L'immagine sopra è abbastanza significativa.

La linea gialla è in perfetto accordo con la depressione astenosferica ipotizzata. Tonga che "tira" verso Est se la lascia alle spalle.

Alcune perplessità mi vengono dalle rette con le quali vengono descritti i margini intorno al vortice delle Vanuatu. Questo è quello che non capisco della tettonica e per cui invoco la fluidodinamica. Ci sono alcune zone del pianeta, come questa, in cui, evidentemente, le linee di forza emergono.

Tonga sfreccia verso Est, e le Vanuatu e tutto il resto che le sta ad Ovest sono la conseguenza della turbolenza che si lascia alle spalle. Un po' come avere la zona posteriore dell'auto imbrattata dei fumi di scarico del proprio scappamento.

Una cosa che mi piacerebbe capire è se l'inciampo di litosfera oceanica (da subduzione a N, ad obduzione a S) che divide le 2 isole neozelandesi riesca veramente a trascinare buona parte della placca pacifica.
Questo dettaglio dovrebbe essere in accordo con un'altra ipotesi che mi frulla ormai da un po' in testa: e cioè che l'emisfero S sia più veloce di quello N, verso Est (a causa della conservazione del momento angolare: l'emisfero N si è allontanato dall'asse di rotazione "medio". Scrivo medio perchè nel computo dell'accelerazione centrifuga ci va anche quella dovuta alla rivoluzione e volendo anche altre che credo trascurabili per cui non le nomino).

Questa serie alle isole Santa Cruz ha coinciso con altri eventi che potrebbero aver evidenziato quella torsione del pianeta dovuta al fatto che l'emisfero S è più veloce.

Quello che mischia sempre le carte è l'andamento a singhiozzo a cui è soggetta la terra. Il sistema ha molte variabili dovute principalmente all'inclinazione dell'asse di rotazione ed i movimenti/aggiustamenti non sono mai lineari e le singole configurazioni derivate sono tutte uniche.