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Premetto che ho aderito anche io al corpo volontario in costituzione nella mia Regione, tuttavia emergono due domande fondamentali, che mi riserverò di porre nei prossimi incontri:

1. Perchè il Geologo volontario deve essere in possesso di un'assicurazione professionale? Avremo quindi responsabilità per le nostre decisioni o pareri in fase emergenziale ...bè tenuto conto dell'ultima sentenza aquilana c'è poco da stare tranquilli...

2. L'avere la possibilità di attingere ad un corpo volontario di geologi (gratuiti), non può portare la pubblica amministrazione a ritenere superato il bisogno di integrare nel proprio organico tali professionisti?

...perchè alla luce di quanto emerso nell'ultimo convegno tenutosi a Chieti (25.01.2012), dove era presente anche il Prefetto Gabrielli, sia l'ass. regionale che il dirigente, non hanno risposto a chi gli giustamente chiedeva come mai nella Regione Abruzzo (Regione terremotata) non è stata prevista la creazione di un servizio geologico regionale e nell'ultimo concorso in regione su 16 posti non è stato previsto nessun geologo...

un tempo almeno politici e dirigenti con forbiti voli pindarici sapevano crearsi più o meno validi alibi al lor agire...adesso neanche più questo, semplicemente non si risponde

Ultima modifica di Stefano Tucci; 27/01/2013 11:13.

L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.
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Gent.mo Stefano,
spero conoscere almeno te, del geoforum, nella prossima riunione a Roma.
L'assicurazione professionale per noi volontari è a costo 0, per i motivi che ho esposto nel mio precedente post.
Le PA godranno del nostro apporto gratuito solo in emergenza (che è un tempo ben definito). Tutto ciò che esula dal nostro compito (strettamente codificato dalla procedura d'emergenza) non potrà interagire con quanto dovrà essere il nostro apporto nella prevenzione delle emergenze
. Questa è l'occasione da non perdere. Nessun alibi sarà concesso, nessun dito dietro al quale nascondersi. Siamo necessari e lo dimostreremo.


The road not taken
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ho letto i post precedenti e tutti i dubbi e quesiti sono leciti. Agguingo un ariflessione:come è stato già stato scritto, ma forse è bene rimarcare, è un'attività di volontariato e sappiamo bene che la PC italiana si appoggia pesantemente ai gruppi di volontariato, ciascuno specialsta in alcune tematiche, che durante le emergenze vengono attivati e coordinati. Il nostro apporto non è molto differente, nel senso che rappresenteremo un gruppo fortemente specializzato a supporto delle emergenze che agirà secondo determinati protocolli e procedure codificate.
Inoltre le Amministrazioni ai vari livelli sono sguarnite, per dir poco, della nostra professionalità mentre rafforzano le fila degli ingegneri ambientali , civili.....
Per cui credo che questa attività servirà a dare un serio contributo sul territorio in fase di emergenza e forse, anche a pilotare le scelte successive da mettere in campo. Ovviamente questo apporto dovrà spingere le PP.AA. a dotarsi di personale qualificato (geologi) a tutti i livelli.
x Pasionaria:
quindi la riunione è rimandata al 5 marzo?


Arual
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Saranno due le riunioni formative: 8/02 e 5/03.
L'8 Febbraio (ieri me l'hanno riconfermata) a Roma con il seguente programma:
10.00-10.10: Saluti e introduzione- Gian Vito Graziano e Michele Orifici
10.10- 10.50 L’esperienza dei geologi nell’ambito dei presidi territoriali di Sarno (1998) - Pina Nocera
10.50-11.40 L'alluvione di Atrani (2010) - Gerardo Lombardi
11.40-12.20 I presidi territoriali a seguito delle emergenze idrogeologiche di Giampilieri (2009), Nebrodi (2010) e Saponara-Barcellona Pozzo di Gotto (2011) - Michele Orifici
12.20-13.00 Il ruolo dei geologi nell’ambito delle emergenze alluvionali nelle Cinque Terre (2011) - Carlo Malgarotto
13.00-13.30 Il ruolo dei geologi nell'esercitazione di protezione civile in Basilicata del 15 dicembre 2012 - Angelo Corazza (DPC)
13.30-14.45 Pausa pranzo
14.45-15.30 Il ruolo dei geologi nell’emergenza sismica in Emilia Romagna (2012) - Fabio Parmeggiani
15.30-16.00 "La comunicazione nelle situazioni di emergenza" - Eugenio Di Loreto e Martina Di Loreto
16.00-17.00 Dibattito e conclusioni



