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Cara Pasionaria, il mio dubbio nasce sulla possibilità di legare responsabilità a volontariato, soprattutto in scelte importanti che richiedono, appunto, una adeguata preparazione tecnica. Se io firmo qualcosa me ne assumo la responsabilità e per questo devo essere pagato, sia come professionista che come dipendente pubblico. Se invece, in emergenza, mi avvalgo di una consulenza tecnica di un volontario la responsabilità ricadrà su di me o su di lui? Se non ricade su di lui allora perchè io dovrei accettare la sua consulenza tecnica? Chi non ha responsabilità allora è autorizzato a scrivere e valutare in piena libertà senza il dovuto scrupolo e perizia.
Potresti chiarirmi come si intende affrontare tali problemi che inevitabilmente si verrebbero a creare?

Una esperienza che ho avuto, a seguito del terremoto del 2009, fu quando, come Ente, appunto coinvolgendo gli ordini professionali degli ingegneri, architetti e geologi, il problema che si manifestò fu proprio quello della responsabilità che i tecnici comunali non volevano assumersi.

Ultima modifica di Alex-64; 24/01/2013 09:09.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Originariamente inviato da: Alex-64
il mio dubbio nasce sulla possibilità di legare responsabilità a volontariato, soprattutto in scelte importanti che richiedono, appunto, una adeguata preparazione tecnica


Intanto a furia di dibattere su responsabilità, assicurazioni, volontariato, preparazione, remunerazioni, ecc. a distanza di mesi dalla firma della convenzione con Prot Civ Naz non si sono neanche attivati i primi corsi... chissà quanta acqua sotto i ponti deve passare prima di essere operativi! mad

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Originariamente inviato da: Alex-64
Se io firmo qualcosa me ne assumo la responsabilità e per questo devo essere pagato, sia come professionista che come dipendente pubblico. Se invece, in emergenza, mi avvalgo di una consulenza tecnica di un volontario la responsabilità ricadrà su di me o su di lui? Se non ricade su di lui allora perchè io dovrei accettare la sua consulenza tecnica? Chi non ha responsabilità allora è autorizzato a scrivere e valutare in piena libertà senza il dovuto scrupolo e perizia.
Potresti chiarirmi come si intende affrontare tali problemi che inevitabilmente si verrebbero a creare?

Assolutamente d'accordo. Aggiungo che a mio avviso le emergenze dovrebbero essere gestite direttamente dall'esercito.
Ricordo che l'Esercito Italiano e' ai primi posti in Europa per rapporto Spesa Militare/PIL. Se si convogliano i costi della PC e militari, si potranno liberare molte risorse e personale anche gia' addestrato per le emergenze.
Per quanto riguarda la prevenzione e la gestione del territorio sono gia' presenti fin TROPPE amministrazioni.

Inoltre trovo assurdo che i professionisti - ingegneri o geologi che siano - siano poco considerati in fase di pianificazione territoriale; a valle di un evento catastrofico (spesso evitabile se le competenze tecniche fossero state preventivamente impiegate) i professionisti dovrebbero prestare servizio a titolo oneroso, ovvero si toglie spazio alla professione ed alla vita personale per sopperire le mancanze altrui.


Marco Lombardo
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Caro Alex-64, come volontari in emergenza dovremo avere:
-dimostrato il possesso di una preparazione adeguata;
-un'assicurazione (che nei giorni d'impiego come volontario, sarà a carico ad es.della Regione. Così è stato per me durante l'emergenza terremoto Emilia-Veneto-Lombardia);
-un limitato tempo d'impiego come consulenti tecnici.
Le indicazioni che daremo (suggerimenti in merito a indagini in situ, interventi di emergenza e bla..bla) saranno considerate o non considerate da chi ci chiama (Comune/Provincia/Regione) e saranno questi ultimi enti locali/Regione a prendere le decisioni e quindi le conseguenti responsabilità.
Questo, mi rendo conto, è un passaggio delicato che certamente chiariremo il 5 marzo.


The road not taken
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Originariamente inviato da: pasionaria

-dimostrato il possesso di una preparazione adeguata;
Chi paga questa preparazione? Non c'e' gia' il Genio Civile, il Genio Militare, i tecnici presenti all'interno delle Amministrazioni preposti a tali compiti?


