Pasionaria non è vena di rimpianto è semplicemente logica e conoscenza legata all'esperienza maturata. Il geologo in quelle strutture, nate ai primi del XX secolo, era assente in quanto, inizialmente era proprio assente la figura professionale del geologo. Con il tempo, invece, pian piano, si è inserita, tale figura, nella pubblica amministrazione, un po' meno nelle strutture preposte alla difesa del suolo che originariamente facevano tutte capo al Ministero dei LL.PP.
Ecco il lavoro, che sia il CNG che gli Ordini Regionali, dovevano fare, prima che le smembrassero definitivamente, era quello di battersi affinchè nelle piante organiche di tali uffici venisse inserita, cosa che purtroppo non è mai stata fatta.
Adesso, invece, non è detto che la proposta fatta sia inconciliabile con una riorganizzazione sensata della pubblica amministrazione nell'ambito della difesa del suolo e del cosiddetto presidio del territorio, che a rigor di logica, non può essere affidato prevalentemente al volontariato...anche se tecnicamente qualificato.....ma a chi si assume le responsabilità delle scelte che compie.
Questo potrebbe costituire l'alibi affinchè negli Enti dicano ma a noi il geologo non serve...lo abbiamo nei volontari! Lo chiamiamo solo per la pianificazione....e magari chiameranno non il volontario ma un altro..lo possono fare...spesso è la politica che decide non il curriculum....magari chiamano il solito prof.
Quello che possiamo gridare a gran voce noi come geologi è che tale personale nella pubblica amministrazione sia tecnicamente qualificato e che la laurea in geologia è il requisito principale che tale figura deve avere e batterci per questo...cosa finora non fatta o non adeguatamente fatta.
Basta vedere la situazione in Abruzzo:
nessun servizio sismico-geologico regionale malgrado le diverse proposte presentate e il rischio sismico e idrogeologico presente,
nessun geologo alla protezione civile regionale, è uscito il bando per l'assunzione di
16 funzionari al Centro Funzionale dell'Abruzzo è addirittura non è stata neanche inserita la laurea in scienze geologiche!!, nelle 4 Province appena 3 geologi (due in una), nei 305 comuni si contano sul palmo di una mano, figuriamoci nelle comunità montane....ecc...ecc..ecc
Scusa poi credo che il collega Tucci ha posto l'attenzione sulla responsabilità e non sul fatto che l'assicurazione è gratuita.
Le PA godranno del nostro apporto gratuito solo in emergenza (che è un tempo ben definito)
E proprio qui che le responsabilità delle azioni sono importanti.
Tutto ciò che esula dal nostro compito (strettamente codificato dalla procedura d'emergenza) non potrà interagire con quanto dovrà essere il nostro apporto nella prevenzione delle emergenze
Le due cose invece sono necessariamente connesse anche nella responsabilità. Chi, anche se materialmente, non ha eseguito lo studio (affidato ad un geologo) conosce la problematica affrontata con azioni di prevenzione sa come agire...Un esempio: un conto è il geologo della p.a. che a seguito di una emergenza interviene in una strada...un fiume...e conosce già la problematica in atto, gli studi commissionati ad altri geologi (li sa leggere), un conto invece è il volontario geologo che si deve affidare e fidare di ciò che magari un geometra gli mette a disposizione.....e poi rimane sempre il nodo della responsabilità di chi decide il dafarsi e sulla base di quale motivazione tecnica ....il geometra o il geologo?
Il geometra giustamente potrebbe dire "bene tu dici cosa andrebbe fatto" (che ne so per i fiumi mettere un soprassoglio di sacchi invece che sgombrare alcune abitazioni o farle salire nei piani alti, perchè l'argine tiene e non filtra) "allora tu ti assumi la responsabilità di ciò che si farà sulla base della tua indicazione". E se invece poi l'argine cede? E muoiono delle persone? A nessun magistrato interesserà sapere come l'opera di prevenzione è stata costruita (se sopra un paleoalvo e non è stata diaframmata, se all'interno c'era troppo materiale permeabile, se non era stata adeguatamente costipata..) ma interesserà sapere perchè non sono state date indicazioni per sgomberare o far salire ai piani alti le persone delle abitazioni prossime a quell'argine.
Il riferimento di Tucci alle sentenza della Commissione Grandi Rischi fa riflettere su questo e su come vengano in tempo di crisi (emergenza) individuate dalla magistratura le responsabilità...cioè quelle dell'ultimo momento e non della mancata prevenzione o errata prevenzione.