Originariamente inviato da: Egidio Grasso
Mi dispiace deludervi ma il il titolo, come al solito, non corrisponde al contenuto dell'articolo.

Non è l'obbligatorietà della formazione ad essere in discussione ma il modo in cui l'Ordine (OTOC nell'articolo) gestisce i corsi di formazione organizzati in proprio e come concede l'omologazione a quelli organizzati da altri organismi.



beh Egidio questa è una TUA interpretazione, mentre sono d'accordo con GeoFranz: se chi decide quali sono i corsi validi e quelli non validi è lo stesso Ordine è ovvio che qualche problema potrebbe anche sorgere no ?
Al netto di lodevoli iniziative di molti Ordini Regionali (come quello del Lazio) che si stanno spendendo effettivamente per rendere gratuiti i corsi APC, parliamo di un mercato, quello della formazione, che fa gola a molti marpioni.

E poi io la interpreto anche col fatto che l'azione discriminatoria verso alcuni iscritti e l'eliminazione della concorrenza si attui nel momento in cui il regolamento attuale esonera gli over 65 (che quindi saranno avvantaggiati rispetto ai colleghi più giovani e più freschi di laurea, non si sa per quale arcano motivo) così come favorisce i consiglieri nazionali e regionali, ai quali ancora sono riconosciuti dei crediti "sulla fiducia"