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#128332 09/07/2013 12:11
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Borja Offline OP
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Ciao ragazzi, ho un dubbio quindi vorrei un vistro parere:

Prendiamo ad esempio il mare di okhotsk e consideriamo la placca okhotsk.
Ad est di quest'ultima e' presente la Placca pacifica, che per l'appunto subduce al di sotto della okhotsk. A sud invece e' la placca del mare delle Filippine a subdurre sotto la placca okhotsk. Alla luce di cio mi e vi chiedo:

"E' possibile che le due placche in subduzione, collidano ('convergono') al di sotto della placca okhotsk?"

Ce e' possibile che esse si "scontrino"? Perche una subduce da est e l'altra da sud....


E poi una curiosita': e' possibile determinare per quanto (in estensione) subduce un placca al di sotto di un'altra? -non voglio sapere quando e' inclinato il piano di wadati-bienoff e tantomeno fino a che profondita' arriva-




Grazie mille, sperando di essermi spiegato per bene .



Borja


terremoti e vulcani solo su Mapsism !
Borja #128444 12/07/2013 19:32
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Hai posto più volte il problema senza ottenere risposta.
Campo libero! smile

Se noti attentamente, la prosecuzione della linea "buona" di subduzione proveniente da N, non è quella che finisce alle Marianne, ma quella a S del Giappone.

Per me è un'interferenza tra 2 onde.
Il piano "buono" (Giappone del S e margine E della nostra placca di Okhotsk) è molto inclinato, piatto. Scivola sotto l'Asia.
Il ramo delle Marianne diventa rapidamente verticale. Scende dritto verso il centro della terra. Questo per me è una vera e propria crepa.

In occasione del terremoto ultimo disastroso del Giappone girava in rete un bel randering facilmente comprensibile.

Pierlo #128446 12/07/2013 20:52
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in natura esistono le giunzioni triple e una tipica è rappresentata da FFF (fossa - fossa - fossa).

http://animalia.coninternet.org/files/2011/03/placche_pacifico1.jpg


Paolo
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Noooo io mi chiedo se due placche che subducono sotto la medesima placca (ma da posizioni diverse), possano "scontrarsi" in profondita' al di sotto della placca sotto cui convergono..


terremoti e vulcani solo su Mapsism !
Borja #128456 13/07/2013 11:28
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Noooo io mi chiedo se due placche che subducono sotto la medesima placca (ma da posizioni diverse), possano "scontrarsi" in profondita' al di sotto della placca sotto cui convergono..


Le placche non sopravvivono oltre i 770 km di profondità, ma in molti casi l'età della subduzione e le condizioni di pressione e temperatura provocano perdite di continuità a profondità molto minori come nel caso del margine est della placca Adriatica che a sud arriva a 500 km ma al nord scompare a circa 100 km


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http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html
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Noooo io mi chiedo se due placche che subducono sotto la medesima placca (ma da posizioni diverse), possano "scontrarsi" in profondita' al di sotto della placca sotto cui convergono..


Le placche non sopravvivono oltre i 770 km di profondità, ma in molti casi l'età della subduzione e le condizioni di pressione e temperatura provocano perdite di continuità a profondità molto minori come nel caso del margine est della placca Adriatica che a sud arriva a 500 km ma al nord scompare a circa 100 km


E se le placche subducessero con un bassa inclinazione, tale da formare una piano di wadati-bienoff molto esteso ma non tanto inclinato da arrivare a 700 km di profondita', sarebbe possibile cio' che ho scritto nel mio precedente post??

Ps. Perche' il margine est della placca adriatica? Non dovrebbe essere il margine ovest? E comunque volevo chiederti se proprio la perdita di continuita' della subduzione della adri a nord (per le diverse cause da te esposte) potrebbe aver contribuito magari a rendere particolare l'appennino al nord rispetto al sud ?

