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@grannisi:

bravo bravo urra


"ma l’uomo non è pietra di tungsteno e cambia spesso proprietà..." - F. Battiato: "Ferro Battuto" -
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Bene, grannisi,
ora sei più chiaro (certe frasi, scritte dall'autore con intento ironico, possono, con quello che si legge, essere anche travisate...poi, devi mettere in conto che io sono una po-lentona grin ).

E visto che sei in vena di scrivere col "cuore in mano", vorrei capire cosa intendi con fare il mestire di geologo con qualità...sì, perchè i criteri per stabilirlo sono talmente elastici che tutti usano la parola (qualità) nobile e condivisa, ma ognuno ha una sua idea personalissima per attestarla.

Non vi arrabbiate, vorrei solo più chiarezza sui termini che tutti invochiamo, ma che o sono soggettivi o richiedono procedure standardizzate (come la cosiddetta "certificazione").

Qualità (in geotecnica) vuol dire:
1) seguire le norme (come dice mimmo71)
2) redigere le proprie Relazioni secondo le Linee Guida, sul sito del nostro Ordine...e quindi i Quaderni
3) seguire procedure validate da enti terzi
4)...
Tutti i punti sopra? Solo uno? Due? E' un elenco incompleto?



The road not taken
(Robert Frost)
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Originariamente inviato da: pasionaria

Non vi arrabbiate, vorrei solo più chiarezza sui termini che tutti invochiamo, ma che o sono soggettivi o richiedono procedure standardizzate (come la cosiddetta "certificazione").

Qualità (in geotecnica) vuol dire:
1) seguire le norme (come dice mimmo71)
2) redigere le proprie Relazioni secondo le Linee Guida, sul sito del nostro Ordine...e quindi i Quaderni
3) seguire procedure validate da enti terzi
4)...
Tutti i punti sopra? Solo uno? Due? E' un elenco incompleto?


In effetti definire la "qualità" è abbastanza arduo... ciò che per me può essere di qualità potrebbe, letto con altri occhi, non esserlo... o esserlo solo in parte...
Riferendomi ai tuoi punti:
1) senz'altro occorre seguire le norme in tutti i campi di applicazione, non solo la geotecnica (e non secondo mimmo71... che non ricordo cosa dice.. grin )
2) Senz'altro le linee guida e i quaderni sono un buon riferimento per redigere un lavoro di qualità, ma sicuramente non rappresentano "IL VERBO": occorre metterci del proprio, anche per sottolineare l'"indipendenza" e l'esperienza del LIBERO PROFESSIONISTA, che firmando si assume le proprie responsabilità civili e penali in prima persona (e non secondo delle linee guida o dei quaderni).
3)Se per enti terzi intendi ASTM, Raccomandazioni AGI, o altri enti che validano procedure di prove (in situ ed in laboratorio), DA NON CONFONDERE CON LE CERTIFICAZIONI MINISTERIALI, utilizzate per i ns lavori e sotto il nostro diretto controllo, questo è senz'altro un punto a favore della qualità...
4)...a tua libera scelta.... ciò che meglio ritieni per fornire un lavoro di "qualità" laugh
E' senz'altro l'insieme dei 4 punti (o magari più di 4) che determina la qualità di un lavoro e quindi la "professionalità" di un individuo, che a sua volta si riflette anche nella qualità dell'intera categoria. Su quest'ultimo punto purtroppo nutro forti dubbi, vista anche la scarsa considerazione che hanno i propri iscritti nei confronti dei rispettivi ordini...


"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Quote:
Senz'altro le linee guida e i quaderni sono un buon riferimento per redigere un lavoro di qualità, ma sicuramente non rappresentano "IL VERBO": occorre metterci del proprio, anche per sottolineare l'"indipendenza" e l'esperienza del LIBERO PROFESSIONISTA, che firmando si assume le proprie responsabilità civili e penali in prima persona (e non secondo delle linee guida o dei quaderni

ricordo che molte volte la standardizzazione nasconde rigidità che poco hanno a vedere con la cultura geotecnica geologica, anzi indicano poca esperienza. la voglia di regole molto rigide è un indice di insicurezza e di una mancanza di esperienza che non può essere sostituita dal "libro"

Ultima modifica di michelec; 09/07/2013 08:07.

michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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"Le fanno le Imprese specializzate, ma se ci fosse un collega con attrezzature proprie che volesse cimentarsi in questo campo non avrebbe certamente l'ostacolo della certificazione da affrontare perché sarebbe la qualità del suo lavoro il vero biglietto da visita".

