..e comunque non devo ne voglio convincere chicchessia, ognuno è libero di calcolare i cedimenti a tergo di una paratia di pali multi-tirantata come gli pare se Dio vuole!
Resta il fatto assolutamente indiscutibile che i maggiori studi o grosse compagnie di consulenza in ambito geotecnico al giorno d'oggi si sono munite di questi strumenti ma soprattutto di conoscenze di meccanica dei terreni tali da poterli adeguatamente utilizzare.
Credo di aver parlato abbastanza...soprattutto off-topic, la chiudo qui.
Bene, sei un bastian contrario allora, il che è piuttosto promettente vista la tua invidiabile età. Relativamente alle SPT a punta aperta se le esegui come consiglia Sanglerat (disegno a sinistra nell'allegato) tanto di cappello, se invece come nel disegno a destra, non posso essere d'accordo con te per questi motivi: 1) per quanto sia bravo il tuo sondatore di fiducia e per quante precauzioni prenda, nelle sabbie, specie se sott'acqua, il fondo foro sarà sempre rimaneggiato e l'intervallo di prova (0.45m) troppo corto per entrare nel terreno vergine ed otterrai conseguentemente dei valori non realistici. Visto che stai facendo un sondaggio a che ti serve poi l'eventuale materiale che preleverai con il campionatore SPT? 2) la stessa considerazione vale se usi la punta conica per l'intervallo di prova tradizionale con l'aggravante che il risultato che otterrai sarà doppiamente irrealistico (la punta sposta il terreno mentre il campionatore lo taglia). La soluzione in questo caso è banale perché è sufficiente continuare la prova ad intervalli di 15 cm sino ad avere almeno 2-3 valori nel terreno indisturbato da trasformare poi in resistenza statica equivalente per essere utilizzati al meglio (dimenticavo nelle sabbie l'attrito sulle aste è trascurabile e quindi non incide sul numero dei colpi). Nelle sabbie comunque non ci si dovrebbe esimere dall'effettuare prove DMT anche puntuali (nel corso dei sondaggi) e CPTU che insieme danno risultati di grande affidabilità (ognuna compensa i limiti dell'altra). Mi scuso infine con i lettori di queste righe che hanno partecipato a qualche mio corso perché le considerazioni espresse non sono altro che una "rimasticatura".
E' una discussione interessante, d'altra parte se ci costruiamo un mondo ideale dove i terreni si comportano nel campo delle deformazioni secondo un modello costitutivo elastico o elastico perfettamente plastico posso utilizzare le relazioni sopra citate, tuttavia la favoletta finisce quando dopo aver fatto la mia bella camminata sulla spiaggia mi volto e vedo tutte le mie belle impronte. Infatti, ahinoi! i terreni naturali hanno (tranne situazioni specifiche) un comportamento elasto-plastico altamente non lineare (incrudente o rammollente che sia) e per poter tentare di simularne il comportamento "pre-failure" non possiamo che affidarci a modelli costitutivi più avanzati che tengano conto della dipendenza dallo stress, dallo strain ed anche dal percorso tensionale a cui sono sottoposti (stress-path). Su alcuni tipi di opere/problematiche ingegneristiche (ma io dico quasi tutte) non ci si può esimere da questo secondo tipo di approccio se si vogliono evitare previsioni da "apprendista stregone".
Mijasimo, il discorso è interessante ovviamente e il post rimane in topic se mi dici che nelle varie correlazioni utilizzate per ricavare E e M non compare (se non in rari casi, forse), il valore tensionale al quale si riferiscono i moduli, che tutti sappiamo variano un funzione di sforzi e deformazioni. D'altra parte, anche nei modelli FEM e altri è necessario un input di questo genere, per cui costruttivamente non è ben chiaro che cosa proponi, se basarsi su prove di laboratorio sulle quali ancorare poi le correlazioni, o altro. In mancanza di triassiali poi, per semplici progetti di edilizia residenziale (villette), quale sarebbe una corretta procedura di utilizzo dei metodi numerici a tuo parere (ad esempio uso dei modelli standard, ecc. ecc.).
Ma forse c'era già qualcosa in altrio threads al proposito?=
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Ciao, infatti l'utilizzo di modelli costitutivi complessi non trova, almeno per me attualmente, sbocco nella comune pratica professionale dove, per una villetta monofamiliare, se sei fortunato (come lo sono stato io)riesci a fare sondaggi con escavatore, prove penetrometriche masw e H/V. Lo scopo per cui ho aperto il topic è proprio per ottimizzare l'utilizzo (senza utilizzare correlazioni troppo da stregoni) delle comuni prove cpt, evidenziandone i limiti.
L'analisi di Gianni Togliani ha già dato una risposta su come trattare una elaborazione. Mi ha colpito la riflessione sul valore di Rl come misura assimilabile della cu rimaneggiata che logicamente non può essere maggiore della cu alla punta indisturbata. Secondo voi se si prendessero i valori di cu da RP come upper bound della Rl sarebbe possibile limitare gli effetti della deriva di lettura di Rl che contraddistingue le cpt meccaniche? Ho provato e in effetti il campo delle argille organiche e argille si riduce a favore delle argille limose, come di fatto generalmente sono le comune argille scagliose appenniniche.....
No, macchè bastian contrario. La mia consuetudine (ma ci sono arrivato da solo dopo averne viste tante di bischerate fatte) è far fare le prove solo a punta aperta, in seguito al campionamento, proprio come proposto dalla tua figura.... e devo dire che la cosa mi lusinga visto che non ho mai potuto presenziare ad un tuo corso. Per convincere i sondatori (sempre restii) scrivo sempre nel progetto di indagine che diverse modalità dovranno essere da me autorizzate, diversamente la prova non potrà essere contabilizzata...
Sono contento che la chiacchierata sulla CPT ti abbia indotto alla verifica di cui parli. Qualsiasi "aggiustamento" ti avvicini alla realtà non è solo lecito ma necessario, l'importante tuttavia è che tu non ti ci affezioni troppo perché la sua valenza potrebbe essere solo locale. Quello del "prova e confronta" è, d'altra parte, il solo modo che conosco che ti insegni a maneggiare con proprietà i risultati delle prove in situ.
Prima domanda: Leggendo il testo di Robertson ho trovato che in molte formule di correlazione viene usata qt anziché qc. La qt (resistenza di punta corretta) viene utilizzata in una CPTu. Io invece ho una normale CPT meccanica. Ha senso calcolare qt solo con il carico idrostatico ipotizzando che la falda sia 3m sotto il pc e che la successione sia costituita da terreni argillosi e limosi alternati a sabbie limose ed argillosi ?