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L'ho scritto più volte, ci sono due leggi che stabiliscono che fanno parte della professione del geologo le INDAGINI GEOLOGICHE e tutte le rilevazioni atte ad indagare il sottosuolo: 1 - La legge che definisce le competenze professionali 2 - La legge che istituisce l'Ordine dei Geologi.
Comunque è ben vero che avere la competenza non comporta l'esecuzione materiale.
Occorrerebbe definire quale esecuzione materiale di prove può rientrare nella professione del geologo. Io ritengo che l'esecuzione di prove geofisiche può rientrare nella professione del geologo come le prove penetrometriche di piccolo calibro cioè quelle che vengono effettuate con mezzi portatili che non richiedano nè automezzi speciali nè personale. Per esempio ci sono degli strumenti di sismica passiva che consistono in una piccola scatola o ci sono dei penetrometri statici di 1,5-3 ton di spinta che possono essere trasportati a mano, e poi ci sono i penetrometri dinamici leggeri, le prove di carico su piastra. Per questi ultimi che ho citato comportano si un impegno maggiore, ma bisogna tener presente che l'evoluzione della tecnica ci darà strumenti sempre più facili da utilizzare e con elevata portabilità, per cui potranno essere un utile equipaggiamento del geologo.
Volete rimanere solo con il martello in mano e fare rientrare tutto in attività di impresa. Poi non si può più tornare indietro, bisogna ricordare che gli strumenti del futuro saranno sempre più portatili. Quindi facciamo attenzione, dobbiamo distinguere prove da prove, perchè un giorno potremo pentircene.
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Per Marphis 78 Riguardo al tuo ultimo post inizio ad avere difficoltà a sguirti; non dobbiamo più neanche discuterne? Oppure ti stà infastidendo il fatto che la ISO è realmente una soluzione percorribbile da tutti? La iso non riguarda solo i laboratori ma tutti quelli che producono certificati di prova, quindi sondaggi quindi geofisica, almeno su questo ho la certezza visto che ne ho ampiamente discusso con il SINAL ente certificatore pubblico che fra l'altro ha nel proprio consiglio di amministrazione il ministero infrastrutture e trasporti! ( www.sinal.it).
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Marpis come fai a sapere che la ISO per le prove geotecniche è in fase di scrittura e che senso ha se esiste già la circolare 349 che stabilisce la necessità di concessione ministeriale?
Poi mi sai dire se la strumentazione che usano i geometri ma anche alcuni geologi per la topografia è attività di impresa, e cosa ha di differente con la strumentazione di geofisica?
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Egregi Colleghi, circolare alla mano mi sembra di capire, ma corregetemi se sbaglio, che quello che scrissi qualche tempo fa non si allontanava troppo dalle conclusioni alle quali si sta arrivando negli ultimi post. Riassumendo (sempre tentando di non sbagliare): > lo Stato ci dice "ora basta con numeri non certificati e non certificabili", è opinabile il modo con il quale cerca di "ovviare" a questo inconveniente ma forse è meglio che niente. O forse no. Ma per ora lo Stato ci sta dicendo qualcosa e noi a questo qualcosa dobbiamo rispondere. In modo chiaro e "professionale". > lo Stato poi ci dice quali sono i requisiti per poter essere "omologati" e si scopre che questi requisiti sono un 'po troppo "pesanti" per un professionista che eserciti come tale senza il supporto di un "sistema" impresa. Pesanti se raffrontati ai mezzi di cui dispone, in genere e magari un penetrometro portatile e qualche altra cosa di scarso peso imprenditoriale ma di grande valore professionale. > lo Stato ci dice ancora (correggetemi se sbaglio) che bisogna essere dotati di "spazi" adeguati ed adeguata strumentazione. Poi qualcuno mi spiegherà perchè per operare con un penetrometro portatile servono 150 mq di sede (uffici esclusi). Quindi ? Quindi da imprenditore io dovrei leccarmi i baffi perchè ho quello che lo Stato mi chiede e potrei, se volessi e ne avessi l'interesse (che per ora non ho) "omologarmi". Fine della discussione. Ma in realtà la cosa non funziona così. Fatto salvo quello che ho detto finora sulla necessaria diversificazione tra impresa e lavoro professionale (che sempre impresa è ma di diverso genere) ritorna in auge una frase scritta qualche tempo fa dal sottoscritto che suonava più o meno così: - non possiamo assimilare una ATLAS 900 (sonda) ad uno "strumento di misura" ma non possiamo neanche equiparare un penetrometro tascabile ad una "macchina operatrice" - (detto più o meno, ma è il concetto che conta). Ma entrambe le attrezzature servono ad emettere numeri e questi numeri vanno in qualche modo certificati.