PERDONATEMI PER I TERMINI smile


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Borja #128463 13/07/2013 15:25
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io non ho mai visto dati che mostrano uno scontro di placche in subduzione nel mantello. Credo che non sia un dato riscontrato in natura, non so se esistono modelli matematici che possano spiegare un fenomeno simile.
E'vero che arrivati ad una certa profondità la piastra in subduzione comincia a confondersi con l'astenosfera.

L'Adria (microplacca) che geograficamente rappresenta il mare Adriatico, va in subduzione sia sotto la catena appenninica verso ovest, sia sotto le Dinaridi ad est.


Paolo
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Originariamente inviato da: balocchi
io non ho mai visto dati che mostrano uno scontro di placche in subduzione nel mantello. Credo che non sia un dato riscontrato in natura, non so se esistono modelli matematici che possano spiegare un fenomeno simile.
E'vero che arrivati ad una certa profondità la piastra in subduzione comincia a confondersi con l'astenosfera.


Sarebbe bello sapere se sia possibile... Se esistono modelli matematici che simulano questa cosa smile Ma teoricamente potrebbe essere possibile?


Quote:


L'Adria (microplacca) che geograficamente rappresenta il mare Adriatico, va in subduzione sia sotto la catena appenninica verso ovest, sia sotto le Dinaridi ad est.


Visto che ci siamo potete dirmi perche' subduce meno a nord?




P.S. C'e' qualche modo per calcolare l'estensione e l'inclinazione di un piano di wadati-bienoff ?????



Grazie mille wink

Borja


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L'Adria (microplacca) che geograficamente rappresenta il mare Adriatico, va in subduzione sia sotto la catena appenninica verso ovest, sia sotto le Dinaridi ad est.
In termini di spostamenti (relativi) come si può considerare? Viste le catene ai lati (EW) dovrei immaginare che la catena appenninica sia più veloce verso E e quella delle Dinaridi sia più lenta verso E. Da cui nasce:

Da cosa è composta: litosfera oceanica o un brandello di cratone africano? Come credo di ricordare..... Come fa a reggere la compressione a cui è sottoposta dalle catene ai lati?

Grazie


Pierlo #128469 14/07/2013 08:18
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Proseguo.....

Il nodo cruciale della zona è il Giappone.
Il Giappone, come dicevo sopra, è l'intersezione tra 2 onde (o subduzioni, anche se sembrano più obduzioni). Un'onda è attiva, cioè sembra legata alla cinematica attuale, mentre un'altra sembra un relitto, cioè legata ad una situazione ormai non più attiva.

La zona del Giappone quindi risulta una specie di X. Il ramo attivo sembra quello che va da NE a SW, mentre quello relitto sembra il ramo che va da NW a SE. Non a caso il ramo SE finisce nel nulla senza altre strutture ad esso collegate. La sua attività dipende solo dal tiro del ramo attivo più ad W.

Per me l'inclinazione tra le 2 subduzioni ad X ha a che fare con il cambio di direzione della scia Hawaiana.


Il responsabile di tutto il cambiamento potrebbe essere il blocco tra le 2 isole neozelandesi. Il blocco improvviso, potrebbe aver strappato Tonga dalle Marianne, che così hanno la loro prosecuzione (ed anche Tonga, altrimenti non capisco perchè finisce nel nulla anche lei) e girato in senso orario la placca pacifica a N (infatti la faglia di S andrea è una trsforme dx) e forse anche quella Euroasiatica in senso antiorario. Tonga liberata è schizzata verso E, producendo tutte le turbolenze che ha ad W, e la confusione indonesiana.
Altra conseguenza dovrebbe essere stata che il polo di depressione che c'è sotto il Tibet, forse prima della rotazione stava sotto la Mongolia e giustifico così molte altre strutture.

smile



Tutto questo ragionamento mi fa ipotizzare una specie di effetto pelle della crosta che dovrebbe essere alla base della tettonica a placche, insieme ad altre dinamiche globali.

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