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Originariamente inviato da: mccoy
Quando capiranno i tecnici che bisogna cucirsi la bocca davanti alle telecamere?


Quoto in pieno...l'ho visto adesso il post di Mc Coy....ma cerchiamo di tornare al cuore del problema evidenziato da Piombino, per questo mi piacerebbe capire se:

1. E' vero che l'indagine è partita dalle denunce nel nostro amico paranoico del forum o è la semplice dichiarazione di un mitomane? Il prof. Mucciarelli ha mai avuto l'esposto del soggetto? di cui a tale intervento?
10/06/2012
"le mie segnalazioni alle procure emiliane hanno avuto finalmente esito.."

http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ub...true#Post116000

Ecco la notizia di avvio delle indagini:
http://www.fanpage.it/terremoto-e-trivel.../#ixzz1x01qESEg

Segnalazioni preannunciate dai seguenti deliri di un mese prima sul nostro forum:

http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ub...true#Post114454


2. Perchè si continua ad indagare in tale direzione (effetto del fracking sul terremoto emiliano) malgrado:
malgrado:

I geologi del Dipartimento di Scienza della Terra si fossero espressi sulle balle sismiche (maggio 2012) http://gazzettadimodena.gelocal.it/crona...miche-1.5179210

Sia stata nominata una Commissione di Esperti il cui costo è stato preso dal fondo sulla ricostruzione (novembre 2012)
http://gazzettadimodena.gelocal.it/crona...e-gas-1.6044223

Le risultanze non hanno trovato riscontri (febbraio 2013): http://gazzettadimodena.gelocal.it/crona...ontri-1.6564777

Qualcuno sa dare spiegazioni a tale ostinazione? Il cui costo si riversa soprattutto sulle vittime del terremoto emiliano e sugli altri contribuenti italiani?

L'argomento è questo e non la realizzazione del mega deposito di gas sotterraneo...quello è un altro argomento.

P.S. le dichiarazioni di Boschi francamente non le ritengo meritevoli di un altra inchiesta premesso che è accettabile sostenere che quella non è una zona ad elevata pericolosità sismica nel panorama italiano (altrimenti l'area aquilana o calabrese cos'è?) e che normalmente in aree dove l'edificato non è povero come nel meridione (uso del mattone a fronte della pietra) con le accelerazioni al suolo previste non dovrebbe cadere nessun edificio costruito a regola d'arte a prescindere dagli effetti cosismici il cui compito alla valutazione (come quello della classificazione sismica) non è certo dell'INGV.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Originariamente inviato da: Egidio Grasso
Mi raccomando, trattami bene Antonio, ora è stato investito ufficialmente nel comitato NO GAS.
Antonio, auguri e buon lavoro.


in allegato:
Comitato NO GAS - Il geologo Scaglioni acclamato presidente onorario

Egidio....
come potrei "trattare male" Antonio?????

ma si scherza???

La questione è che essendo piuttosto impegnato nella divulgazione scientifica sia con il mio blog che con l'associazione "caffèscienza" le questioni di comunicazione e divulgazione scientifica mi interessano non poco.

Ultima modifica di piombino; 29/03/2013 22:02.

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In campagna e nella parte più vecchia dei centri abitati avevamo quasi tutti i fabbricati con i muri fatti di mattoni tenuti assieme dal fango, quando non sono mattoni essicati al sole e non se ne è salvato uno.

Inoltre quasi tutti i fabbricati con queste carateristiche hanno superfetazioni con mattoni tenuti insieme da una malta dove la sabbia è in misura preponderante ed anche di questi è stata fatta una strage.

La risposta sismica locale e le conformazione dei fabbricati (con parti alte a torre in adenza a parti basse) poi ha fatto crollare molti edifici storici come castelli e chiese anche se costruiti con ottimi materiali che avevano resistito alle ingiurie del tempo.

Non va poi dimenticato che la fortissime scosse del 29 hanno infierito su fabbricati già lesionati, provocando ulteriori crolli e altre vittime intente ad eseguire i sopralluoghi d'agibilità.

I fabbricati costruiti dal dopoguerra invece non hanno resentito molto del sisma.

Nessuno si aspettava una catastrofe del genere anche perchè il fatto che fossimo stati classificati sismici non era molto conosciuto e sopratutto non era stata usata la scala Mercalli ben comprensibile dalla popolazione che,ricordiamoci sempre, ha una conoscenza di queste problematiche molto bassa, per non dire pressocchè nulla.

Che la zona fosse sismica la maggior parte della popolazione ne è praticamente venuta a conoscenza dalle mie filippiche iniziate quasi sette anni e dalle cronache che riportavano i lavori delle commissioni di studio contro il mega deposito di metano in acquifero profondo di quasi quattro miliardi metri cubi (mi scuso del fatto che in un precedente post ho scirtto quattro milioni di metri cubi).




Ultima modifica di Antonio Scaglioni; 29/03/2013 22:05.
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Quanto all’ipotesi di fracking -----omissis -----la Procura rileva che allo stato attuale non sono note prospezioni di questo tipo nel nostro territorio, almeno a livello ufficiale, e che per ora è dubbio il loro effetto, dato che tra l’altro è argomento di una accanita disputa scientifica internazionale.
ma... rilevare che le rocce e i sedimenti della pianura padana non necessitano l'impiego di tali tecnologie di perforazione non sarebbe stato un concetto migliore???

