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#12484 06/08/2006 06:52
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caro VM il minimo salariale è relativo ESCLUSIVAMENTE al lavoro dipendente. Possibile che non si capisca ancora che noi professionisti siamo IMPRENDITORI anche se di noi stessi ?
E' questo il motivo per cui la Comunità Europea IMPONE il libero mercato anche per la nostra categoria: io metto sul mercato, a mio rischio, le mie capacità cercando di essere competitivo. Essere competitivo non significa svendersi ma offrire un buon servizio ad un prezzo concorrenziale.
Mi rendo conto che è difficile accettarlo per persone navigate (in senso positivo)come te e tanti altri ma è la dura (unica) legge di mercato per portare avanti una nazione, a meno che non vogliamo ancora guardare allo Stato come la mamma che ci accudisce, e lo ripeto, parliamo di lavoro autonomo e non dipendente.

Mi permetto di invitarti a riflettere su un concetto molto elementare: il minimo per vivere non lo impone una tariffa ma la qualità del tuo lavoro (alta) relativamente al costo (ragionevole). Sta a noi professionisti saper risolvere i problemi ai committenti facendo capire l'importanza di uno studio ben fatto e l'onere che ne consegue, ma ripeto, sempre tenendo conto dei costi che purtroppo incidono sulla sopravvivenza non solo nostra ma anche di un'impresa o di un'amministrazione pubblica. La prima può dichiarare fallimento ma la seconda (sempre che non succede quello che è successo in Argentina qualche anno fa) può (in pratica) solo aumentare le tasse (vedi attuale manovra bis) a danno di noi tutti, dipendenti e autonomi.


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)
#12485 06/08/2006 07:54
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La nostra è una professione nuova, poco conosciuta, con molti nemici, con gente che esce dall'università sapendo solo cose teoriche, sovraffollata e per di più con una classe dirigente particolarissima.

La mancanza di minimi tariffari sarà il colpo di grazia che ci farà sparire dalla faccia della terra semplicemente perchè a dispetto di tutte le teorie economiche sull'iniziativa privata i compensi per i lavori saranno talmente bassi che nessuno riuscirà più a campare di professione e questo per l'ignoranza del mercato che è incapace di valutare la qualità dei nostri prodotti che sono prodotti culturali.

I nostri "clienti" ne aproffiteranno per pagarci sempre meno per cui per farci riconoscere che il nostro compenso è equo dovremo avere una sentenza del tribunale e tutti sappiamo quanti anni ci vuole per avere una sentenza e non si sa su quali criteri poi verrà fissata l'equità.

Ora con la parcella vistata o meglio opinata dall'Ordine le cose erano molto più garantite.

Che la situazione precedente al decreto Bersani fosse ottima sarebbe un assurdo affermarlo ma almeno certe garanzie ce le dava .

Qui si è gettata l'acqua sporca con il bambino !!

E si tagliano i così detti per fare dispetto alla moglie tirando in ballo una guerra fratricida fra giovani e vecchi geologi.

Affermare che poi che ognuno di noi sia una impresa è uno svarione grande come il mondo perchè il Codice Civile definisce il professionista in tutt'altro modo.

I lavoratori dipendenti sono tutelati dallo statuto dei lavoratori e dalla Magistratura del Lavoro noi lavoratori autonomi ora da chi saremo tutelati ???

