.....oppure apriamo una discussione sulla subduzione nei sistemi non-inerziali.

Perchè il vostro modello sembra più riferito ad un sistema inerziale, visto che non tiene conto delle accelerazioni. Le spinte sembrano rettilinee ed invece su questo pianeta (sistema non-inerziale) di spinte rettilinee non ce n'è nemmeno una. Nemmeno la forza centrifuga all'equatore è rettilinea, dato che la terra non è perfettamente in asse e tantomeno ai poli con la gravità si può parlare dello stesso concetto.

Le perturbazioni sono diverse ed un modello che non ne tiene conto non è completo.

E' vero che ci sono situazioni in cui la subduzione (come modello) potrebbe dare risultati soddisfacenti visto l'errore trascurabile che viene dal contributo delle accelerazioni, ma non tutte le situazioni sono uguali e nel caso dell'Egeo, per me, non c'è verso di non tenerne conto.

Puoi usare il modello subduzione in una sezione delle subduzioni pacifiche, ma quando allarghi alla terza dimensione, inevitabilmente compaiono linee curve. E questo, nonostante la litosfera come guscio concentrico ordinato, abbia già delle regole ferree da seguire, dettate da parametri come pressione e temperatura che influenzano i legami atomici.

Quindi noi abbiamo un materiale ordinato, secondo uno schema preciso fatto di rette e spigoli, sollecitato, deformato e portato al collasso strutturale da accelerazioni con traiettorie curve. I presupposti sono questi, io non ne vedo altri.


In sostanza, il modello subduzione potrebbe andar bene per descrivere una sezione, ma in un 3D è inevitabilmente destinato a naufragare.

Il mio modello tenta di tenere conto sia del materiale (una specie di gigantesca trave reticolare), quindi parametri come pressione, temperatura e tutto quello che contribuisce a determinare l'isostasia del complesso esaminato; sia delle sollecitazioni (forza di Coriolis); Il vostro modello su quali principi fisici è basato?

Perchè il modello non prevede linee curve? Non dovrebbe???