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Siamo al "caso dubbio". Vedi infatti le risposte già ricevute dai colleghi dislocati nelle diverse regioni.
La mia opinione (NB: opinione....) per il caso specifico (impianto a fune)é: applicherei il "buon senso", il quale mi dice che il progetto è uno solo, ovvero, non sono due progetti distinti a livello amministrativo (... no?!). Quindi il "cantiere" è unico (ovvero, il sito di produzione e di utilizzo è lo stesso.
Presenterei questa prospettiva all'ente competente.
Caso citato della provincia di Milano: è lo stesso approccio che questa PA ha per i cantieri di bonifica (sui quali ha competenza: se hai un sito in bonifica diviso (per esempio) in due settori da una strada, nel milanese si oppongono al trasferimento da un settore (di scavo dei materiali contaminati) all'altro dove potrebbe essere installato l'impianto di decontaminazione; il trasferimento atrtaverso la sede stradale (pubblica) viene condiderato un "trasporto di rifiuti" (quindi con formulario)e l'impianto di bonifica un "impianto di trattamento rifiuti".....la cui autorizzazione esulerebbe dal titolo V.
La stessa filosofia in provincia di Milano intendono applicarla anche alle terre da scavo: se porti il materiale dal settore di scavo a quello di utilizzo atraverso una srtada pubblica è trasporto di rifiuti.....Se lo fai passare sottoterra...no!
È una applicazione "rigida" della normativa.
Purtroppo a Milano sotto ancora tutti sotto stress per le esperienze passate (sindrome da Montecity-Santa Giulia).
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