Originariamente inviato da: pasionaria

Non vi arrabbiate, vorrei solo più chiarezza sui termini che tutti invochiamo, ma che o sono soggettivi o richiedono procedure standardizzate (come la cosiddetta "certificazione").

Qualità (in geotecnica) vuol dire:
1) seguire le norme (come dice mimmo71)
2) redigere le proprie Relazioni secondo le Linee Guida, sul sito del nostro Ordine...e quindi i Quaderni
3) seguire procedure validate da enti terzi
4)...
Tutti i punti sopra? Solo uno? Due? E' un elenco incompleto?


In effetti definire la "qualità" è abbastanza arduo... ciò che per me può essere di qualità potrebbe, letto con altri occhi, non esserlo... o esserlo solo in parte...
Riferendomi ai tuoi punti:
1) senz'altro occorre seguire le norme in tutti i campi di applicazione, non solo la geotecnica (e non secondo mimmo71... che non ricordo cosa dice.. grin )
2) Senz'altro le linee guida e i quaderni sono un buon riferimento per redigere un lavoro di qualità, ma sicuramente non rappresentano "IL VERBO": occorre metterci del proprio, anche per sottolineare l'"indipendenza" e l'esperienza del LIBERO PROFESSIONISTA, che firmando si assume le proprie responsabilità civili e penali in prima persona (e non secondo delle linee guida o dei quaderni).
3)Se per enti terzi intendi ASTM, Raccomandazioni AGI, o altri enti che validano procedure di prove (in situ ed in laboratorio), DA NON CONFONDERE CON LE CERTIFICAZIONI MINISTERIALI, utilizzate per i ns lavori e sotto il nostro diretto controllo, questo è senz'altro un punto a favore della qualità...
4)...a tua libera scelta.... ciò che meglio ritieni per fornire un lavoro di "qualità" laugh
E' senz'altro l'insieme dei 4 punti (o magari più di 4) che determina la qualità di un lavoro e quindi la "professionalità" di un individuo, che a sua volta si riflette anche nella qualità dell'intera categoria. Su quest'ultimo punto purtroppo nutro forti dubbi, vista anche la scarsa considerazione che hanno i propri iscritti nei confronti dei rispettivi ordini...


"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859