Originariamente inviato da: pasionaria

-un'assicurazione (che nei giorni d'impiego come volontario, sarà a carico ad es.della Regione. Così è stato per me durante l'emergenza terremoto Emilia-Veneto-Lombardia);
Quindi la Regione ti paga l'assicurazione e se tu sbagli se la vede direttamente con l'Assicurazione... ma non sarebbe meglio impiegare direttamente i tecnici in forza alle Regioni? O altre Amministrazioni? Perche' chiamare civili per prendere decisioni particolarmente delicate e cruciali durante le fasi di emergenza?

Originariamente inviato da: pasionaria

-un limitato tempo d'impiego come consulenti tecnici.
Quantificabile in quante ore/giorni? L'Italia e' in perenne emergenza ... Quanto tempo dovra' il professionista togliere spazio al proprio lavoro e donarlo alla collettivita'? 2 giorni? 2 settimane? 2 mesi?


Originariamente inviato da: pasionaria

Le indicazioni che daremo (suggerimenti in merito a indagini in situ, interventi di emergenza e bla..bla) saranno considerate o non considerate da chi ci chiama (Comune/Provincia/Regione) e saranno questi ultimi enti locali/Regione a prendere le decisioni e quindi le conseguenti responsabilità.
Le forze civili dovrebbero al massimo limitarsi ad assistenza durante le fasi di scavo, censimento delle dimensioni della catastrofe e poco piu'. I "suggerimenti" in fase di emergenza dovrebbero invece essere ordini e prescrizioni impartite da Tecnici e Funzionari dello Stato ed adeguatamente preparati. Ordini immediatamente eseguibili, al di fuori dei protocolli classici. In emergenza bisogna individuare uomini dello Stato che operino rapidamente ed che si assumano determinate responsabilita'.

Detto questo, piena ammirazione per chi decide di togliere tempo e denaro alla propria famiglia per donarlo a chi si trova in difficolta'.


Marco Lombardo
"Però, se 'l mondo presente disvia, in voi è la cagione .."
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Originariamente inviato da: Marco Lombardo
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-dimostrato il possesso di una preparazione adeguata;
Chi paga questa preparazione? Non c'e' gia' il Genio Civile, il Genio Militare, i tecnici presenti all'interno delle Amministrazioni preposti a tali compiti?

E' stato firmato una convenzione tra Ordine geologi del Veneto e Provincia di Venezia in cui, a fronte delle proprie funzioni, quest'ultima chiede la nostra disponibilità nelle emergenze. Piacerebbe a tutti che fossero uomini-dello-Stato a intervenire, ma quanti geologi sono nella PA? Trovo che questo accordo riconosca a noi geologi un ruolo fondamentale e non svolto da alcuno o da personale ridotto.
Il mio essere volontaria emerge dalla volontà/necessità di valorizzare il nostro apporto e non certo per svolgere gratuitamente, sottraendo lavoro remunerato, ai colleghi. Se altri lo faranno con altri fini, è la convenzione che lo deve mettere nero su bianco.


Originariamente inviato da: Marco Lombardo
Originariamente inviato da: pasionaria

-un'assicurazione (che nei giorni d'impiego come volontario, sarà a carico ad es.della Regione. Così è stato per me durante l'emergenza terremoto Emilia-Veneto-Lombardia);
Quindi la Regione ti paga l'assicurazione e se tu sbagli se la vede direttamente con l'Assicurazione... ma non sarebbe meglio impiegare direttamente i tecnici in forza alle Regioni? O altre Amministrazioni? Perche' chiamare civili per prendere decisioni particolarmente delicate e cruciali durante le fasi di emergenza?

vedi sopra

Originariamente inviato da: Marco Lombardo
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-un limitato tempo d'impiego come consulenti tecnici.
Quantificabile in quante ore/giorni? L'Italia e' in perenne emergenza ... Quanto tempo dovra' il professionista togliere spazio al proprio lavoro e donarlo alla collettivita'? 2 giorni? 2 settimane? 2 mesi?

Saranno l'emergenza e le procedure (catene comando-controllo) a stabilirlo di volta in volta


Originariamente inviato da: Marco Lombardo
Originariamente inviato da: pasionaria

Le indicazioni che daremo (suggerimenti in merito a indagini in situ, interventi di emergenza e bla..bla) saranno considerate o non considerate da chi ci chiama (Comune/Provincia/Regione) e saranno questi ultimi enti locali/Regione a prendere le decisioni e quindi le conseguenti responsabilità.
Le forze civili dovrebbero al massimo limitarsi ad assistenza durante le fasi di scavo, censimento delle dimensioni della catastrofe e poco piu'. I "suggerimenti" in fase di emergenza dovrebbero invece essere ordini e prescrizioni impartite da Tecnici e Funzionari dello Stato ed adeguatamente preparati. Ordini immediatamente eseguibili, al di fuori dei protocolli classici. In emergenza bisogna individuare uomini dello Stato che operino rapidamente ed che si assumano determinate responsabilita'.

