Purtroppo devo dare raggione a DM.
Basta pensare a quello che è successo all'ISMESS per farsi un idea del peso della ricerca applicata in Italia.
E' vero anni fa c'era una maggiore richiesta di professionisti per le grandi commesse all'estero.
Negli ultimi 15-20 anni sono cambiate un pò di cose e spesso, nell'ufficio dove lavoro, mi capita di incontrare gente (ingegneri e geologi) con grande mole di esperienza di lavori all'estero. Tutte persone dai dai 55-60 anni in su che mi raccontano di un mondo finito!
Non so forse è solo un'esperienza, nulla di più, una fra le tante. Ma rende l'idea.
La sensazione è che l'Italia abbia rinunciato al suo sapere tecnico e non si riesce a capire come fa a crescere un paese senza conoscenza e conoscenza applicata. Cosa esportiamo all'estero?Quale tipo di professionalità se siamo già noi a raccontarci di quanto non sappiamo?Le idee che girano sul forum significheranno pur qualcosa, o no?
Forse il decreto Bersani, seppure in alcuni aspetti sia condivisibile, sancisce propiro questa rinuncia.
Non so, ma fra Università, Ordini ecc facciamo un gran parlare, produciamo tante bozze di piani, modelli che alla fine resta solo la necessità di cambiare aria per chi non ha un lavoro, magari appagante.
Alfredo


Alfredo