Non è l'obbligatorietà della formazione ad essere in discussione ma il modo in cui l'Ordine (OTOC nell'articolo) gestisce i corsi di formazione organizzati in proprio e come concede l'omologazione a quelli organizzati da altri organismi.
se chi decide quali sono i corsi validi e quelli non validi è lo stesso Ordine è ovvio che qualche problema potrebbe anche sorgere no ?
ok, ci potrebbe essere un "conflitto di interessi". tipo per l'ordine vanno bene solo certi formatori...
Però...
in questo momento esiste qualcuno o qualche entità altri che l'ordine che è autorizzata a decidere se un corso è valido?
Cioè, allora io posso decidere di fare un corso attribuendomi d'autorità la patente di formatore?
se sì, mi offro volontario, magari facendo un giorno di umorismo geologico parlando di pierlogeologia.... o, meglio applicabile dal punto di vista di una cultura geologica di nase, come da mia prossima conferenza, come e perchè si sono estinti i dinosauri. Tanto i crediti chi viene li prende lo stesso e di terre da riutilizzare o di prove sismiche ne ha già parlato abbastanza qualcun'altro.
parliamo di un mercato, quello della formazione, che fa gola a molti marpioni.
e questo è un altro problema. notevole fra l'altro... ho visto negli anni 90 con la ISO 9000 certe str....
se il risultato sono i crediti e non c'è nessun controllo da parte di un'autorità qualsivoglia che decida se un corso è valido o no, perchè scegliere un corso più caro ma che serve a qualcosa se un altro corso mi dà gli stessi crediti ma non mi dà niente e "costa poco"? Notare che i motivi per cui faccio un corso che costa e vale poco possono essere vari: mi sento un ganzo eccezionale che non ha bisogno di imparare più niente, ho poche "risorse finanziare" al momento o poco tempo, me lo fanno accanto a casa o allo studio etc etc etc.