Originariamente inviato da: Loberto
..non accettare, che peraltro è la cosa più complicata e difficile da realizzare, la certificazione del processo anche della fase di condizionamento del foro, non è facilmente sostenibile

Perchè pensi che sia necessario imporre una certificazione per avere la certezza che il DL delle indagini le segua fino in fondo? La corretta professionalità dovrebbe essere un criterio per selezionare i suddetti DL.
Sono convinta che chiedere la certificazione dei processi intellettuali non sia il modo per imporre la qualità delle prestazioni. Se così, dovremmo estendere tale certificazione anche a un medico, a un architetto, a un agronomo, a un forestale.
Io penso che il CNG senta la necessità di regolare il metodo di elaborazione della Relazione, introducendo il concetto di certificazione del suo processo. Le Relazioni che noi possiamo elaborare devono partire da dati attendibili, estrapolati da prove in situ e/o di laboratorio.

Dato che nessuno di noi può permettersi strumentazione di laboratorio completa, ma possiede:
- alcuni strumenti per le indagini in situ (martello, bussola...non intendo sonde & C.) e soprattutto
- il superamento di un Esame di Stato (che ha accertato le nostre abilità),

accreditarsi per la certificazione della Relazione o per essere DL della prova in situ significa, per me e in questo momento, ulteriori e insostenibili spese (per certificarsi in indagini in situ devi avere capannone e n attrezzature, oltre che rinnovare la tua certificazione) e una presa in giro dell'Esame di Stato.



The road not taken
(Robert Frost)