Michele, usando una macchina carrata sei sicuro che la forza di reazione, se necessario, si attiverà integralmente (200 kN) mentre con un penetrometro autoancorante tutto dipenderà dalle caratteristiche del terreno in cui alloggiano le ancore stesse. In ogni caso a me è accaduto più volte di vedere la macchina carrata sollevarsi dopo 5-6 metri nelle varve glaciali (P.P. 5-8 Bar)e quindi non ci sono garanzie in proposito. Non mi è chiara infine la domanda sulla logistica del corso. Potresti essere più preciso? A presto
Desideravo segnalare a chi è interessato al Corso d Mantova una novità piuttosto importante. Il Prof. Marchetti (per chi non lo sapesse "genitore 1 e 2" del DMT), è interessato al Corso stesso tanto che: - invierà un suo tecnico con l'attrezzatura ad hoc per eseguire un dilatometro sismico (SDMT); - parteciperà egli stesso alla giornata finale (19 Ottobre) con una sua presentazione sull'argomento e sarà inoltre protagonista nel dibattito successivo. Sto quindi aggiornando il programma per adattarlo alla nuova situazione e penso entro domani di ufficializzarlo. Ringrazio quindi infinitamente il Prof. Marchetti che si è mostrato estremamente generoso (il costo del Corso resterà inalterato) e ricordo infine agli incerti che il "taglio", per i partecipanti, è previsto alla 50° iscrizione.
@Gto scusami se rispondo solo adesso alla tua proposta. L'idea di un corso del genere, come ho già detto, a me interesserebbe tantissimo.
Magari se si dovesse decidere di farlo, si potrebbe creare un topic ad hoc, per raccogliere pre-adesioni, e vedere se interessa ad altri....Un pò come hai fatto col corso di Mantova.
Volevo trarre le prime impressioni dopo la prima giornata di corso a Mantova. Se il buongiorno di vede dal mattino…..si vede che il taglio è diverso dai soliti corsi più “accademici”. Ed il bello deve ancora venire perché venerdì ci sono le prove in campo.
La giovane collega che ho convinto a partecipare mi ha ringraziato per aver insistito che venisse, anche se la sue convinzioni in materia di indagini in situ (apprese all’università) hanno subito dei forti scossoni.
Il corso non è tenuto da geologi classici ma da “eretici” (come si sono definiti loro stessi), nel senso che non si sono prodigati a sostenere prove e correlazioni ormai consolidate, ma a rivoltarle come calzini per evidenziarne le falle.
Una tra tutte: la prova SPT. Sinceramente mi ero accorto da solo che era una prova che “dava i numeri”, ed infatti ultimamente l’ho utilizzata di rado. Così ho raccolto volentieri gli sforzi fatti da Gianni Togliani (una vita di esperienza nel campo) per cercare di andare oltre.
Ecco, quello che ho colto maggiormente nel corso è proprio lo sforzo di voler andare oltre. E a sentirli, i nostri mentori, mi sembra di sentire Steve Jobs quando dice: siate affamati, siate folli.
condivido, e in più aggiungo la sensazione di avere finalmente dei colleghi che non si piegano all'ipse dictit (e qui ho il dente avvelenato) con certi Ing. che pensano di imbalsamare la scienza e incanalarla in rigidi binari. complimenti a Togliani e colleghi
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Proprio così, Dario...le spt sono una vera anarchia..dove vai trovi sempre qualcuno che le fa a modo suo e chissà se per utilizzare le correlazioni adottano le opportune correzioni. Alberto e Gianni ci hanno condotto a condividere un metodo che intuitivamente condivido appieno. Da me, in bassa pianura, sono inutilizzabili..ne ho viste documentate su un lavoro per il GC da un collega belumat (il cono andava giù con un solo colpo).. A parte questa frecciatina, senza polemica astiosa... mi piacerebbe fare ad Alberto una domanda sul DP (meglio, DPSH); ovvero: perchè e in quali scenari suggerisci di smussare i picchi con le tecniche di filtering? Di norma, con le cptu le applico su valori che fanno "schizzare"i dati(leggi: incrementi localizzati e puntuali, perchè magari ho beccato il caranto), ma il diagramma che hai fatto vedere mi pare si prenda anche altre "libertà"..ti fai "guidare" dai valori del rivestimento? Grazie anche per la tua simpatia!
Ciao a tutti, confermo le impressioni di Dario. Comunque non definirei Gianni e Alberto degli eretici; le prove in situ si sono sviluppate sia come modalità di esecuzione che come correlazioni, su terreni diversi dai nostri.Per questo ritengo che il loro lavoro sia consistito nell'affinare (con centinaia di prove sul campo) procedure e correlazioni, tarate sui "nostri" terreni; avrebbero dovuto farlo gli accademici ma non lo hanno fatto. Come geologo voglio poter usare prove e correlazioni "efficaci" indipendetemente dal fatto che siano validate o meno dai grandi Soloni accademici; essendo la maggior parte delle correlazioni empiriche mi basta che funzionino. Tra l'altro il rapporto diretto che si è instaurato con Gianni e Alberto ci permette di confrontarci su eventuali problematiche o su valori che "non tornano" Infine sono contento di aver conosciuto di persona alcuni di voi del Forum come Michele e Amedeo
condivido i complimenti dei colleghi che hanno partecipato alla prima giornata di corso a Mantova. Del resto, per chi come me ha seguito altri corsi i cui relatori erano il Dott. Gianni Togliani e il Dott. Alberto Bruschi, non ha destato nessuna sorpresa il loro modo di portare "conoscenza" in un modo completamente diverso dal mondo Accademico a cui siamo abituati. Voglio ricordare e complimentarmi, inoltre, con il Dott. Maurizio Furani per la sua interessante esposizione. Comunque il "bello" secondo me deve ancora venire. Alla prossima giornata.
P.S. Pienamente d'accordo con Michele, le osservazioni su Poisson hanno colpito anche me.
Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei – Niccolò Machiavelli