Ho conosciuto solo una ditta che utilizzava il metodo 30+30 già nel 1980 ed ho assistito come apprendista a diverse prove pen. dinamiche superpesanti con la ditta sopraccitata. Capitava a volte che lo strumento (specialmente in materiali sabbiosi e ghiaietto o con intervalli argillosi) si starava. In pratica il 30+30 diventava difficile metterlo in pratica. Allora si prendeva una chiave, si giravano le aste infisse e se queste non avevano attrito si proseguiva l'infissione senza "camicia". Ora mi capita raramente, ma ai vecchi tempi posso dire tranquillamente che utilizzavo i vari grafici riportati sul Cestelli-Guidi, sui vari testi sacri, norme AGI ecc. per ricavare i vari parametri. Devo dire la verità, mi sono sempre trovato bene perché a fianco avevo la possibilità di eseguire un sondaggio per tarare le prove. Adesso mi interessano molto le tue teorie (si, tue e non di un ignoto), convertire gli N penetrometrici in resistenza statica rappresentano una interessante soluzione. Saluti cordiali


Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei – Niccolò Machiavelli