Ho cercato una soluzione alternativa al dilemma che hai posto perché non mi è piaciuto il verbo che hai usato (ultimamente mi sembra che voi toscani abbiate una spiccata attitudine a "rottamare" ma spero pensiate anche ad altro).
Nel nostro mestiere infatti "rottamare" non produrrebbe altro che una perdita di esperienza cosa del tutto controproducente.
Sostituendo la 500 e la Ferrari rispettivamente con l'SPT e l'SCPTU si deve ammettere che, come per le due macchine, anche tra queste due prove in situ non c'è paragone, ma pure che in certi casi l'SPT è indispensabile (caratterizzazione dei suoli ghiaioso sabbiosi) soprattutto se usato con buon senso e la giusta tecnica perché una elaborazione dei suoi risultati non necessariamente tradizionale è in grado di fornire parametri geotecnici attendibili.
In questi casi, come si procederebbe se avessimo buttato al macero l'SPT obbedendo ai "consigli per gli acquisti" di illustri accademici (P.W. Mayne in primis)?


Gianni Togliani