Cari colleghi seguo l'acceso dibattito ma credo che per rendere più fruibile il topic bisognerebbe evitare l'utilizzo tipo chat.
Detto questo posso provare a fare un riepilogo della situazione (correggetemi e mandatemi a ramengo ma sinteticamente grazie :-).
1) Gli ordini professionali ai sensi dell'art.6 comma 2 della L225/92 (mod dalla L100/12)concorrono alle attività di protezione civile al pari degli enti pubblici, gli istituti ed
i gruppi di ricerca scientifica con finalita' di protezione civile, nonche' ogni altra istituzione ed organizzazione anche privati.
2) Poiché le competenze sono attribuite a le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni e le comunita' montane (ora unioni di comuni) (sempre art.6) a tale fine le strutture nazionali e locali di protezione civile possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati.
Alla luce di quanto sopra io credo che per operare sia ovviamente necessaria una convenzione, come è stato fatto con il Dip. di Protezione Civile Nazionale, ma tale convenzione da una parte non è esaustiva in quanto permette di operare solo se attivati dal DPC (es. emergenze nazionali) poichè la protezione civile è materia delegata ne deriva che siano necessarie convenzioni anche con i sistemi regionali di protezione civile ed eventualmente con province e comuni per operare ai diversi livelli organizzativi, infatti a secondo del livello di criticità (i così mal definiti eventi tipo ABC della 225). In tali convenzioni si potranno specificare i dettagli operativi e organizzativi (a quale ente/servizio si fa riferimento come si viene attivati chi fornisce supporto logistico, vitto e alloggio, se si opera da soli o sempre accompagnati da personale dell'ente attivatore ecc.).
A livello di responsabilità queste sono e sempre individuali non può essere diversamente sei un professionista che l'ordine ha certificato come tale e magari preparato con corsi specifici e quindi cosa volete di più, in caso di colpa o peggio dolo (e qui vi ci voglio davanti al giudice magari su una frana non vista che poi dopo due gg è partita con un paio di morti tanto come esempio)l'ordine potrà essere coinvolto in quanto si opera per conto dell'ordine che deve essere garante di chi invia in termini di specializzazione professionalità serietà deontologia ecc..
L'analogia con l'attività di verifica dell'agibilità degli edifici post sisma eseguita dai collegi dei geometri e ordine architetti e ingegneri.
In tale contesto rientra anche il valore dell'attività sul campo: si fa un sopralluogo si fanno delle considerazioni tecniche che vengono passate all'autorità competente (comune provincia regione dpc) magari attraverso una modulo che ne definisce il contesto (penso a qualcosa di simile alla scheda AEDES delle agibilità, è fondamentale circoscrivere e definire le attività)poi il tuo compito finisce e sarà l'ente competente a darne o meno attuazione attraverso dei provvedimenti amministrativi (chiusura di una strada, ordinanza di evacuazione ecc.).
Come più volte ho sostenuto mi pare anche su questo forum il costituire delle associazioni di volontariato di geologi è una emerita fesseria. Il tragico è che alcuni ordini supportano tali iniziative andando a negare di fatto il proprio ruolo di enti concorrenti e ancor peggio negando la professionalità della figura del geologo: cosa pensate che ing e geom abbiano fatto associazioni di volontariato? Siamo seri!
Mi sembra che da parte di molti non abbiano idea di cosa fa e può fare un geologo in emergenza, mi sembra che ci sia più la voglia di esserci, anche e giustamente per motivi professionali di esperienza di acquisizione di nuove casistiche che credo siano altrettanto fondamentali e dovrebbero essere inserite nelle convenzioni come forma di formazione professionale, analisi e discussione sui fenomeni accaduti, ma ripeto questo esula dall'emergenza.
Sarei più contento se gli ordini e il CNG pensassero a valorizzare il ruolo del geologo nella pubblica amministrazione e nei servizi protezione civile degli enti competenti come una figura fondamentale e specifica dotata di professionalità e sensibilità che derivano da un definito percorso formativo universitario e post universitario.
Io da anni sono nella protezione civile e vedo che a ricoprire ruoli di coordinatore di un servizio di PC sono spesso le figure più disparate con professionalità talvolta discutibili.
Sarò anche di parte ma la figura del geologo se formata opportunamente a lavorare in squadra, in multidisciplinarietà, con basi di GIS, geologia applicata, sismologia e idrogeologia idraulica, comunicazione (mi pare uno dei temi base visti gli eventi recenti e di questi giorni) possa essere / diventare uno dei campi di impiego dei laureati in geologia (vedo anni bui per la libera professione sopratutto legata all'edilizia).