Qualche riferimento di normativa:
Le condizioni dispettro compatibilità nelle NTC sono prescritte solo per accelerogrammi artificiali, non utilizzabili nelle analisi di opere e sistemi geotecnici (NTC3.2.3.6, C7.11.3.1.2.2)
per accelerogrammi naturali e sintetici(simulazione del meccanismo di sorgente)non si richiede originariamente spettrocompatibilità piuttosto giustificazione delle ipotesi simologiche e rappresentatività per i naturali, oltre ad una generica approssimazione allo spettro dinormativa per i naturali:
L’uso di accelerogrammi generati mediante simulazione del meccanismo di sorgente e della
propagazione è ammesso a condizione che siano adeguatamente giustificate le ipotesi relative alle
caratteristiche sismogenetiche della sorgente e del mezzo di propagazione.
L’uso di accelerogrammi registrati è ammesso, a condizione che la loro scelta sia rappresentativa della
sismicità del sito e sia adeguatamente giustificata in base alle caratteristiche sismogenetiche della
sorgente, alle condizioni del sito di registrazione, alla magnitudo, alla distanza dalla sorgente e alla
massima accelerazione orizzontale attesa al sito.
Gli accelerogrammi registrati devono essere selezionati e scalati in modo da approssimare gli spettri
di risposta nel campo di periodi di interesse per il problema in esame.
Il criterio della spettro compatibilità per accelerogrammi naturali e sintetici viene inserito nella Circolare (C3.2.3.6) quando non siano disponibili informazioni dettagliate:
E’ specificato come e gli accelerogrammi artificiali debbano
rispettare vincoli di compatibilità media con lo spettro elastico di riferimento, mentre per quanto
riguarda quelli simulati e naturali è prudentemente indicato che si qualifichi la scelta in base alle
effettive caratteristiche della sorgente, della propagazione e/o dell’evento dominante. Tuttavia, non
sono sempre disponibili informazioni dettagliate sui meccanismi di sorgente nonché sulla
magnitudo e la distanza determinanti lo spettro di sito nell’intervallo di periodi di interesse per la
struttura in esame. E’ quindi possibile, in alternativa, utilizzare le condizioni di compatibilità
spettrale media definite per i segnali artificiali anche per quelli naturali, avendo cura in ogni caso di rispettare le condizioni geologiche di sito e di scegliere accelerogrammi il cui spettro è, per quanto
possibile, generalmente simile a quello di riferimento. Se ciò richiede che gli accelerogrammi siano
scalati linearmente in ampiezza è opportuno limitare il fattore di scala nel caso di segnali
provenienti da eventi di piccola magnitudo.
In considerazione di quanto sopra, mi sembra che l'orientamento generico sia quello di semplificare e di verificare sempre la spettrocompatibilità, anche per ovviare alle generiche indicazioni di adottare uno spettro 'simile' a quello di riferimento.