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Indubbiamente con la 349 in atto molti sarebbero totalmente fuori dagli studi di settore.. Secondo mè il problemsa non è l'abolizione dei minimi ma il tentativo (se c'è o ci sarèà non mi è del tutto chiaro) di bypassare completamente il professionista (evviva già ci hanno tolto le indagini) per passare alle società di ingengeria e/o cooperative in cui si potrà (per ragioni di massa critica) proporre relazioni (scusate modelli) geologici a pochi centesimi......Naturalmente varranno la medesima cifra ma se non vi è controllo di qualità (che dovrebbero fare gli ordini , come ho proposto in altri post) evvivva il modello geologico in saldo (l'emersione della pianura padana risale al quaternario.......). Bersani (o meglio gli effetti del decreto) vanno arginati non fiscalmente ma qualitativamente in maniera che un modello sufficentmetne complesso (e verificato dall'ordine in quota del 1 o 2% del fatturato annuo) sia giustamten pagato. Credo che allora ancora il profeessionista singolo possa essere concorrenziale alle società d'ignegneria che propongo relazioni fotocopie anche per le opere più complesse (ne ho collezioni a casa con svarioni degni del lancio del libretto...) Saluti (ps non dimentichiamoci della 349 sempre connessa alla professione)
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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ehi fermi un attimo !
ho capito bene ?
alcuni di noi "professionisti" hanno contribuito agli standards per gli studi di settore considerando anche gli introiti legati alla parte imprenditoriale ?
ma bravi !! così chi fa SOLO il libero professionista, con o senza la 349, si troverà, molto facilmente, fuori a meno che non è un professionista navigato. Spero sinceramente di non aver capito bene !!
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Per cascone: Considera che, almeno in Emilia Romagna, il 60% forse addirittura il 70% dei geologi iscritti all'Ordine possiede attrezzatura personale (pochi o pochissimi hanno macchine per sondaggi, ma tantissimi hanno il penetrometro - dinamico o statico, a seconda del giro di affari e della posizione geografica) di conseguenza tutti quelli che hanno compilato gli studi di settore hanno inserito anche la percentuale di guadagno dai SERVIZI (penetrometrie ecc); inoltre considera che, dovresti saperlo bene se lavori, molti clienti ti chiede il preventivo chiavi in mano (ossia compreso delle prove geotecniche e quanto altro, anche se a farle chiami una ditta esterna) pertanto contribuiscono a fare fatturazione anche le prove che, dopo, non dovrai più (unica cosa buona della 349) mettere nella tua fattura
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tempo fa avendo solo la partita iva da professionista e facendo fatture che comprendevano i sondaggi (ma anche il laboratorio chimico) avevo fatturati da capogiro, e di conseguenza lo studio di settore... Dalle mie parti con i committenti è così o niente
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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OP
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per tacs: inoltre considera che, dovresti saperlo bene se lavori, molti clienti ti chiede il preventivo chiavi in mano (ossia compreso delle prove geotecniche e quanto altro, anche se a farle chiami una ditta esterna) è ovvio che quando un committente, soprattutto se privato, mi chiede la relazione geologica l'onere che ne deriva è comprensivo delle indagini necessarie; NON E' OVVIO, invece, quando a chiamarmi è un collega per cui il mio servizio è esclusivamente riferito all'esecuzione delle indagini !! che poi in Emilia-Romagna il 60% o più lavora con "gli attrezzi del mestiere" non credo abbia una sua valenza perchè, se ricordo bene, l'Italia è formata da 20 regioni e gli studi di settore, se ricordo bene, non fanno distinzioni regionali. Anche se in tutte e 20 si lavorasse come tu dici è cmq MOLTO SCORRETTO, nei confronti di chi fa solo libera professione, considerare introiti al di fuori di quelli squisitamente professionali. Idem per Vorliceck Non me ne vogliano tutti coloro che lavorano in siffatto modo e che hanno contribuito agli standards per gli studi di settore ma credo che a questo punto dovrò rivedere la mia posizione circa la questione 349. Invito tutti ad una riflessione deontologica su quanto impostato alla luce delle tante cose belle scritte su questo Forum circa la libertà sul modus operandi Ho sempre appoggiato quel concetto che afferma che la libertà di un individuo finisce dove comincia quella dell'altro
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Per cascone: Sono d'accordo con te .... la mia libertà di operare secondo la legge (leggiti bene come era prima della 349 prima di cucirti un saio e tentare di fare il santo!!!!) comprendeva anche di fare le prove penetrometriche (e parlo di penetrometrie, non di sondaggi o quanto altro) quindi negli studi di settore HO DOVUTO inserire il fatturato compreso di prove penetrometriche (premetto prima che tu ti stracci le vesti e cominci ad inveire che sono esclusivamente eseguite per la committenza privata e non per colleghi!!) Ora che la 349 me lo impedisce (sono un libero professionista, non un imprenditore, come molti evitano di dire in questo forum, pur sparando sentenze a proprio favore!!!) gli introiti saranno gioco forza inferiori e quindi anche per gli studi di settore si rischia di passare per EVASORI FISCALI, anche quando di evasione non ne facciamo!!!! Ora dimmi: la libertà degli imprenditori non contrasta UN BEL PO' con quella deiliberi professionisti???? Allora la 349 altro non è che una bella legge AD HOC per arricchire certi imprenditori ...... e chi deve controllare???? I nostri Consiglieri che sono loro stessi imprenditori????
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se uno aveva (ora ne ho due) la sola partita iva da professionista DOVEVA mettere tutto quello che fattura (nelle opportune voci c'erano anche i sondaggi presi a parte ma comunque facevano salire il fatturato a livello FIAT!!). La spesa di una seconda pIVA non è giustifica dalle entrate se non dal tentativo appunto di distinguere fiscalmente le fatture fatte in realtà per conto di altri (laboratori chimici, imp. sondaggi, etc..)
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Cascone, se leggi le voci che si devono esporre nello studio di settore, troverai che tali introiti si inserivano nella voce indagini geognostiche D02, quindi il problema non è così grave.
Vi faccio in questo modo notare che anche lo studio di settore prende naturalmente atto che il geologo fa indagini geognostiche e che esse possono essere quindi tranquillamenne fatturate.
Il fatto è che pur non evadendo io non ricado mai seppure che per poche centinaia di euro, entro la cifra prevista dallo studio di settore... è un altro bel mistero.
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Per Trossero: La cosa è abbastanza semplice: gli studi di settore sono, per loro natura, una media degli introiti delle persone a cui hanno commissionato lo studio iniziale. Se, e dico se, hanno commissionato il primo studio di settore ad una serie di persone che avessero dell'attrezzatura personale (io ho solo il DPL030 e la prova di carico su piastra, ma conosco tanta gente che, lavorando in pianura, hanno il penetrometro statico ed altrettanti che hanno strumenti per la geofisica, come pure tanti piccoli imprenditori che hanno sonde per sondaggi e siccome la 349 non era ancora in giro probabilmente tutti hanno messo il fatturato globale) allora la media dei geologi è fatta da queste persone!!!! Se ti può consolare (mal comune mezzo gaudio) anch'io faccio molta fatica a restare nei parametri ....
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Mi sovviene solo ora una risposta tanto semplice quanto ovvia al problema legato alla divisione tra imprenditori e lineri professionisti: se si vuole essere imprenditori basta lasciare la libera professione, ossia riconsegnare il timbro e la firma (che potranno essere recuperate quando si smette di lavorare come imprenditori) C'è qualcosa di errato in tutto ciò?????
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