Alberto tu sai bene come sia restio ad addentrarmi in elucubrazioni che considero sterili perché non conducono da nessuna parte o meglio solo verso l'ignoto visti i limiti delle due prove in questione soprattutto considerando come vengono eseguite alle nostre latitudini, cioè male. Mi fa ovviamente piacere che tu e altri colleghi abbiate riscontri positivi con Lacroix ma, e sono sicuro che mi perdonerai, ritengo maggiormente affidabile il mio metodo ragione per cui non ho, almeno per ora, alcuna intenzione di convertirmi.
Nel caso tu avessi necessità di qualche chiarimento sono ovviamente a disposizione. Ti ringrazio comunque per la fiducia
P.S.: la ditta di cui ero responsabile negli anni 70 e 80 impiegava frequentemente il 30+30 e gli inconvenienti che tu giustamente segnali si verificavano soprattutto quando le aste non erano perfettamente diritte o/e la scarpa del rivestimento era troppo usurata (leggi sbrecciata, ovalizzata etc.).
Ma sopra i 12-15 N20 la procedura statica diventa pura teoria, anzi è sconsigliato utilizzare parametri provenienti da statiche in ghiaie. Quindi con la formula degli olandesi che spesso uso anche io ottengo solo il dato della portanza ammissibile e nessun parametro geotecnico, ovvero nulla che soddisfi le NTC.
Potresti postare il tuo articolo sulla comparazione dei vari penetrometri con DMT esguita nel campo SUPSI ? Non lo trovo più.
Saluti ad Albi
PS Però il sistema Meardi agi è solo una raccomandazione, le altre sono NORME NF o BS o DIN, quindi pienamente adottabili.
Per quanto mi riguarda, visto che le DPSH vengono eseguite d'abitudine senza rivestimento, preferisco anche nelle ghiaie sabbiose avere a disposizione i risultati di una CPT meccanica. Per stimare con buona approssimazione la resistenza della matrice basta infatti tener conto, nella curva di penetrazione che interessa i passaggi ghiaiosi, solo dei valori di "qc" relativi alle "rientranze" come risulta evidente nell'allegato che si riferisce proprio al sito sperimentale di Stabio da te evocato. Un'altra cosa che balza all'occhio analizzando i grafici che vi sono inseriti è l'importanza dell'effetto scala (nelle DPSH in cui la punta ha una sezione di 20cmq contro i 10cmq delle CPT, la resistenza alla punta negli strati ghiaiosi è infatti molto meno enfatizzata). In conclusione convertire le resistenze dinamiche in resistenze statiche equivalenti da cui derivare successivamente i parametri geotecnici è SEMPRE possibile e con buoni risultati a patto di ragionarci un poco sopra. Mi auguro comunque di avere la possibilità, in futuro, di discutere con te di questo e di altri argomenti
ho estrapolato dall'ultimo grafico dell'articolo la seguente formula (sono 3 formule distinte, per i limiti ho imposto il punto medio tra le tre diverse serie di dati con diversa pressione verticale, non so fare un'unica formula con due variabili) SE(sigma<73,5;6,2839(Ndpsh^-0,669));SE(73,5<sigma>122,5;-0,822*LN(Ndpsh)+3,7052)*SE(sigma>122,5;-0,841*LN(Ndpsh)+3,9198)
i valori dei range per la pressione verticale sono in kPa.
Ho provato ad utilizzare una delle prove che ho fatto dalle mie parti (con N20 quasi sempre inferiori a 15, penetrometro utilizzato: SUNDA MENHIR DPSH naturalmente senza rivestimento, avendo utilizzato un Sunda e non un Pagani manca il CE, ovvero è posto uguale a 1, non uso CR per le dpsh ma solo per le SPT in quanto lo considero già calcolato nel fattore dei conversione) ma mi vengono rapporti di correlazione anche di 3,9 (contro l'1,51 che uso di solito), ho quindi imposto un rapporto massimo di due (come da Cearns-McKenzie) ma penso comunque di non cambiare metodo. Il fatto che la curva verde sia nettamente la peggiore in raffronto alla SPt fatta a 1,5 metri è dato dal fatto che ho fatto la normalizzazione come passaggio separato (primo metodo) solo con valori del coefficiente di Liao e Withman inferiori a 1,5 (profondità superiori ai 2 m). c'è una terza spt ma al di sotto di dove arrivano le penetrometriche quindi non serve per il raffronto.
Ultima modifica di AndreaEvangelist; 22/07/201315:22.
Io personalmente seguo ancora i risultati dello studio della Pagani, essendo quella la strumentazione più usata dalle mie parti (le correlazioni hanno riscontro nei terreni dove eseguo generalmente le prove), però ancora non ho tempo di sperimentare i suggerimenti dell'articolo.
Il lavoro che ha fatto Andrea Evangelista mi sembra molto valido, presentare in appendice alle relazioni un grafico del genere vuol dire dimostrare di avere affrontato a priori l'aspetto N20-Nspt in maniera ragionata.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)