Alex, che per condannare delle persone le prove debbano essere inequivocabili, sono assolutamente d'accordo anch'io. Hai ragione, ad esempio, quando dici che "operazione mediatica" può voler dire tante cose, ad esempio dare il giusto risalto ad una comunicazione perchè arrivi nel modo più efficace. Dal punto di vista logico non c'è niente da dire, è così, e se la sentenza si è basata davvero su appigli così evanescenti (su questa o sul solo verbale), non dovrebbe essere difficile smontarla in appello. Però non si può nemmeno escludere che, dato il contesto, dato l'ambaradan di dichiarazioni, dato il contenuto molto "cauto" del verbale che è stato redatto a terremoto avvenuto, il significato sia proprio quello che gli ha dato il giudice. Ripeto, il giudice deve dare prove più che solide e dimostrate, ma io e te e tutti gli altri che osserviamo, e che non siamo nati ieri, lo possiamo pure pensare che per operazione mediatica si intendesse proprio l'ambaradan volto a rassicurare... Perchè dire con certezza che non sia così?
La superficialità che mi chiedi io l'ho vista quando ho letto il verbale. Avevo letto poco tempo prima, su questo forum, del famoso studio degli anni '90 di Boschi insieme ad altri studiosi (non ricordo bene, ma di sicuro capirete a quale mi riferisco). Poi leggo la tiepida, timida affermazione dello stesso Boschi: "Improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta." La seconda parte della frase sembra messa lì per pararsi il sedere, il che è inutile, se mi affermi poco prima che è "improbabile", che non è una affermazione neutra, improbabile vuol dire improbabile. So anche che uno sciame sismico, si, è vero che non si può considerare un precursore nel senso della certezza, ma è anche vero che in presenza di uno sciame le probabilità di un forte sisma, sebbene in assoluto rimangano basse, comunque aumentano rispetto a un momento di non attività. Per questo dico che l'impressione che ho avuto è di laconicità. Naturalmente non era possibile dire alle persone di star fuori casa, per quanto tempo sarebbero dovute rimanerci? Ma almeno lascia che le persone valutino da sè cosa fare, senza influenzarle. Ripeto, non si tratta della colpevolezza per le morti, ma di un comportamento complessivo scorretto confermato dall'insieme di dichiarazioni, intercettazioni, dalla stessa convocazione di una commissione grandi rischi che alla fine, stando al verbale, non dice niente di che (perchè convocarla, allora? E perchè accettare di partecipare, se ne sai poco?), comportamento a cui poi ognuno ha partecipato con diverso grado di responsabilità morale, non voglio fare di tutta un'erba un fascio.

La puntata di Presa Diretta non l'ho vista, se il messaggio che hanno fatto passare è quello che dice l'INGV, hanno fatto bene a puntualizzare. Però non è vero che il giudice abbia detto che "il problema dei terremoti in Italia non sono le case che crollano e che la riduzione della vulnerabilità degli edifici è inutile (lo si legge nelle motivazioni)": ancora una volta l'INGV travisa il senso delle parole (comportandosi alla fine come i giornalisti in altra direzione...) Se continuano così, si attireranno ulteriori antipatie da quella parte della popolazione che non sottilizza più di tanto, e vede gli scienziati dei mangiasoldi inutili (vedere commenti sparsi in rete) che rifuggono dalle responsabilità e si arroccano sulla difesa della categoria.