Anche la determinazione dell'angolo di attrito da un prova di taglio diretto o da una triassiale è in fondo una stima empirica. Infatti basta inclinare l'inviluppo ricavato dai tre provini che il valore cambia di molto.

Il problema sta nella scelta della correlazione che meglio si adatta ai terreni dove viene svolta la prova. Inutile dire che bisogna tarare la prova per cui è indispensabile:
1) Avere ben chiara la stratigrafia locale (O da un buon numero di carotaggi presenti nell'area o da un carotaggio eseguito appositamente)
2) Avere un buon numero di campioni su cui tarare la correlazione che usi.

Il tutto essendo empirico migliora con gli anni di esperienza locale. Le relazioni di riferimento lasciale stare dalle nostre parte si vedono relazioni con stratigrafie assenti o nella miglior ipotesi ricavata delle penetrometriche. Poi di peggio poiché si cagano sotto delle cavolate che scrivono, usano correlazioni eccessivamente conservative con angoli di attrito di 20-22° che non trovi nemmeno sui terreni vegetali.

Per cui o si fanno indagini o si fa il mago