(E non voglio entrare nel merito dei laboratori geotecnici perchè di questo poco conosco). Per certificare un numero bisogna PRIMA certificare il processo che lo produce. Il film è già visto per quelli che hanno bazzicato per laboratori chimici: il solo timbro del chimico non basta più, adesso bisogna essere accreditati SINAL per avere un certo peso di credibilità. Le rimostranze dei chimici (anche loro hanno un albo e sono professionisti) sono state battute dal mercato. Laboratori non accreditati SINAL semplicemente non lavorano per clienti di una certa importanza e non fanno certi fatturati. Fine delle trasmissioni. Allora ? Allora forse qui si tratta di definire due strade. O si cambia rotta proponendo una correzione della circolare (e cercando di non buttare via il bimbo con l'acqua sporca) o si diventa tutti imprenditori e buona notte. Io la mia scelta l'ho fatta a suo tempo. Ribadisco qui la necessità di uscire dal paleolitico del geologo solitario ed errante ed entrare nel mercato della competizione con aggregati societari (che poi siano di persone o capitali è da vedersi). Ma scusate, che problema c'è ? Siamo laureati e ci facciamo bagnare il naso da sondatori (operai) che lasciano le aziende delle quali sono dipendenti, costituiscono società s.n.c., affittano sonde e lavorano ? Ma lo spirito d'impresa della nostra categoria dov'è ? O siamo tutti dipendenti pubblici mancati ? Con tutto il rispetto per i colleghi del pubblico che fanno il loro mestiere ed hanno ben altri problemi da risolvere. Ma per un attimo ammettiamo che lo status non cambi (almeno non subito). Allora ? Allora la cosa migliore è cercare di "modificare" in senso più ragionevole una circolare che anche letta al di fuori della geotecnica (io sono e rimango un "ambientale") sembra un poco eccessiva se non nello spirito (che ribadisco condivido) almeno nei requisiti richiesti. E in questo l'Ordine non può (NON PUO') aiutare nessuno. Perchè non è un Sindacato ma un Ente Statale con compiti precisi. E tra questi non credo figuri avvallare l'uso di sonde cingolate da parte di liberi professionisti. Corregetemi se sbaglio. Allora che si fa ? Si comincia con leggere la circolare e proporre modifiche. Ragionevoli. Un "blog" con proposte tenuto in piedi per qualche mese. Io un paio le avrei per la testa, soprattutto per quanto di competenza i requisiti extra attività. Alla fine forse il tutto si risolverebbe iscrivendo una categoria in più che contempla altro tipo di strumentazione e parametri meno pesanti. Senza escludere anche l'introduzione di qualche requisito in più relativo alla sicurezza e magari l'obbligo di presentare ed aggiornare assicurazioni RC consistenti con l'attività svolta. Insomma, colleghi, fatemi fare l'imprenditore e voi, se ci tenete, fate i geologi solitari. Libertà. Ma prima con regole certe. Discusse insieme con onestà. E allora, ad esempio, il professionista NON appalti lavori da imprenditore. I codici IVA ed ATECO già da soli sono esaustivi. Scelto un codice ci dobbiamo attenere. La nostra azienda è "ingengeria integrata" e paga tanto d'iscrizione alla camera di commercio per esercitare questa attività. Se mi permettete sarei un poco "infastidito" da professionisti che "subappaltano" lavori di sondaggio: i sondaggi se li paga il cliente. Senza giri di rifatturazione. E voi vi fermate a vistare i consuntivi. E il "chiavi in mano" semmai lo si fa fare all'impresa. Perchè cari amici, anche nella visione di "libero professionista" non "azienda di produzione" ma "angelo della geologia" subappaltare un lavoro d'impresa E' UN'ATTIVITA' D'IMPRESA. E da qui non si scappa. Allora ben venga una discussione seria sulle modifiche alla circolare. Per chiarezza di tutti. Ma partendo da basi concrete. E dalla piena cognizione che tanto alla fine ne noi, ne l'Ordine ne altri "protezionismi" potranno salvarci (anche questo l'ho già detto) dalla concorrenza europea. Che è già alle porte. E che i più pragmatici ingegneri si stanno già preparando ad affrontare costituendo società e aggregando competenze e capitali. Quando lo faremo anche noi ? Cordialmente.
Expo 3001
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Chiarisco, per avere la concessione ministeriale occorre uno standard di qualità ISO 9000 ma non in riferimento alla prove geotecniche.
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Quale paese unico al mondo, per fare le indagini geotecniche bisogna avere la concessione ministeriale? La risposta è semplice l'ITALIA.
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x EXPO.è chiaro quello che dici, ma un laboratorio chimico non certificato SINAL, può esercitare? Se la risposta è si, che senso ha il paragone che hai fatto. Poi hai un bel coraggio di parlare di protezionismo, più protezionismo della concessione ministeriale che pochi sono in grado di ottenere. Anzi è proprio quel protezionismo che fa gola a certe ditte estere (soldi facili e senza concorrenza) che stanno aspettando le evoluzioni della nostra normativa per sbarcare in Italia (questo mi è stato detto da un responsabile di un laboratorio certificato).
Probabilmente ha ragione la maggior parte dei geologi che se ne strafregano della circolare perchè se il T.U. verrà abrogato,la circolare diverrà pressoché carta straccia, o potrà essere richiesta solo da alcuni committenti, probabilmente enti pubblici, per lavori importanti.
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