Però, abbi pazienza, siamo anche stufi di leggere tante castronerie. Se la gente alle medie e magari anche alle superiori fosse stata imbottita con meno Dante e meno calcio e un po' più di scienze e tecnica, magari avremmo meno sproloqui. Stiamo ancora pagando l'idiosincrasia di Croce per la matematica e le scienze. Nostro compito, come Geologi, sarebbe parlare si simica, microsismica e argomenti correlati con cognizione di causa, che è sempre meno. Anche il Presidente del CNG che ho sentito a Potenza mi sembra averne poca, molto poca di cognizione di causa a riguardo. Dopotutto devi fare una università e poi parecchia formazione per lavorare nel settore. Tutti citano dubbi e articoli (perlopiù VECCHI articoli), California di qua, Arkansas di là, e non uno che si degni prima di tutto di analizzare il vero differenziale al di là della tecnica: la GEOLOGIA! lo sanno anche i sassi che se inietto fluidi in una faglia attiva riduco l'attrito e questa si muove. Cavolo, solo a Milano in Università citavano i progetti di "sismi controllati" cui pensavano in California? ed ecco allora che nella progettazione di un pozzo viene a pesare ancora di più l'interazione tra il geologo (quello ancora con gli scarponi, ma con il modello 3d nella workstation) e l'ingegnere di perforazione. Ma sto divagando. Nella produzione e nello storage si lavora a pressioni ingegneristicamente più che gestibili: 140, 160,200 bar (a fondo pozzo)raramente si va oltre nella produzione, sono pochi i pozzi profondi; gli stoccaggi poi viaggiano più o meno tutti nel range 120-160, a gradiente idrostatico insomma. Ma quando hai un intero territorio sollevato di 12 cm, vogliamo fare due calcoli prima di dare aria ai denti? Brugherio, uno dei più antichi stoccaggi gas in Lombardia (1967, vado a memoria) dovrebbe essere raso al suolo se un decimo di quanto fanfaronato in giro sui vari blog si avvicinasse alla realtà. Quando si va a verificare uno dei casi accertati di relazione tra sismica e attività per gli idrocarburi, si vede sempre che veniva attraversata una faglia attiva ignorata. Nei nostri campi poi siamo sempre sul cocuzzolo delle anticlinali, ben lontani dai piani di rampa/scorrimento e dalle faglie di svincolo. Potremmo asserire NON che ci sono i terremoti dove si perfora, ma il contrario: i classici giacimenti anticlinalici derivano ovviamente dalla dinamica compressiva, che è la stessa che genera i terremoti (detto molto banalmente). Insomma, in una catena di anticlinali sepolte troviamo il gas, ma le anticlinali esistono (e sono generate da meccanismi che possono generare terremoti) a prescindere dal fatto che nella porosità del cocuzzolo ci sia o venga estratto o venga reiniettato del gas. Prova ne sia che gli eventi dell’Emilia e della bassa Lombardia si sono verificati con un ottimo sincronismo rispetto alle valutazioni statistiche del tempo di ritorno rispetto agli eventi di cinquecento anni fa.
Chiudo solo dicendo che finché non saremo tutti in grado di scaldarci col geotermico (e ne ho lette delle belle anche qui, la gente ha la paranoia dei “buchi”) e di cucinare sulla stufa economica a legna o carbone abbiamo il dovere di usare le risorse dove abbiamo la capacità tecnica ed economica di produrle al meglio della qualità ambientale, cioè a casa nostra; comodo avere la macchina a metano e scaricarne il peso ambientale sui kazaki o sugli algerini o sui libici, possibilmente tenuti a bada schiacciati da un tallone d’acciaio così la produzione non fa le bizze e non vanno in cassa integrazione interi comparti produttivi. La migrazione verso forme alternative di energia, doverosa e intelligente, richiederà almeno 20-30 anni se ci saranno incentivi, come è stato per la metanizzazione, e nel frattempo? Possiamo scegliere tra produzione responsabile e fascismo colonialista. Tutto il resto sono frescacce e favole per bambini.
PS e le "trivelle" si usano per mettere i paletti del vigneto!!
Ultima modifica di Rossi; 03/02/2013 23:55.