The road not taken
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Quote:
...perchè alla luce di quanto emerso nell'ultimo convegno tenutosi a Chieti (25.01.2012), dove era presente anche il Prefetto Gabrielli, sia l'ass. regionale che il dirigente, non hanno risposto a chi gli giustamente chiedeva come mai nella Regione Abruzzo (Regione terremotata) non è stata prevista la creazione di un servizio geologico regionale e nell'ultimo concorso in regione su 16 posti non è stato previsto nessun geologo...



E che alla protezione civile regionale non c'è nessun geologo.....e che...poi mi hanno interrotto sai troppe domande scomode...ma nessuna risposta..rivolte a chi lo ha messo per iscritto che un servizio geologico sismico in abruzzo non serve e non è mai servito...come lo stesso geologo...grazie Stefano.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Cara Pasionaria io ripeto che sicuramente l'inziativa è lodevole da parte del Consiglio Nazionale dei Geologi e degli Ordini Regionali....ma forse perchè essendo un dipendente pubblico ho una visione leggermente diversa....una certa esperienza credo di averla maturata....(6 anni da Ufficiale idraulico e 12 da geologo con competenze anche di protezione civile) ci sono cose che non possono assolutamente essere delegate all'esterno, che sia volontariato o altro, e sono cose che riguardano scelte in cui ci sono precise ed importanti responsabilità...il volontario può solo segnalare.....se andiamo verso la strada dei presidi territoriali composti prevalentemente da volontari a mio avviso non ci sarà mai un reale presidio del territorio per innumerevoli ragioni...una volta funzionava così e non funzionava male...il tecnico della P.A. aveva un preciso territorio di propria competenza (un tratto di fiume..un insieme di comuni) nel quale operava, cioè eseguiva quegli interventi che riteneva prioritari da eseguire previa disponibilità finanziaria da spendere...quindi in emergenza sapeva benissimo quali erano i punti deboli su cui intervenire e dove invece poteva stare tranquillo e questo compito lo svolgeva per anni sullo stesso territorio e poi la sua conoscenza la trasmetteva a chi a lui (ormai sulla via del pensionamento) lo sostituiva. Così in maniera seria si riusciva a presidiare il territorio.

Ultima modifica di Alex-64; 27/01/2013 22:22.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Caro Alex,
la descrizione, con una vena di rimpianto, di come si gestiva il territorio "di generazione in generazione" forse manca di un dettaglio. Questo mitico dipendente responsabile di un tratto di fiume o un insieme di Comuni non era certamente un geologo. Per me questo non è un dettaglio. Auspico che un geologo possa fare la differenza.


The road not taken
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Pasionaria non è vena di rimpianto è semplicemente logica e conoscenza legata all'esperienza maturata. Il geologo in quelle strutture, nate ai primi del XX secolo, era assente in quanto, inizialmente era proprio assente la figura professionale del geologo. Con il tempo, invece, pian piano, si è inserita, tale figura, nella pubblica amministrazione, un po' meno nelle strutture preposte alla difesa del suolo che originariamente facevano tutte capo al Ministero dei LL.PP.
Ecco il lavoro, che sia il CNG che gli Ordini Regionali, dovevano fare, prima che le smembrassero definitivamente, era quello di battersi affinchè nelle piante organiche di tali uffici venisse inserita, cosa che purtroppo non è mai stata fatta.
Adesso, invece, non è detto che la proposta fatta sia inconciliabile con una riorganizzazione sensata della pubblica amministrazione nell'ambito della difesa del suolo e del cosiddetto presidio del territorio, che a rigor di logica, non può essere affidato prevalentemente al volontariato...anche se tecnicamente qualificato.....ma a chi si assume le responsabilità delle scelte che compie.
Questo potrebbe costituire l'alibi affinchè negli Enti dicano ma a noi il geologo non serve...lo abbiamo nei volontari! Lo chiamiamo solo per la pianificazione....e magari chiameranno non il volontario ma un altro..lo possono fare...spesso è la politica che decide non il curriculum....magari chiamano il solito prof.
Quello che possiamo gridare a gran voce noi come geologi è che tale personale nella pubblica amministrazione sia tecnicamente qualificato e che la laurea in geologia è il requisito principale che tale figura deve avere e batterci per questo...cosa finora non fatta o non adeguatamente fatta.
Basta vedere la situazione in Abruzzo: nessun servizio sismico-geologico regionale malgrado le diverse proposte presentate e il rischio sismico e idrogeologico presente, nessun geologo alla protezione civile regionale, è uscito il bando per l'assunzione di 16 funzionari al Centro Funzionale dell'Abruzzo è addirittura non è stata neanche inserita la laurea in scienze geologiche!!, nelle 4 Province appena 3 geologi (due in una), nei 305 comuni si contano sul palmo di una mano, figuriamoci nelle comunità montane....ecc...ecc..ecc

