le aspettative delle popolazioni interessate da una eventuale sequenza sismica in atto.


Ieri sera la trasmissione 'presa diretta' ha parlato della sentenza. Non ancora mi cimento personalmente nella lettura del ponderoso tomo, ma ili presentatore ha letto due stralci e ricordo benissimo le seguenti parole (non sono testuali, il senso è quello): Agli imputati non veniva chiesto di esprimere un parere deterministico sull'evento, su data e ora, sul valore della magnitudo e l'ubicazione esatta...

Le citate obiezioni dell'INGV ribadiscono la prospettiva errata con la quale affrontare la condanna, il processo è sulla gestione e sulla comunicazione del rischio, non sulal determinazioen dell'indeterminabile e questo il giudice lo ha chiarito benissimo.

Il parere del giudice Billi costituisce un precedente legislativo unico nel mondo che sarà attentamente valutato da molti organi amministrativi governativi, come è stato confermato dai giapponesi stessi intervistati a L'Aquila.

Il giudice lo sapeva benissimo e non mi aspetterei grandi incoerenze logiche nella sua deposizione.



"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)