Gent.mi tutti, la mia non è un'esortazione ad assopirci, "nè la scoperta dell'acqua calda"...anche se ciò che vi dirò la produce. Volevo informarvi su una tecnologia non diffusa in Italia e che, grazie a un committente-illuminato, stiamo sperimentando. Mi riferisco a un impianto geotermico a circuito chiuso, classificato di tipo orizzontale. In realtà, si tratta di una via di mezzo tra impianto orizzontale e verticale. Non serve cementare nulla intorno ai tubi termoconvettori, ma devono essere rispettate delle condizioni a difesa dell'impatto ambientale.. Nulla d'impossibile, nulla di esoso e insostenibile economicamente..l'abitazione (200mq) sarà in classe A+ e nulla degraderà il paesaggio...in superficie solo un verde pratino quadrato, di 14m di lato.
Per avere e dare informazioni, risponderò solo qui, in modo che emergano i vantaggi/svantaggi, ma soprattutto perchè si diffonda questa tecnologia che sfrutta ciò che da milioni di anni tanti nostri simili usano per istinto (vedi chi va in letargo )
Sarò più precisa quando l'impianto sarà in funzione. Tieni conto che non ci sono sondaggi da fare a profondità elevate (oltre 80 m, intendo), nessuna cementazione o GRT (in base al Regolamento provinciale)..la garanzia dei tubi termoconvettori in PE-Xa è 100 anni per pressioni di servizio fino a 10,5 bar e temperatura fino a 50°C...in 100 anni si romperà prima qualcos'altro
Gianni, il riscaldamento a pavimento è un metodo di diffusione di calore. Io sono più a monte, ovvero ottengo quel calore con un impianto geotermico orizzontale messo in posto indipendentemente dall'esistenza o meno di una risorsa geotermica tradizionale. Siamo in bassa entalpia e puoi essere in qualsiasi luogo della Terra.
Dimmi se ho capito male ciò che chiedi (ultimamente mi capita di rispondere fischi per fiaschi...che sia il caffè della sig.ra Maria.. )
La scorsa settimana ho partecipato ad un pomeriggio organizzato da una ditta che produce pompe di calore e hanno mostrato alcune applicazioni di questo tipo trincee massimo 1,80 m profonde su superfici dirca 100 - 150 mq per una abitazione monofamiliare con fruizione della superficie per qualunque tipo di coltivazione. Parlano di risparmi garantiti a regime del 40-50 % rispetto a tutti gli altri metodi malgrado l'elevato costo in Italia della energia elettrica.
Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre.
Gent.mo Paolo, l'impianto di cui mi sto occupando comporta lo scavo di trincee profonde 1,50m (oltre lo strato gelivo) solo per collegare i 9 tubi termoconvettori dei 9 canestri alla pompa di calore..sì, perchè i canestri sono formati dall'avvolgimento del tubo termoconvettore secondo una forma tronco conica di altezza 2.4 m, con base minore poggiante sul terreno naturale e collocata a circa 5 m dal piano campagna. Quando servirà meno potenza se ne potranno escludere uno, due, tre..(perchè ciascuno è collegato direttaente alla pompa). Servono solo 2kW di alimentazione elettrica per farli funzionare in modo bivalente (riscaldamento/raffrescamento). Ho fatto uno scavo esplorativo a 4,5 m la scorsa settimana, tutto in argilla (allego una foto..non è il massimo, ma le altre sono oltre 1,5MB. Il livello di argilla torbosa è a 1,95m dal pc). Attendiamo l'autorizzazione della Provincia e "partiamo"..vi saprò dire
Si ma non hai risposto alla domanda sulla pecunia . Posso anche risparmiare il 50 % ma se l'investimento iniziale supera le 10 000 € e ci vogliono 10 anni per portarlo in ammortamento. Allora conviene tenere i 10 000 in saccoccia. Comunque io faccio tifo per il geotermico. Ci sono le detrazioni fiscali ?
il Dl 63/2013 ha escluso dal beneficio del 65% le spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia e quelle per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
Credo che il legislatore si sia "dimenticato" di considerare questi impianti; in aggiunta, non si capisce se dopo il 30 giugno 2013, la detrazione al 55% terminerà e se ci si potrà avvalere di quella al 50%..
Al momento, l'investimento iniziale sull'impianto ha la voce più "costosa" nei tubi termoconvettori. Come detto in precedenza, sarò più precisa sui costi totali, al termine della realizzazione.
Ciò che ha convinto il mio committente a intraprendere questa "strada poco praticata" riguarda le seguenti considerazioni:
1) il pay back del suo impianto si aggira intorno ai 6-7 anni, con gli attuali costi dell'energia. Se consideriamo che questi sono destinati ad aumentare, si può verosimilmente pensare che il suddetto tempo si riduca;
2) la pompa di calore costa circa un 15 % in più di una buona caldaia di condensazione, ma l’impianto non ha spese di manutenzione e per quando riguarda lo scambiatore geotermico, 50 anni se li fa tranquillamente;
3) la pompa di calore sicuramente arriva a 15 anni di vita, contro gli 8-9 di una comune caldaia.