Caro collega Geodesi, mi scusi, solo una piccola domanda prima delle vacanze. Dove Lei ha letto per intero "libera professione" nella normativa che mi cita ? Ribadisco e ripeto. Professione o esercizio della professione, a mio parere, non coincide con "libera professione". Non coincide.
Ma basta fare un giro sugli altri albi ed ordini per coglierlo immediatamente. Anche con sua personale esperienza. I medici degli ospedali (che spero molto poco) lei si trova disgraziatamente a frequentare sono "Liberi professionisti" ? Direi di no. Come medici sono tenuti ad essere iscritti agli albi ma come esercizio della professione esercitano nell'ambito di un contratto di lavoro. Stessa cosa vale per geologi, farmacisti, biologi, chimici, ingegneri etc.
Pronto a ritornare sui miei passi se qualcuno mi indica dove per intero ed in modo esplicito si parla di "libera professione".
Ma se lo stesso statuto EPAP esclude dal pagamento gli iscritti agli ordini che già versano in modo diverso (INPS) i propri contributi e ne fa una causa di non iscrivibilità ? Allora ? E' un errore giuridico che esistano questi iscritti? Qualcuno ha preso una botta di caldo ed ha isciritto cani e porci senza controllare se veramente esercitavano la libera professione? Oppure una torma di matti scatenati ha versato i contributi per anni solo per simpatia alla segretaria dell'ordine pur non essendo liberi professionisti ? O più pragmaticamente l'esercizio della professione va tutelato qualsiasi sia la forma giuridica e commerciale con la quale si esplica ?
Oppure, devo pensare che i colleghi che esercitano la professione come dipendenti pubblici o come direttori tecnici NON ESERCITANO la professione ? E allora perchè le varie normative invece richiedono, per coprire certe posizioni l'iscrizione agli albi e magari da almeno 5 anni ? Per passare il tempo ? Per riempire righe ?
Identificare la parola "professione" con "libera professione" è non solo una forzatura giuridica ma anche un modo per "deligittimare" professionalmente (e proporre impossibili ed infruttuose separazioni di ordini) chi la professione la esercita in forme diverse dall'impresa individuale. E magari anche meglio di noi, il sottoscritto compreso. E questo non è corretto ne deontologicamente ne giuridicamente.
Altra cosa sulla tutela della professione: questa è intesa non come tutela del singolo professionista (per altro presente) ma prioritariamente come tutela dell'operare professionale. Tutela dovuta, lei stesso lo riporta per evitare esercizi abusivi della stessa. Tutelare l'operare professionale ancora coincide con la tutela dell'interesse pubblico che di tale attività fruisce. Altrimenti, e qui la vorrei attento a queste parole, l'ordine diventa una sorta di associazione di categoria (come la confcommercio o la federfarma) e NON ha più senso che sia un istituto statale. Nessun istituto statale tutela gli interessi di una categoria. O di una classe commerciale di categoria se si identifica professione con libera professione.Quindi DEVE essere sciolto perchà il suo operare è CONTRARIO alla LEGGE.
Oltre allo scritto esiste anche la "dottrina delle leggi" ed il loro spirito. Io l'ho capita ed interpretata così. E per tutelare i miei interessi non mi rivolgo all'Ordine ma ad Assolobarda. Se per ora i liberi professionisti non sono riusciti a creare, come geologi, un'uguale associazione per tutelare i loro diritti non è colpa ne dell'ordine ne dei vari componenti il CNG. Ne mia.
Cordialmente.