Adesso, non si può negare che, come scritto nell'INGV, il dovere sia stato fatto, ma come sia stato fatto è oggetto della sentenza.

Prima di tutto vediamo che un dovere della commissione è fornire una valutazione dei rischi connessi allo sciame sismico(nel caso in esame) e degli interventi conseguenti.

Adesso, possiamo constatare che, quanntunque il giudice abbia scritto uno strafalcione tecnico, lo statuto prevede effettivamente una valutazione dei rischi, quantunque la scienza sia unanime che ciò sia impossibile (infatti nel DPC 2011, link fornito da Daniela, questo articolo è stato cambiato).
La valutazione è risultata essere sbagliata, o in ogni caso troppo generica e le azioni propositive inefficaci, secondo gli occhi della legge. Di conseguenza, la condanna.

Coem vedete, la logica giurisprudenziale è tutta là. Non è sbagliata di grosso al sentenza, piuttosto è sbagliato lo statuto.
Quella commissione era una grande trappola che aspettava di scattare e di ingoiare gli sfortunati membri che ne facevano parte.

Certo, possiamo dire che il giudice ha applicato troppo alla lettera le prescrizioni sui doveri ecc. ecc., ma dal punto di vista logico-formale non apparirebbe tutto sbagliato come alcune fonti suggeriscono.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)