C'è scritto total unit weight il che significherebbe che corrisponde a gamma sat sei il terreno è saturo, MA attento a non confondere saturazione con falda.
Un saluto
Ciao Molto interessante... mi potresti spiegare meglio? In argille sature si può o no parlare di falda? E'vero che vista la bassissima permeabilità non troverò una falda "classica libera"; tuttavia avrò sviluppo di sovrapressioni Esempio Se in argille a -3m scopro che la saturazione è 100% per il calcolo di sigma' devo considerare il gamma immerso? L'individuazione della falda è fondamentale nel calcolo delle pressioni interstiziali....
C'è scritto total unit weight il che significherebbe che corrisponde a gamma sat sei il terreno è saturo, MA attento a non confondere saturazione con falda.
Un saluto
Ciao Molto interessante... mi potresti spiegare meglio? In argille sature si può o no parlare di falda? E'vero che vista la bassissima permeabilità non troverò una falda "classica libera"; tuttavia avrò sviluppo di sovrapressioni Esempio Se in argille a -3m scopro che la saturazione è 100% per il calcolo di sigma' devo considerare il gamma immerso? L'individuazione della falda è fondamentale nel calcolo delle pressioni interstiziali....
Credo di essermi perso certo che non è l'acquifero ma è sotto la superficie libera dell'acqua. Il discorso è questo: cosa otttengo dalla CPT al di sotto della superficie della falda?: gammatotale che corrisponde a gammasaturo oppure no ? Oppure ottengo sempre gamma tototale diverso da gammasaturo ?
Non è il caso di pentirsi per non aver partecipato alla mia presentazione al Geofluid perché è stata la scelta di quasi tutti (i presenti erano al massimo una ventina e tra questi molti erano gli amici). Relativamente ai limiti d SBT per derivare OCR e coesione non drenata, è singolare che tu ottenga in prevalenza valori superiori a 4 per i suoli argillosi visto che usi CPT e non CPTU e, da come è combinata l'equazione per determinare Ic, (qc è minore di qt ed FR è sovrastimato), è il contrario che dovrebbe accadere.
Ciao, ho provato a costruire un file di excel per provare ad interpretare la solita cpt dell'inizio così come hai fatto tu. Prima ho posto la falda a 4,7 m come da te consigliato; poi ho stimato con l'equazione di Robertson lo sviluppo di sovrapressione U2; hotrasformato qc in qt e poi in Qt; poi ho trovato Fr normalizzato. A questo punto mi sono calcolato Ic. Tuttavia rispetto a quanto da te trovato ci sono differenze. Specialmente i valori nei primi metri, dal momento che sigma' è molto basso danno valori di Qt molto elevati che nella carta di Robertson stanno costantemente nel campo 8/9 per i quali Ic non è applicabile; questo potrebbe anche starci data l'elevata sovraconsolidazione per essiccamento anche se invece tu hai trovato valori diversi tutti (sbt 3-4). Più in profondità la Qt si abbassa e le cose migliorano anche se vi è sempre diversità tra i miei e i tuoi risultati. Ad esempio a 3m da pc ho qc=31,4 rl=2,0 Fr 6,4 ; Applicando le formule ottengo U2=8,15 qt=33,44 Qt=55.52 Fr norm = 6.08 Ic= 2,63 Nella carta di Robertson questi valori corrispondono al campo 4, mentre nella statigrafia ottenuta da te con CPTe-IT hanno SBT=3
Ultima cosa: hai consigliato di determinare cu, OCR, solo se sbt<4. Poi di determinare phi' e Dr% sulle sabbie. Ma nei terreni misti sabbiosi limosi argillosi a comportamento misto 4<SBT<5 che si fa?
La geotecnica "Terzaghiana" tratta terreni fini saturi e questo è un DOGMA a cui devi piegarti, ma è facile piegarsi perchè tutto risulta più facile.
Tuttavia questa risulta una semplificazione talvolta inaccettabile perchè le evidenze sperimentali dicono che i terreni fini sono spesso insaturi ovvero parzialmente saturi dove la pressione interstiziale al di sopra del livello di falda (p=0) risulta negativa.
Nei fini per risalita capillare spesso il grado di saturazione raggiunge il 100% anche alcuni metri al di sopra del livello della falda poi inevitabilmente inizia a calare.
Per tornare a Geofabiuz mi sembrava (ma chiedo venia perchè potrei aver interpretato male) che lui facesse confusione tra il gamma_sat che nei fini è evidentemente pari a gamma (a meno di quanto sopra) e il gamma' che è quello che si ottiene sottraendo il peso di volume dell'acqua.
Nessun disturbo. In CPTe-IT è implementata, tra le altre, la Soil Chart di Robertson (1990) a cui facciamo riferimento. Il tuo dato a -3m da p.c. in questa "carta" si trova nella zona 3 al confine con la zona 4, ma se riteniamo validi i nuovi limiti consigliati da Robertson ci troviamo effettivamente in zona 4. Il documento che allego in cui i nuovi limiti sono sovrapposti alla vecchia "carta" spiega l'arcano. Avendo io già imposto una restrizione maggiormente severa di quella proposta da Robertson per il calcolo di "su e "OCR" (SBT <4 invece di SBT<5), ho scelto, per non essere troppo "cattivo" di attenermi a Robertson (1990) adottando nel caso specifico un SBT=3. Per i suoli misti mi limito al calcolo dell'angolo di attrito e per la determinazione di M riduco l'incidenza del valore di OCR (elevato a 0.4 nelle argille e a 0.1 invece nei suoli limoso argillosi o limoso sabbiosi). La mia comunque non è una scelta "fissa" perché se nutro dei dubbi, provo comunque a cambiare sino a che non trovo una situazione che mi soddisfi.