Scusa poi credo che il collega Tucci ha posto l'attenzione sulla responsabilità e non sul fatto che l'assicurazione è gratuita.

Quote:
Le PA godranno del nostro apporto gratuito solo in emergenza (che è un tempo ben definito)


E proprio qui che le responsabilità delle azioni sono importanti.

Quote:
Tutto ciò che esula dal nostro compito (strettamente codificato dalla procedura d'emergenza) non potrà interagire con quanto dovrà essere il nostro apporto nella prevenzione delle emergenze


Le due cose invece sono necessariamente connesse anche nella responsabilità. Chi, anche se materialmente, non ha eseguito lo studio (affidato ad un geologo) conosce la problematica affrontata con azioni di prevenzione sa come agire...Un esempio: un conto è il geologo della p.a. che a seguito di una emergenza interviene in una strada...un fiume...e conosce già la problematica in atto, gli studi commissionati ad altri geologi (li sa leggere), un conto invece è il volontario geologo che si deve affidare e fidare di ciò che magari un geometra gli mette a disposizione.....e poi rimane sempre il nodo della responsabilità di chi decide il dafarsi e sulla base di quale motivazione tecnica ....il geometra o il geologo?
Il geometra giustamente potrebbe dire "bene tu dici cosa andrebbe fatto" (che ne so per i fiumi mettere un soprassoglio di sacchi invece che sgombrare alcune abitazioni o farle salire nei piani alti, perchè l'argine tiene e non filtra) "allora tu ti assumi la responsabilità di ciò che si farà sulla base della tua indicazione". E se invece poi l'argine cede? E muoiono delle persone? A nessun magistrato interesserà sapere come l'opera di prevenzione è stata costruita (se sopra un paleoalvo e non è stata diaframmata, se all'interno c'era troppo materiale permeabile, se non era stata adeguatamente costipata..) ma interesserà sapere perchè non sono state date indicazioni per sgomberare o far salire ai piani alti le persone delle abitazioni prossime a quell'argine.
Il riferimento di Tucci alle sentenza della Commissione Grandi Rischi fa riflettere su questo e su come vengano in tempo di crisi (emergenza) individuate dalla magistratura le responsabilità...cioè quelle dell'ultimo momento e non della mancata prevenzione o errata prevenzione.

Ultima modifica di Alex-64; 28/01/2013 13:58.

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Aggiungo solo che l'argine ceduto che ha provocato i morti per i quali la magistratura indaga sulla responsabilità di mancata evacuazione è stato costruito su progetto e direzione lavori di quel geometra della p.a. che in accordo con l'impresa (e per ignoranza) non ha provveduto a verificare se attraversava un paleoalveo, non ha provveduto a verificare la linea di filtrazione, non ha provveduto a controllare l'idoneità del materiale come da capitolato e non ha provveduto ad eseguire i dovuti controlli sulla costipazione.


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I geologi che si metteranno a disposizione per il Corpo Nazionale saranno messi a conoscenza del grado di responsabilità che graverà sulle loro azioni. Come ho precisato sopra, noi daremo indicazioni sul da-farsi quando saremo chiamati. La decisione se dar seguito a tali indicazioni non sarà nostra. I geologi che si vorranno spendere devono conoscere il territorio cui sono stati assegnati, allo scopo di fornire suggerimenti adeguati. Io, lavorando anche in Venezia e Provincia dal 1985 (data d'iscrizione all'Ordine), so che mi attiverò nel mio territorio. Questo non vuol dire che darò indicazioni assolutamente efficaci, ma ho una buona probabilità di conoscere i problemi geologici e affini, eventualmente rilevati nelle emergenze.


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