Ultima modifica di piombino; 29/03/2013 22:14.

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Nessuno si aspettava una catastrofe del genere anche perchè il fatto che fossimo stati classificati sismici non era molto conosciuto e sopratutto non era stata usata la scala Mercalli ben comprensibile dalla popolazione che,ricordiamoci sempre, ha una conoscenza di queste problematiche molto bassa, per non dire pressocchè nulla


Concordo in pieno.

Uno dei problemi è proprio l'INFORMAZIONEalla popolazione di conoscenza del territorio e delle sue pericolosità e vulnerabilità.
La popolazione conosce bene quelle pericolosità di tutti i giorni: pericolosità idrogeologica, idraulica, perchè i tempi di ritorno sono confrontabili con la storia della vita umana;

Mi chiedo se si possa fare qualcosa per Informare e Formare i cittadini, di chi è il compito???

Sicuramente Piombino nel suo piccolo sta facendo molto a tale fine...


Paolo
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Per il momento la popolazione della nostra zona è purtroppo fin troppo informata per la tristissima esperienza acqusita.

A mio modesto parere dovrebbe essere il nuovo corpo volontario dei geologi a muoversi in tal senso, ma io, essendomi calcellato dall'Ordine ( dopo 50 di geologia "militante") non ho più voce in capitolo.

Mi sono dimenticato di scrivere a proposito dell'impegnativo ed estremamanete professionale intervento dei soci della Geoprociv (l'associazione di geologi per la protezione civile presente in Emilia Romanga da diversi anni) che in occasione del sisma nel basso modenese ha avuto il suo battesimo di fuoco impegnandosi con entusiasmo e competenza per giorni e giorni in un numero elevatissimo di sopralluoghi.

Gli interventi sono partiti tardi perchè si è aspettato il via della Regione, cosa che è risultata dannosa perchè la vegetazione delle culture agricole, in particolare quelle del mais, cresceva e copriva le liquefazioni del terreno, .

Il lavoro si è concentrato su due punti:

1) verifica della incolumità degli argini dei corsi d'acqua.

Questa è stata un' operazione risultata particolarmente difficoltosa perchè gli argini e gli alvei sono occupati da una fittissima vegetazione arborea per merito degli pseudo "ambientalisti" che si oppongono alla pulizia degli alvei e degli argini perchè ritengono che i corsi d'acqua debbano essere le autostrade dei selvatici per raggiugere dalla collina la bassa pianura.

Per inciso: ci troviamo da anni così con gli argini scavati dalla nutrie, volpi e tassi per fare le loro tane, con i tempi di smaltimento delle piene allungati con conseguente ammollimento degli argini aumentando le possibilità che franino, con gli alberi eradicati che si accumulano di traverso contro i piloni dei ponti creando vere e proprie dighe che minacciano non solo la loro stabilità ma anche possibili sormonti arginali e quindi esondazioni e rotte arginali.

2) verifica di assenza di liquefazioni nei paleoalvei che incrociano il corso d'acqua attuale perchè in caso di piena avrebbero potuto causare sifonamenti con conseguneti allagamenti e ribaltamento degli argini.

3) L'opera più che meritoria di un nostro collega che con un ultraleggiero ha fatto un rilievo fotografico delle liquefazioni che con il passare del tempo venivano nascoste dalla crescita delle culture agricole, in particolare quelle del mais e che quindi non sarebbero state individuate.

Peccato che di tutto questo lavoro sia stata convenientemente informata la popolazione solo con un comunicato stampa pubblicato unicamente dalla Gazzetta di Modena (fra l'altro per le mie pressioni su un giornalista amico di famiglia).

In questi casi invece occorre adottare il motto: fare, far bene e FARE SAPERE.



Ultima modifica di Antonio Scaglioni; 30/03/2013 19:08.
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La rassegna stampa appena arrivata riporta una nuova "sparata", tutt'altro che felice, del Prof. Boschi riportata dal Fatto Quotidiano del 26 c.m.

Giudicare voi:

" Per Boschi insomma quelle parole dette a Mirandola non erano tese a tranquillizzare, ma a fotografare una situazione già rilevata dalle mappe: ”Il sisma di maggio non ha raggiunto magnitudo 6. I capannoni sono crollati perché erano messi su con uno sputo”, spiega Boschi che poi spiega la differenza tra l’Emilia e altre zone d’Italia: ”Per fare un terremoto di magnitudo 7 ci vogliono 33 terremoti di magnitudo 6 ”.

Erano normali strutture isostatiche costruite prima che la nostra zona fosse classificata sismica.



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sai.. il fattoquotidiano mentre attaccava l'INGV, che ha fatto di tutto per farsi attaccare, compresa ka storia dell'addetta stampa, difendeva.... Giuliani che non mi consta abbia previsto i terremoti emiliani....


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Per la serie al peggio non c'è limite..

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Considerazione generale:Boschi è un fisico,non un geologo.Lo si capisce bene da come si esprime.

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