Grazie adesso mi è piu chiaro; infatti utilizzando le formule di IC, rispetto alla carta del 1990, viene tutto un po meno argilloso come comportameno, spostandosi verso i misti. Come in effetti mi è capitato frequentemente (facendo prove con densimetro) è difficile trovare argille senza frazione limosa e sabbiosa, anche nelle cosiddette argille azzurre.
Calcolando phi' a partire da SBT4 (o SBT5 come Robertson) è come ammettere che per SBT>4 il terreno sia già in grado di drenare alle velocità imposte alla punta CPT.
Infine il problema è che il calcolo di U2 va fatto solo se sbt<4 ma per sapere l'sbt ho bisogno di u2 per trovare Qt; è un procedimento iterativo...
Ciao, il problema è quando usare gamma immerso; in argille bisogna identificare a quale livello si ha saturazione (esclusa fascia capillare). per le sabbie e i limi è più semplice perchè si crea una falda libera facilmente individuabile; in argille questo non avviene e quindi bisogna per forza mettere la falda dove si ritiene incominci la saturazione; da li in poi si calcola il valore di U0 per trovare le tensioni efficaci che è la stessa cosa che usare gamma immerso... Lo stesso Togliani mi ha consigliato di inserire la falda proprio dove vi era evidenza di saturazione... Sui testi classici si parlava dello studio della condizione di sottosaturazione come il futuro della ricerca. In fini sottosaturi poi la coesione apparente diventa rilevante complicando ancora di più le cose
Attenzione SBT non indica una classificazione granulometrica ma un comportamento. SBT=3 (argille) non esclude quindi la presenza di limo e sabbia. Uso e suggerisco SBT=3 per la stima di cu e OCR appunto per limitare l'influsso di queste due "frazioni" sui valori derivati dei parametri in questione.
Attenzione SBT non indica una classificazione granulometrica ma un comportamento. SBT=3 (argille) non esclude quindi la presenza di limo e sabbia. Uso e suggerisco SBT=3 per la stima di cu e OCR appunto per limitare l'influsso di queste due "frazioni" sui valori derivati dei parametri in questione.
Buon giorno, concordo con gto si sta parlando di SBT, cioè di Soil behaviour type che, traducetelo come volete, vuol dire comportamento tipo del terreno. cioè NON è un riconoscimento litologico senso stretto, ma una classificazione del materiale sulla base del suo comportamento.
nei termini intermedi limi argillosi argille limose basta poco limo in più che il grado di saturazione cambia molto e cambia di conseguenza molto il comportamento del "litotipo", io non faccio sofismi troppo spinti e considero la classificazione di Robertson come l'indicazione del comportamento .... e lo scrivo chiaro in relazione.
considerando poi che per la definizione dell'Ic se non ricordo male c'è di mezzo il gamma .... che non si può misurare ma stimare .... tutti gli Ic (e quindi gli SBT) sono giusti.
In sostenza però, se ho un'argilla limosa satura o un limo argilloso saturo con qc = 4 - 5 kg/cm², sempre pappa è e l'mv stimato, sempre alto è che si dia un'etichetta al litotipo o un'altra.
Nell’equazione che determina Ic le due variabili “Qt ” e “Fr” sono condizionate dalla pressione litostatica di cui il peso di volume è uno dei componenti. È vero che il peso di volume è in genere solo stimato ma affermare che, di conseguenza, ……tutti i valori di Ic (e quindi SBT) sono giusti…..”, non è del tutto corretto. Se prendi infatti la “pappa” di cui parli, le assegni oltre ad un qt=500 kPa un fs di 12 kPa, ipotizzi inoltre che la falda freatica giaccia a -2m da p.c. ed il peso di volume del suolo interessato sia compreso tra 15 kN/m3 e 17 kN/m3 e provi poi a variare progressivamente la profondità, noterai che sino a -4m i valori di Ic classificano il suolo come SBT=5 (suoli misti sabbiosi), a -5m la categoria di appartenenza diviene SBT=4 (suoli misti limosi) ma solo in corrispondenza del peso di volume superiore (Ic =2.61), a -10m si ha il passaggio da SBT4 a SBT=3 (argille- Ic =2.91 per il peso di volume superiore). Osserverai anche che l’errore iniziale del 6% ca. che si commette scegliendo gamma=15 kN/m3 o gamma =17 kN/m3 invece di gamma=16 kN/m3 si riduce, prendendo come riferimento Ic medio, a poco meno del 2% a- 4m mentre è inferiore al 2.5%. a -10m e non è quindi determinante per l’attribuzione del suolo ad una categoria o almeno non lo è tanto quanto la pressione litostatica. Concludendo, la tua affermazione è corretta soltanto se contestualizzata e lo stesso si può dire per la tua frase finale secondo cui …..per valori di qt di 4-5 bar a qualsiasi litotipo appartengano, i valori di mv sono comunque troppo alti…… prima di tutto perché come abbiamo visto, nei primi 4 m si tratterebbe di suoli a comportamento sabbioso più che limoso argilloso e, infine, per quanto riguarda il modulo confinato, il tuo giudizio sarebbe valido se il confronto cedimento previsto/misurato avesse come riferimento un’opera in scala reale, ma non altrettanto se fosse invece basato sul presupposto che M (1/ mv) risultante da una prova edometrica fa comunque aggio sullo stesso valore ricavato da una DMT o/e CPTU, come sembra sottinteso. Ultima ma importante considerazione: mi sono permesso di commentare il tuo scritto non certo per avanzare delle critiche, ci mancherebbe altro, ma unicamente per “discutere” di un dettaglio all’apparenza banale ma credo significativo, specie per chi non ha molta dimestichezza con l’interpretazione delle prove in situ (non è certamente il tuo caso).