Se un mio cliente non capisce l’utilità (o valore) di un lavoro di “qualità”, per cui non è disposto a pagare un “premium price”, credo che la responsabilità sia tutta mia non certo del cliente.

Mi spiace ma non condivido per niente l'equazione "il cliente non capisce l'utilità di un lavoro di qualità = colpa mia".
Ho cominciato a lavorare nel 1980, quindi un minimo di esperienza penso di averla acquisita.
Non posso mettere in dubbio che ci siano professionisti più convincenti di me con i clienti, purtroppo è una dote che si possiede o non si possiede. La situazione attuale è precaria, i prezzi sono spesso non equi per la qualità del lavoro richiesta e purtroppo con tutta la buona volontà non si riesce a cambiare la situazione se non in rari contesti. Questa è la mia opinione. Esiste un'alternativa che adotto, il rifiuto ad acquisire incarichi a prezzi deontologicamente scorretti.
Saluti cordiali

P.S. Non possiedo strumentazione a parte l'auto che mi porta in cantiere.


Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei – Niccolò Machiavelli