mah, in fondo dipende dai momenti storici. Ora la crisi c'è per tutti, e quelli che riescono a mettere insieme iniziativa, rimboccarsi le maniche e ci... ehm... fortuna, trovano lavoro sia come geologi, sia quelli di altri campi.
Anch'io, da ragazzina, cambiai, migrando da medicina (sovraffollata, lunga, costosa... dopo qualche mese dentro misi - leteralmente - una pietra sopra il sogno di fare il medico)a geologia, quattro gatti, il contatto diretto con l'oggetto dello studio già al primo anno, l'avventura... avevo in mente quei documentari in cui, in un qualche deserto sperduto, un geologo con quattro badilate tirava su uno scheletro di dinosauro e spiegava: "qui un tempo c'era la foresta"... ecco, anch'io volevo fare quel lavoro lì.
Però la geologia non è solo quello. bene per chi ci riesce, però non limiterei l'ambito del geologo a quello di aspiranti indianajones, fra l'hippy e il border-line.
Perchè di geologia da fare ce ne sarebbe tanta anche qui in Italia.
Perché la vera avventura è scoprire le meraviglie dietro l'angolo di casa.
Perché sono un geologo di seconda generazione e ho visto tempi in cui i geologi avevano il posto fisso, mettevano su famiglia e figliavano geologini.
Insomma, alti e bassi, corsi e ricorsi... però anche dei colleghi attuali, molti lavorano, molti si sono riciclati in altri campi, di molti abbiamo perso le tracce... sì, qualcuno è in Australia, ma altri sono qui.
Insomma, credo ci sia spazio per tutti. E crisi per tutti... ohimé...
Ultima modifica di morena; 02/04/2013 06:31.