Egregio Dottor Cascone
Non ho dimenticato di rispondere al Suo post dell’8 settembre. Impegni professionali e sindacali mi hanno impedito di essere più tempestivo. Seguirò passo passo le Sue osservazioni e riflessioni in modo necessariamente telegrafico ancorché alcune questioni da Lei sollevate richiederebbero risposte più approfondite. Nutro comunque fiducia di essere sufficientemente esaustivo. Naturalmente non sarò il tramite delle posizioni del CNG con il quale, tuttavia, intratteniamo stretti collegamenti per le tematiche comuni..
1.Osservazioni su lettera (mia) del 22.5.06
a.le norme vigenti rihiedono ’attestazione circa il possesso delle attrezzature. Per i controlli ….. è un’altra cosa
b. Lei persiste nell'equivoco: la L.112/63 TUTELA la “professione” e il “titolo”, NON TUTELA GLI ISCRITTI
2.Osservazioni su lettera (mia) del 4/7/06
a.la qualità della prestazione professionale non dipende dal prezzo. Le tariffe pongono “TUTTI” i L.P. allo stesso livello economico indipendentemente dall’età, dall’esperienza, dalle capacità dei singoli.
b.la pubblicità potrebbe essere ingannevole. Chi non dichiarerebbe di essere il migliore, di possedere la struttura, l’organizzazione, i mezzi, la capacità e quant’altro per convincere il Cliente ad affidargli l’incarico? Certamente qualcuno ha bisogno di “santi in paradiso” ma se non si hanno gli attributi è difficile fare veramente carriera. Non Le pare riduttivo (e mortificante) per un professionista, che lavora d’intelletto, avere un “padrino”? Il professionista non è una persona isolata e vive di relazioni sociali Se non si fa conoscere nessuno lo conosce. Il lavoro, qualunque esso sia, si acquisisce con l’analisi del mercato il che significa conoscere la potenziale clientela, avvicinarla, conquistarla, mantenerla. Il tutto con la giusta “informazione” senza la quale non si va da nessuna parte.
3.Riflessioni su lettera (mia) del 15/7/06
a.le riflessioni sono Sue
b.Insiste sui “santi in paradiso” e continua a piangersi addosso. I bandi per gli incarichi di progettazione sono così conformati da parecchio tempo., non è una novità. Il criterio di aggiudicazione è stabilito, preventivamente, in base al punteggio di vari parametri tra cui il prezzo praticato che però, esso solo, non determina la migliore offerta.
Con ciò non voglio dire che le Commissioni valutano con discrezionalità assolutamente irreprensibile! E’ accaduto e accadrà!
4. Riflessioni su lettera (mia) dell’1.8.06
a.la legge codifica che le prove siano eseguite da una struttura certificata. Badi bene: la legge prescrive l’obbligatorietà dell’esecuzione non l’interpretazione dei risultati che è atto professionale.
Analogamente per quanto concerne le indagini di campo. Una cosa è l’esecuzione dei sondaggi e il prelievo del carotaggio, altro è la descrizione della campionatura e la costruzione della stratigrafia del sottosuolo che è compito del Geologo
c.il ruolo degli Ordini è chiarito nel dettato della L.112/63 e su questo ho risposto prima. Il ruolo del Sindacato, invece, è quello di rappresentanza degli interessi etici ed economici di una specifica categoria di soggetti (i L.P. per l’appunto) iscritti per atto di volontaria adesione e che conferiscono all’Associazione un esplicito mandato (al contrario dell’Ordine che è ad iscrizione obbligatoria e come tale non portatore degli interessi dei suoi iscritti. L’Ordine non può “cacciare” nessuno se non per gravissimi motivi e, anche se penalmente reo, addirittura solo dopo che la sentenza sia passata in definitivo giudicato).
Per quanto concerne la questione geologo libero professionista-geologo imprenditore: il primo risponde agli interessi del committente, il secondo risponde agli interessi del capitale sociale e dei soci. La differenza non è da poco. Personalmente non sono nemico del geologo imprenditore (che tra l’altro mi serve, eccome) ma sono L.P. e credo nella sua funzione. Nel 1° Congresso dell’Ordine (1965, se ricordo bene) si formarono due opposti schieramenti, pro e contro, circa il ruolo del Geologo nel “contesto socio-economico del Paese”. In quella sede sostenevo che si dovessero attivare tutte le opportune iniziative per cancellare dall’ANC quella che definivo “famigerata” categoria 19b (indagini del suolo e sottosuolo anche con mezzi speciali). I Geologi erano laureati e potenzialmente formati per un’attività intellettuale e dovevano conquistare una dignità di professionisti partecipi a pieno titolo nel processo di formazione del progetto (non solo di un’opera di costruzione ma in tutti i campi che già allora andavano prospettandosi). Le indagini non erano il fine ma il mezzo con il quale svolgere compiutamente il proprio mestiere. E parafrasavo il concetto con questa locuzione: le sonde stavano al Geologo come l’elettrocardiografo al medico. Il nostro gruppo era in minoranza e il mio intervento finì in una salve di fischi. Oggi troppo spesso si appaltano lavori d’indagine geognostica dove la “relazione geologica” è una prestazione sussidiaria e quindi compresa nel prezzo d’appalto. Questa consuetudine della Committenza (pubblica e privata) è indebita e i geologi imprenditori niente hanno fatto per sottrarsi a questa sleale concorrenza.
4.Riflessioni su lettera (mia) del 21.8.06
a. alcunii tra i non-più-giovani professionisti (tra i quali mi annovero) hanno iniziato la loro carriera quando non esisteva ancora l’Ordine. Alcuni tra i non-più-giovani non sapevano neppure cosa potesse fare un laureato in Scienze Geologiche se non il rilevatore presso l’Università (che aveva l’appalto per la redazione della Carta Geologica) o presso il Serv.Geol. del Ministero dell’Industria. Qualcuno aspirava all’impiego nell’AGIP. Non è per mia supponenza o presunzione ma rivendico che i non-più-giovani hanno “inventato” la professione nelle sue diverse discipline (idrogeologia, geomorfologia, geologia applicata, geotecnica, ecc.) costringendo, se così si può dire, anche l’Università ad introdurre queste materie applicative nei piani di studio che erano di stampo prettamente naturalistico. E con il loro continuo inserimento nel mercato hanno costretto anche il legislatore ad introdurre, poco a poco, norme e regolamenti nei quali la figura del Geologo professionista si è andato sempre più delineandosi.
b. concordo con la Sua riflessione. All’inizio della Sua carriera il giovane non ha ancora sufficienti esperienze per affrontare e risolvere problemi strettamente tecnici ma anche quelli ad essi collegati che sono non meno importanti e mi riferisco in particolare ai rapporti con la clientela e le Autorità di controllo. E’ necessario quindi un tirocinio, che richiede tempo, imparando da chi ha già maturato efficaci e valide esperienze. Non si parte dalla Libera Professione.

Andrea Maniscalco
Presidente SINGEOP
30.09.2006