Originariamente inviato da: mccoy

La valutazione è risultata essere sbagliata, o in ogni caso troppo generica e le azioni propositive inefficaci, secondo gli occhi della legge. Di conseguenza, la condanna.

Coem vedete, la logica giurisprudenziale è tutta là.


Non solo, c'è tutta la questione della modifica della percezione del rischio da parte delle persone, a causa delle dichiarazioni di qualcuno dei membri della commissione, che avrebbbe condizionato a sua volta il comportamento delle persone che sono poi morte.

Il "movente" lo vedo nella volontà di tranquillizzare. Non si capirebbe, se non ci fosse a monte questa volontà, perchè appunto le dichiarazioni rassicuranti. Ci sono testimonianze di chi era vicino ai morti ma anche di chi è rimasto vivo, testimonianza diretta della propria percezione o indiretta riguardanti altre persone. Il clima era quello lì, lo si è creato, non è immaginaria questa cosa. E si voleva tranquillizzare perchè c'era stato chi aveva creato il panico (Giuliani). (La cosa curiosa è che questa visione dei fatti (volontà di tranquillizzare quale necessità per evitare il caos causato nella società dal panico) non è solo mia o di chi come me vede delle responsabilità morali nel comportamento della commissione (quantomeno di alcuni in misura maggiore che altri) ma anche di alcuni che la commissione vogliono difenderla a spada tratta, proprio giustificando il loro comportamento "politico" come necessario, principio che io invece trovo sbagliatissimo.) Sono giuste anche le vostre osservazioni su come a volte si rimanga invischiati senza rendersi conto, e non escludo che sia successo. Ma succede anche per leggerezza, in altri casi, aggiungerei io. Bertolaso ha finito per tendere una bella trappola, ma chi ha abboccato ha sbagliato a prestarsi. E io, se fossi nei panni di qualcuno, avrei anche qualche scrupolo nell'intimo della mia coscienza.

Che nel verbale non si dicano falsità scientifiche mi è chiaro, non intendevo dire questo. E comunque continua a sfuggirmi il motivo per cui Boschi doveva affermare che un terremoto molto forte fosse improbabile, contraddicendo il suo stesso studio.