il problema però è che a questa maniera i ragazzi crederanno a Giuliani....
ho poca fiducia per una scuola in cui comandano i letterati che ritengono loro diritto parlar edi ambiente mentre al prof di scienze non è lecito parlare di Dante...
oppure che dicono (sic)
La scienza non è un monolite a sé stante, ma una disciplina nata, come ogni cosa, per servire l'umanità ed accompagnarla nel cammino della conoscenza edel benessere. Per questo, come ogni altra declinazione delle manifestazioni umane, deve essere sottoposta alla pressione della collettività, tesa a individuare esigenze, comunicare priorità e spingere perché l'applicazione dei principi sviluppati nel corso dei secoli avvenga correttamente, e non come spesso accade quando gli splendidi castelli teorici devono essere abitati da uomini anteponendo interessi particolari al bene generale. E' quella che si potrebbe chiamare democrazia della conoscenza, un principio del resto che è già messo correntemente in esercizio: basti riflettere sul fatto che la politica espressione della volontà dei molti già impone la sua giurisdizione sulla scienza, limitandone occasionalmente gli ambiti di applicazione ed emanando normative di rango etico che devono essere rigorosamente rispettate.
Significa, in parole povere, che di una ricerca sperimentale laddove l'opinione pubblica abbia largamente manifestato un forte interesse non solo è lecito discutere al di fuori degli ambiti accademici, ma al contrario è sommamente legittimo. Parallelamente al percorso scientifico canonico, se i popoli domandano un approfondimento collaterale che risponda alle loro più profonde esigenze, questo è giusto e necessario. E va fatto, con buona pace di coloro che lo ritengono superfluo
fino a che si ragiona così.....
poi... c'è contraddittorio e contraddittorio.
c'è l'apprendista stregone, c'è uno scienziato si confrontano e siamo a posto...