Originariamente inviato da: mijasimo
E' una discussione interessante,
d'altra parte se ci costruiamo un mondo ideale dove i terreni si comportano nel campo delle deformazioni secondo un modello costitutivo elastico o elastico perfettamente plastico posso utilizzare le relazioni sopra citate, tuttavia la favoletta finisce quando dopo aver fatto la mia bella camminata sulla spiaggia mi volto e vedo tutte le mie belle impronte. Infatti, ahinoi! i terreni naturali hanno (tranne situazioni specifiche) un comportamento elasto-plastico altamente non lineare (incrudente o rammollente che sia) e per poter tentare di simularne il comportamento "pre-failure" non possiamo che affidarci a modelli costitutivi più avanzati che tengano conto della dipendenza dallo stress, dallo strain ed anche dal percorso tensionale a cui sono sottoposti (stress-path). Su alcuni tipi di opere/problematiche ingegneristiche (ma io dico quasi tutte) non ci si può esimere da questo secondo tipo di approccio se si vogliono evitare previsioni da "apprendista stregone".


Mijasimo, il discorso è interessante ovviamente e il post rimane in topic se mi dici che nelle varie correlazioni utilizzate per ricavare E e M non compare (se non in rari casi, forse), il valore tensionale al quale si riferiscono i moduli, che tutti sappiamo variano un funzione di sforzi e deformazioni.
D'altra parte, anche nei modelli FEM e altri è necessario un input di questo genere, per cui costruttivamente non è ben chiaro che cosa proponi, se basarsi su prove di laboratorio sulle quali ancorare poi le correlazioni, o altro. In mancanza di triassiali poi, per semplici progetti di edilizia residenziale (villette), quale sarebbe una corretta procedura di utilizzo dei metodi numerici a tuo parere (ad esempio uso dei modelli standard, ecc. ecc.).

Ma forse c'era già qualcosa in altrio threads al proposito?=


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)