Infatti. Noi non daremo ordini.

Originariamente inviato da: Marco Lombardo
Detto questo, piena ammirazione per chi decide di togliere tempo e denaro alla propria famiglia per donarlo a chi si trova in difficolta'.

Infatti...ognuno è libero di spendersi per il prossimo in base alle propria possibilità, ma io lo faccio anche per i geologi come categoria (al momento molto bistrattata e incompresa)


The road not taken
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Le mie valutazioni sono rivolte soprattutto allo Stato: la PA dimostra di non operare le scelte corrette in fase di prevenzione , mitigazione, gestione del territorio. I danni non sono causati dagli eventi calamitosi in se', ma soprattutto dalla cattiva gestione delle PA. Eppure - vedi recenti sentenze - ancora non si vede alcun provvedimento nei confronti degli amministratori. Anzi, si creano sempre nuove commissioni, Enti, apparati statali per sopperire alle mancanze di chi invece e' pagato per operare per il bene pubblico. Ecco che nascono la PC, la Commissione Grandi Rischi, e tanti altri ancora!
Cosa ha la PC che non ha l'Esercito? La Protezione Civile costa circa 2 miliardi di euro all'anno e l'Esercito Italiano conta uno dei maggiori bilanci europei! Non possiamo convogliare tutte le spese in un solo Ente e utilizzare i TANTI soldi svincolati per iniziare una vera prevenzione?
Iniziamo a mandare a casa gli Amministratori, a eliminare i troppi Enti (Autorita' di Bacino, Province, Geni, Enti locali, ecc).


Marco Lombardo
"Però, se 'l mondo presente disvia, in voi è la cagione .."
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Gent.mo Marco,
io posso condividere le tue considerazioni, ma parliamo su due piani diversi.
Tu politico (giustamente, siamo in campagna elettorale ed è giusto manifestare ora le nostre richieste), io forse più realistico.
Tu proponi una revisione generale della spesa dello Stato (ma quanti geologi sono nell'Esercito?), io con il mio contributo (una goccia nel mare) tento di far conoscere a chi ci ignora e ci sostituisce con ing e geom, ciò che noi possiamo fare nelle emergenze.
La mia intenzione non esclude la tua, è forse un passaggio intermedio


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Originariamente inviato da: pasionaria
Gent.mo Marco,
io posso condividere le tue considerazioni, ma parliamo su due piani diversi.
Tu politico (giustamente, siamo in campagna elettorale ed è giusto manifestare ora le nostre richieste), io forse più realistico.
Tu proponi una revisione generale della spesa dello Stato (ma quanti geologi sono nell'Esercito?), io con il mio contributo (una goccia nel mare) tento di far conoscere a chi ci ignora e ci sostituisce con ing e geom, ciò che noi possiamo fare nelle emergenze.
La mia intenzione non esclude la tua, è forse un passaggio intermedio

Quoto in pieno ed aggiungo che probabilmente Marco, a leggere i suoi post, non ha mai svolto volontariato e non sa quindi di cosa si parla (senza polemica e senza voler essere offensivo ovviamente).

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Quoto in pieno ed aggiungo che probabilmente Marco, a leggere i suoi post, non ha mai svolto volontariato e non sa quindi di cosa si parla (senza polemica e senza voler essere offensivo ovviamente).
Nessuna offesa, anzi.
Anzi evito di entrare nel personale. Capisco che non condividi l'idea di eliminare la PC e di confluire le risorse in un solo Ente per le emergenze.
Ribadisco l'ammirazione per queste iniziative.
Rimango perplesso invece sul fatto che si continua a sperperare denaro pubblico per tappare i buchi a valle anziche' prevenire a monte.
Ha ragione pasionaria, la mia e' una visione politica e poco realistica: gli amministratori continueranno a fare scelte sbagliate e NOI daremmo anche volontariamente il nostro contributo per sopperire alle mancanze altrui.
I Professionisti continueranno a pagare per altri ... fino a quando?
Non siamo gia' abbastanza allo sfascio per capire che dobbiamo invertire la rotta?


Marco Lombardo
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