Ciao a tutti.
Sono attaccato frontalmente e non solo dai vari tecnici (e anche da amministratori che sono tecnici) sul fatto dell'art. 185 comma 1 lettera b) del D.Lgs. 152/2006 s s.m.i.. ovvero "il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso dell’attività di costruzione, ove sia certo che il materiale sarà utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui è stato scavato".
. Il problema nasce dalla "non "definzione di "suolo non contaminato". Personalmente ritengo che ci si possa riferire, per analogia, alla definizione di "sito non contaminato" di cui all'art. 240 del TUA ovveo "come sito non contaminato, un sito nel quale la contaminazione rilevata nelle matrici ambientali risulti inferiore ai valori di concentrazione soglia di contaminazione (CSC) oppure, se superiore, risulti comunque inferiore ai valori di concentrazione soglia di rischio (CSR) determinate a seguito dell'analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica" e quindi chiedo che il terreno sia caratterizzato. Qualcuno ha materiale ufficiale che confermi o smonti la mia tesi o comunque consigli in merito? Io ritengo che quella sia la procedura più garantista sia per il propjenenet sia per il Comune.
Grazie