caro VM il minimo salariale è relativo ESCLUSIVAMENTE al lavoro dipendente. Possibile che non si capisca ancora che noi professionisti siamo IMPRENDITORI anche se di noi stessi ?
E' questo il motivo per cui la Comunità Europea IMPONE il libero mercato anche per la nostra categoria: io metto sul mercato, a mio rischio, le mie capacità cercando di essere competitivo. Essere competitivo non significa svendersi ma offrire un buon servizio ad un prezzo concorrenziale.
Mi rendo conto che è difficile accettarlo per persone navigate (in senso positivo)come te e tanti altri ma è la dura (unica) legge di mercato per portare avanti una nazione, a meno che non vogliamo ancora guardare allo Stato come la mamma che ci accudisce, e lo ripeto, parliamo di lavoro autonomo e non dipendente.

Mi permetto di invitarti a riflettere su un concetto molto elementare: il minimo per vivere non lo impone una tariffa ma la qualità del tuo lavoro (alta) relativamente al costo (ragionevole). Sta a noi professionisti saper risolvere i problemi ai committenti facendo capire l'importanza di uno studio ben fatto e l'onere che ne consegue, ma ripeto, sempre tenendo conto dei costi che purtroppo incidono sulla sopravvivenza non solo nostra ma anche di un'impresa o di un'amministrazione pubblica. La prima può dichiarare fallimento ma la seconda (sempre che non succede quello che è successo in Argentina qualche anno fa) può (in pratica) solo aumentare le tasse (vedi attuale manovra bis) a danno di noi tutti, dipendenti e autonomi.


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)