Queste ultime sono poi il problema da affrontare: cosa fa il geologo in tale contesto? Compiti attività responsabilità continuità deontologia ecc (ricordiamoci che su questioni che molto probabilmente dopo saranno oggetto di studi geologici, potranno essere dati a questi geologi? questi avranno dei titoli preferenziali? questi sono problemi da affrontare per una trasparenza inappuntabile. Non scordiamo poi che oltre al bollo tondo dei vari corsi esiste la professionalità la serietà e la conoscenza del territorio e dei fenomeni che i professionisti della zona hanno.
Sugli appunti che ho inviato al mio coordinatore della Commissione PC (OGVeneto) ho sottolineato che, dal momento che saremo attivati al massimo per 7 gg continuativi, il nostro ruolo non deve essere confuso come un'opportunità della PA di beneficiare di una professione assente o quasi nella propria pianta stabile.
Della serie:
a)non aggiorneremo il PAI o i PAT o i data base del Dipartimento della PC Nazionale...
b)non confonderemo ciò che sono prestazioni in emergenza/prevenzione da quelle che sono prestazioni a pagamento..
c)non porteremo i sacchi di sabbia sopra l'argine del Piave, nè ordiremo ad alcuno di farlo...
d)chi verrà attivato non può essere solo il veterano già conosciuto dal Genio Civile o dal Magistrato alle acque di Venezia, ma colui che ha seguito corsi appositi (sulla conoscenza del territorio, sulla sicurezza, sulle tecniche di comunicazione) e sa con chi dovrà interfacciarsi...eh, sì...perchè il rischio, a mio avviso, è la sovrapposizione dei compiti.
Ecco perchè le Regioni non possono rimanere fuori da questo Protocollo.