Originariamente inviato da: gto
Spesso è vero quello che affermi e d'altra parte è sufficiente osservare il "percorso tensionale" che subisce un campione cosiddetto "indisturbato" dal prelievo alla sua utilizzazione finale per rendersene conto (vedi allegato).
Ho parlato di analisi critica dei risultati delle prove di laboratorio e delle prove in situ perché anche queste ultime subiscono innumerevoli influenze che ne condizionano l'esito.
Rispondendo anche a Ferry desidero aggiungere che non è il caso di fare una guerra di religione tra prove in situ e di laboratorio visti i pregi e i difetti di entrambe ma che occorre prendere il meglio da ognuna.
Quello che è incontrovertibile è che negli ultimi cinquant'anni il rapporto prove di laboratorio / prove in situ si è capovolto a largo favore di queste ultime e questo vorrà pur dire qualche cosa.


Assolutamente nessuna guerra. Anzi, nei terreni incoerenti preferisco le prove in situ e anche nei coesivi. L'unica cosa è tarare le formule con i dati dei campioni di laboratorio tutto quà (Considerando magari anche l'effetto di scarico del foro di sondaggio.