Confermo pienamente quanto scritto dal collega gto. Un Geologo laureato con tanto di esame di stato superato ha diritto di realizzare studi inerenti al suo ruolo. Il giudizio da parte di un collegio nominato/votato (?) della validità o meno di qualsiasi elaborato redatto da un collega mi sembra veramente assurdo. Eleggiamo una commissione che spulcia ad estrazione i vari elaborati e giudica e punisce? Mi sembra che questo non avvenga in nessun altro ordine. Eppure ci sono Ingegneri validi e non, architetti validi e non, ecc. (inoltre non hanno APC obbligatori come i Geologi). La differenza dovrebbe farla la qualità del lavoro eseguito dal professionista. Qui nasce il problema. Quanti progettisti, amministrazioni pubbliche, enti vari sono in grado di valutare la validità tecnica di un Geologo, dei suoi elaborati? Io credo siano veramente pochi, che predomini spesso purtroppo la logica del basso prezzo. Quindi si torna alla domanda che per me è fondamentale: cosa è stato fatto negli ultimi 30 anni per valorizzare il lavoro del Geologo nella Società da parte degli enti preposti e dai singoli professionisti?
Saluti cordiali


Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei – Niccolò Machiavelli
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Originariamente inviato da: grannisi
...cut... vista anche la scarsa considerazione che hanno i propri iscritti nei confronti dei rispettivi ordini...


E ci sarà pure un motivo.. o no? mad

OT:
hai avuto modo di applicare la Circolare ARTA 57027/12? eek accidenti
E non mi vengano a dire che non sono stati interpellati...


"ma l’uomo non è pietra di tungsteno e cambia spesso proprietà..." - F. Battiato: "Ferro Battuto" -
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Sono d’accordo con te che la precedenza va data alla difesa delle nostre attività “core”, ma non possiamo lasciare che siano gli altri a sfruttare le poche nuove opportunità che si profilano all’orizzonte.
La qualità è un concetto almeno per me abbastanza chiaro: chi ha un problema di salute è disposto a percorrere migliaia di chilometri e non badare a spese per una visita specialistica che potrebbe rivelarsi risolutiva; chi ha bisogno di un certificato di sana e robusta costituzione paga controvoglia anche 20 € al medico di famiglia sotto casa.
Chi fornisce prestazioni che il cliente percepisce differenziate e ad alto valore aggiunto, sicuramente non avrà problemi di parcella, chi non riesce a trasmettere questa percezione di valore continuerà nella guerra dei prezzi al ribasso.
Chi rema al contrario, sono tutti quei professionisti, che sulla scorta del principio monopolistico che ci assegna “de iure” la competenza sulla relazione geologica nulla fanno per creare valore percepibile per i loro clienti.
Quando le competenze, al contrario ti vengono riconosciute “de facto”, acquisti quella reputazione che ti consente di lavorare con decoro (e questo vale per tutte le professioni).
Per creare competenze “de facto” occorre una politica mirata anche a livello centrale: se negli ultimi 5 anni il mercato delle costruzioni e infrastrutture si è contratto del 60%, mentre le materie ambientali crescono a ritmo del 10/20% annuo, dove investiresti in formazione sul primo o sul secondo settore? Vedi una politica della formazione o dell’APC mirata? Io no.


Gianluca Maccarone
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Carissimi,
ho ristretto il campo d'azione della discussione alla geotecnica, consapevole che non sia l'unico per noi.
Questo 3d ce lo "impone".
Al punto 1 dell'elenco ho riportato il pensiero di mimmo71 (e attendo sua conferma) perchè io credo che se coloro che attivano le istruttorie nella PA esigessero l'applicazione delle NTC08, farebbero loro stessi la "selezione" dei fornai (per dirla alla mccoy).
Mi pare di capire, come dice amedmen, che al momento questo non accada ovunque per varie cause (mancanza di personale, mancanza di formazione del personale, superficialità dei controlli...).

Trovo alquanto inapplicabile la visione-ideale di Gianluca Maccarone che, forse troppo fiduciosamente, proietta colui che è più dotato di competenze in un mercato che ne riconosce il merito...sarebbe vero, se questo mercato fosse veramente libero e ricettivo. Sono comunque felice per Gianluca, con cui concordo la visione della nostra futura formazione apc.



The road not taken
(Robert Frost)
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Sicuramente mi sono spiegato male, ci riprovo sperando di essere più efficace.
Se un mio cliente non capisce l’utilità (o valore) di un lavoro di “qualità”, per cui non è disposto a pagare un “premium price”, credo che la responsabilità sia tutta mia non certo del cliente. Come mi diceva mio nonno “se sbatti contro un muro la colpa non è del muro”
Credo che questo sia il mondo reale e non ideale. Riguardo alle competenze (da non confondere con le capacità), esse si acquisiscono con il sacrificio dello studio e sono “teoricamente” alla portata di tutti (quelli che studiano).
Riuscire a farsi comprendere da chi ha un background diverso dal proprio è indispensabile se si vuole sopravvivere nell’arena competitiva del libero mercato. Il mercato non riconosce il merito solo quando è corrotto.


Gianluca Maccarone
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Gent.Gianluca Maccarone,
non confondo conoscenze-capacità-competenze e non pensare di non esserti espresso bene: la tua conclusione coincide con la mia quando auspico il tuo scenario in un mercato libero (e quindi, non corrotto, come dici tu).


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