E' una discussione interessante,
d'altra parte se ci costruiamo un mondo ideale dove i terreni si comportano nel campo delle deformazioni secondo un modello costitutivo elastico o elastico perfettamente plastico posso utilizzare le relazioni sopra citate, tuttavia la favoletta finisce quando dopo aver fatto la mia bella camminata sulla spiaggia mi volto e vedo tutte le mie belle impronte. Infatti, ahinoi! i terreni naturali hanno (tranne situazioni specifiche) un comportamento elasto-plastico altamente non lineare (incrudente o rammollente che sia) e per poter tentare di simularne il comportamento "pre-failure" non possiamo che affidarci a modelli costitutivi più avanzati che tengano conto della dipendenza dallo stress, dallo strain ed anche dal percorso tensionale a cui sono sottoposti (stress-path). Su alcuni tipi di opere/problematiche ingegneristiche (ma io dico quasi tutte) non ci si può esimere da questo secondo tipo di approccio se si vogliono evitare previsioni da "apprendista stregone".

Un saluto

P.S. scusate forse sono andato un pò fuori tema...

Ultima modifica di mijasimo; 28/05/2013 12:52.

Fa' sempre la cosa giusta.