Antonio

Quel

#12486 06/08/2006 10:17
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La mancanza di minimi tariffari sarà il colpo di grazia che ci farà sparire dalla faccia della terra semplicemente perchè a dispetto di tutte le teorie economiche sull'iniziativa privata i compensi per i lavori saranno talmente bassi che nessuno riuscirà più a campare di professione e questo per l'ignoranza del mercato che è incapace di valutare la qualità dei nostri prodotti che sono prodotti culturali.
caro Antonio permettimi una domanda: se devi andare da un medico (ce ne sono tantissimi) vai da quello più economico o da quello più bravo ?
Sicuramente adesso mi dirai che il geologo non ha quella considerazione di cui gode la classe medica per cui ti faccio un'altra domanda (ma questo Cascone che di Domenica di Agosto fa domande invece di andarsene a mare, mha !):
può una persona (ingegnere, architetto, geometra) capire l'importanza di una cosa se non sa nemmeno di cosa si parla ?
Faccio un esempio pratico raccontandoti/vi una cosa successami in questi giorni ( a volte non andare in vacanza può convenire):
conosco un ingegnere strutturista che, si dice, lavori come il pazzo. Questo mi fa parlare con il suo giovane ingegnere factotum che lavora presso di lui il quale ha, per sua dichiarazione, i geologi sullo stomaco. Il motivo ? perchè ogni volta che richiede una relazione geologico-tecnica, puntualmente gli si dà per la coesione il valore di zero. Devi sapere che i terreni piroclastici (pozzolane)della Piana Campana (vedi altri post) sono considerati incoerenti puri essendo fondamentalmente limi sabbiosi con bassissima coesione che tra l'altro è dovuta alla cosiddetta suzione di matrice, per cui apparente in quanto in condizioni di saturazione dei terreni si annulla facendo andare il parametro c a zero.
Quando ho ricordato all'ingegnere tali caratteristiche geotecniche lui, ingegnere, ha chiesto a me, geologo, se i terreni vanno a saturazione. Ovviamente, se parliamo di Pozzolane, la notevole percentuale di limo li rende impermeabili per cui visto che ci troviamo su una superficie pianeggiante (piana Campana)l'acqua ristagnerà ma non si infiltrerà per cui i terreni non andranno a saturazione. Inoltre la falda idrica, accezion fatta per piccole zone della Piana (zona Cancello - CE) si trova ad almeno 14-16 metri dal p.c. (falda poco significativa che non riceve gli apporti dei massicci carbonatici che bordano la Piana).
Tutto ciò implica che, seppur poca, la coesione c'è e gli strutturisti la vogliono per meglio dimensionare il c.a.
Ho dovuto quindi spiegare all'ingegnere che quei colleghi che gli "vendevano" la relazione geologica, siccome utilizzavano, come prove per ricavare i parametri geotecnici dei terreni, sempre le DL030, ben sapevano (ma non lo dicevano) che i valori di c (e non solo quelli)erano numeri al lotto per cui la ponevano uguale a zero (per tutelarsi)giustificando il tutto con la questione della sicurezza. Stesso discorso per i moduli edometrici.
Dopo la chiacchierata, tra l'altro condotta davanti al titolare dello studio, il giovane ed il titolare dello studio hanno (forse) capito che non tutti i geologi vendono le relazioni ma ci sono anche quelli che, disposti anche a rimetterci il proprio utile sul primo lavoro, sono disposti (dimostrandolo con i fatti), con indagini serie, e tenendo conto del rapporto importanza dell'opera/costi di indagine,a fornire un servizio professionale.


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#12487 06/08/2006 10:41
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Credo dobbiate tutti, ingegneri compresi, studiarvi Lambe e per capirne di pù il Triaxial test del Bishop.

Una curiosità? perché allo strutturista dovrebbe far comodo una pò di coesione?

#12488 06/08/2006 11:40
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scusate, ma a cosa serve la relazione geologica????

Voglio vedere se c'e' qualcuno che mi riesce a dare una definizione e dirmi quali dovrebbero essere gli obiettvi che dovrebbe raggiungere!!!!!

#12489 06/08/2006 12:17
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visto che possiedo il libro "Meccanica dei Terreni" di Lambe & Whitman saresti così gentile di indicarmi quali capitoli/paragrafi devo rileggere ?

