per le opere dell'ingegno quali i brevetti non esiste neanche la necessità di richiedere autorizzazione, ossia qualunque pubblico dipendente può brevettare qualsiasi invenzione e percepire i relativi redditi senza restrizioni....
Mucciarelli forse ha sottostimato l'aliquota, nel periodo in cui facevo i corsi ricordo che si trattava del 40-50% quando la soglia INPS veniva superata (sono guadagni extra e quindi rientrano nella fascia più alta di tassazione).
In realtà lo standard dei brevetti universitari (regolamentato a livello di Ateneo) prevede due strade diverse prima ancora che per eventuali guadagni per le spese certe.
Brevettare in Italia costa relativamente poco, ma un brevetto internazionale costa svariate migliaia di euro, che vanno ripetutamente versate a scadenza di qualche anno pena decadenza. Quindi in genere le università lasciano liberi gli inventori di accollarsi le spese (nel qual caso gli eventuali guadagni sono loro) oppure di chiedere il sostegno economico all'università per il primo btevetto e per le quote di mantenimento. In questo caso l'università diventa compartecipe agli utili.
Quanto all'aliquota parlavo del 23% perchè un altro 20% è gia stato trattenuto alla fonte.