Quote:
E' vero che si guarda il prezzo, ma è anche vero che non sempre nelle indagini il prezzo più alto fa la qualità migliore;
è proprio questo, a mio modesto avviso, il motivo per cui il Decreto Bersani non altererà gli attuali equilibri (tendenti già al ribasso per i lavori privati)

circa l'interessante analisi storica sulle responsabilità pontificie sulla mancata accelerazione delle dottrine pragmatiche, bhè, non ne condivido la sostanza, almeno non completamente, e sicuramente non per gli ultimi 15 anni per due motivi sostanziali:

1) fino a 20-30 anni fa il geologo che aveva un certo rilievo tra la comunità scientifica si occupava di ricostruzioni paleogeografiche, analisi petrografiche di quella facies sedimentaria o studi paleontologici di quella particolare orbitolina. Se andiamo ancora più indietro ('800) il geologo era il classico studioso omniscente che si occupava anche di medicina e/o di filosofia (vedi per tutti Leopoldo Pilla)


2) negli ultimi 15 anni grazie ad alcune leggi (vedi 183/89, 152/99) si è definita perentoriamente l'importanza del geologo nella pianificazione dellla gestione del territorio.


Il problema, a mio avviso, è un altro: non siamo riusciti ad amministrare alcuni vantaggi datici (purtroppo) dalla natura quali alcuni sismi (Friuli 1976, Irpinia 1980, Umbria 1997) e varie alluvioni ( a partire da quella del 1966 a Firenze)
La verità, caro Ubaldo, è che, in ogni occasione, abbiamo voluto fare gli ingegneri e non i geologi facendo e dicendo quanto siamo bravi a calcolare le Qamm o i cedimenti e quanto sono ignoranti gli ingegneri che non capiscono un tubo di geotecnica. D'altro canto stesso su questo Forum si leggono tali presuntuosità tra l'altro stupide oltre che sterili in quanto ci fanno dimenticare che tra noi e loro (gli ingegneri), le competenze sono complementari e non sovrapponibili.


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)