Quote:
Una curiosità? perché allo strutturista dovrebbe far comodo una pò di coesione?
il criterio di rottura di un terreno, secondo Mohr-Coulomb, è strettamente legato all'angolo di attrito φ (o angolo di resistenza al taglio secondo il Prof. Ing. Calogero Valore che ha tradotto il libro) e alla coesione c secondo la ben nota relazione:

τ = σtgφ + c

avere un valore non nullo di c dà la possibilità allo strutturista di non sovradimensionare l'opera (con aggravio di costi)ma di utilizzare la giusta quantità di ferro nell'armatura per il c.a. (cemento armato), più propriamente detto c.a.a. (conglomerato cementizio armato) visto che il ferro, nel c.a.a., è fondamentale per assorbire gli sforzi di trazione dato che il calcestruzzo assorbe solo gli sforzi di compressione.
In zone sismiche l'armatura, ben sai, è obbligatoria proprio perchè in caso di sisma la struttura (non armata)non potrebbe resistere agli sforzi di taglio causati dalle onde S


NOTA:
nel richiamarmi il libro di Lambe & Withman probabilmente ti riferivi (pag. 156) al fatto che l'Autore, quando definisce i terreni incoerenti afferma che [QUOTE] l'inviluppo di rottura reale dei terreni granulari passa per l'origine deggli assi nel piano del Mohr; se la pressione di confinamento è nulla il terreno non è perciò in grado di autosostenersi in forma di cilindro o a parete verticale. In questo caso il terreno in esame è incoerente
però, se leggi tutto il paragrafo, stesso l'Autore afferma che questo è vero per valori di σ bassi, compresi tra 0 e 175 kN/mq; per valori maggiori l'inviluppo di Mohr è meglio rappresentato, ANCHE PER TERRENI GRANULARI (INCOERENTI), da una retta non passante per il centro degli assi per cui si avrà sempre l'intercetta c sull'asse della τ

HO superato l'esame ?


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#12490 06/08/2006 13:43
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I miei clienti sono nella stragrande maggioranza dei geometri e dei periti agrari per cui, caro cAscone, i discorsi che hai fattoal'ingegnere giovane e vecchio interessano quanto una dotta disquisizione sul sesso degli angeli.

Vogliono sapere il Kt del terreno ed il fi per calcolare il muro di controripa poi, siano veri o inventati i valori, a loro non interessa perchè nel secondo caso se succede qualche cosa viene incriminato chi li ha forniti .

Così tutto si riduce solo ad aumentare i massimali delle polizza di RC professionale.

Esercitare una professione vuol dire anche seguire criteri deontologici fra cui quello di non praticare la concorrenza sleale vendendo letame facendolo passare per pasticcini.

E chi può controllare questo ???

L'ordine che verifca se il compenso richiesto è proporzionato al lavoro svolto e se il lavoro svolto non è un letame .

Antonio

#12491 06/08/2006 14:52
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VM perchè dici dobbiate? Convinto di saperne già troppo?


Stefano
#12492 06/08/2006 15:03
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x Cascone il discorso che hai fatto in teoria è giusto ma in pratica di difficile applicazione.
Non tieni conto della deformazione plastica che si ritiene accettabile.
Tu fai un discorso di rottura del terreno, ma in terreni in parte coesivi, già prima della rottura hai deformazioni che per certi tipi di strutture sono inaccettabili. L'accettabilità delle deformazioni dipende da diversi fattori, dalla tipologia della struttura, dalla sensibilità dell'opinione pubblica dove si va a costruire (in Iraq può essere accettato mentre nel Veneto no, in zona di montagna può essere accettato mentre nel centro abitato di una città storica no).
In conclusione, le incognite sono tante, è preferibile per valutazioni di portanza per evitare errori grossolani considerare il terreno o coesivo o incoerente. Se lo consideri sia coesivo che granulare devi fare molta attenzione e dare valori di coesione e angolo di attrito appropriati con le opportune riduzioni per le deformazioni plastiche.

#12493 06/08/2006 15:12
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attenzione Geodesi perchè i terreni a cui mi riferisco sono incoerenti puri dove la componente coesiva (bassissima) è dovuta non alla presenza di materiale argilloso (se non in quantità inferiore al 5% sulla curva granulometrica) ma alla presenza di forze di suzione di matrice, per cui solo apparente.
Tieni presente che il sottoscritto, facendo fare prove di laboratorio su campioni indisturbati prelevati da sondaggi in loco, ha ottenuto valori di c = 0,003 MPa !!


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