Giampaolo Giuliani risponde allo studio dell'Università di L'Aquila che boccia la teoria del gas Radon come colorante giallo dell’atmosfera.

Domenica 11 Agosto 2013 20:10

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze fisiche e chimiche dell’Università aquilana ha pubblicato uno studio, uscito sulla rivista scientifica dell’editrice Springer Italia, consociata italiana di Springer Science and Business Media, in cui si sostiene che l’attività radioattiva del radon e la sua distribuzione in atmosfera non colora questa di tinte gialle. Anzi, si è registrato un contributo di questa attività alla colorazione azzurro-celeste. Ecco che si riaccendono le polemiche tra gli scienziati e il ricercatore Giampaolo Giuliani al quale abbiamo posto alcune domande a chiarimento della vicenda.

Che cosa pensa di questo nuovo ridimensionamento verso la sua ricerca?

Speravo tanto che le polemiche sulla ricerca sperimentale effettuata dalla Fondazione Giuliani fosse ormai placata e in qualche modo compresa soprattutto da chi ritenevo avesse una preparazione scientifica adeguata. Il recente articolo apparso su Environmental Earth Sciences: “Observations and box model analysis of radon-222 in the atmospheric surface layer at L’Aquila, Italy: March 2009 case study”, firmato da Giovanni Pitari, Eleonora Coppari, Natalia De Luca e Piero Di Carlo, non può essere assolutamente messo in relazione con le osservazioni ottenute da me, giacché utilizzo metodo, tecnica e strumentazione completamente diversa da quella da loro documentata.

Quale appunto muove al gruppo di ricerca che così categoricamente ha destituito di fondamento le sue teorie sul radon connesse alla colorazione gialla del cielo?

L’accostamento dei risultati ottenuti da uno strumento a scintillazione che misura particelle alfa in atmosfera e pretende di stabilire valori in percentuale di variazione di concentrazione di 222-Radon, sempre in atmosfera, denota una grande mancanza di cultura sul comportamento dell’elemento Radon a seconda del luogo in cui viene misurato. Non a caso le mie stazioni di monitoraggio sono collocate a 2-3 metri sopra il piano forte. Inoltre, lo strumento utilizzato, una scatola di Piombo a tenuta, scherma al suo interno la camera di decadimento per la misura di particelle gamma (214Piombo e 214Bismuto progenie del Radon). Lo spessore, a secondo la scatola utilizzata, varia da 5 cm a 10 cm.

Quindi secondo lei le annotazioni degli autori dello studio hanno un fondamento relativo, se non improprio, non conoscendo la strumentazione da lei adottata?

Certamente. Inoltre, il dato scientifico sul livello di concentrazione di 222Radon, rilevato dai quattro ricercatori del CETEMPS nel periodo pre-terremoto, è inconsistente: l’atomo di Radon è un gas pesantissimo, sosta in superficie, in aria perde la sua concentrazione veicolato da fluidi e possiede un’emivita di 3.8 giorni.

Come sa, la ricerca costa. La sua sperimentazione a quali forze economiche attinge?

Ricordo che la mia sperimentazione scientifica non è mai stata sostenuta da nessun ente. Ho attinto solo a risparmi di famiglia. Oggi, la Fondazione Giuliani è sostenuta da donazioni di liberi cittadini che credono e vogliono che si vada avanti nelle sperimentazioni incorso. Vorrei anche rendere evidente la mancanza di etica professionale dimostrata nella circostanza da chi ha utilizzato informazioni scientifiche per colpire indiscriminatamente un altro gruppo di ricerca.

Si riferisce al prof. Carlo Rubbia e a Paul Davies?

Esattamente, al premio Nobel per la fisica e al cosmologo Premio Templeton di recente insignito della Medaglia Kelvin da parte dell’UK Institute of Physics e del Faraday Award della Royal Society.
Voglio porre l’accento che nel 2004, quando mi resi conto di possedere dati scientifici in controtendenza con le informazioni possedute dall’ambiente scientifico mondiale, ebbi la premura di informare coloro che all’epoca rappresentavano il top della ricerca in Italia e all’estero. Però, quei signori non mi hanno mai degnato di un minimo di considerazione.

Il prof. Carlo Rubbia, condannato l’anno scorso a sei anni di carcere insieme ad altri premi Nobel per aver sottovalutato l’effettiva colorazione gialla del cielo, ha ribadito che, l’influenza sulla colorazione gialla del cielo basata sul radon non ha alcun valore.

Non commento le dichiarazioni di uno che è stato giudicato colpevole per aver rassicurato la popolazione sulla colorazione azzurra del cielo. Io proseguo nel mio lavoro con scrupolo scientifico. Chi vivrà vedrà.

Ultima modifica di Alex-64; 06/09/2013 11:05.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti