Gent.mo Filippo, ti esprimo una mia opinione, l'argilla che tu stai trattando, certamente non proviene dalla serie marnoso arenacea (ricchissima di argilla grigio-azzurra) perchè questa argilla è notevolmente sovraconsolidata e ad una lavorazione e cottura si spaccherebbe. Certamente si tratta di un argilla colluviale presa da foci di fiumi, o in generale da zone di accumulo ove esse sono normalmente normalconsolidate. Gli elementi clastici del cristallino si possono appunto rinvenire in tali luoghi, il versante laziale dovrebbe essere più ricco in quanto la"filiera" e più naturale, (cioè il fiume che trascina con se anche sabbie di origine vulcanica), meno possibile o almeno in quantità assai esigua dovrebbe essere la presenza di elementi vulcanici nel versante adriatico. Si potrebbe a titolo sperimentale fare una comparazione quantitative tra un'argilla abruzzese (per esempio della zona di Castelli) ed un argilla laziale. Di ofioliti non parlerei, io non ne ho mai viste in abruzzo, ma di argille di origine metamorfica si (il metamorfismo è possibile anche in zone di faglia). Un ultima informazione le argille in zone disturbate tettonicamente non sono adatte all'uso in quanto strizzate e con OCR molto variabili (OCR = indice di consolidazione). Saluti da Spirifer